Dmitrij Ivanovič di Russia (1582-1591)

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Zarevič Dmitrij Ivanovič di Russia
Icona di San Dmitrij, XVIII secolo
Icona di San Dmitrij, XVIII secolo
Nascita 19 ottobre 1582
Morte 15 maggio 1591
Venerato da Chiesa ortodossa
Ricorrenza 15 maggio

Dmitrij Ivanovič, conosciuto anche come Zarevič Dmitrij, Dmitrij di Uglič (in russo: Иван Иванович, Царевич Дмитрий, Дмитрий Углицкий?; Mosca, 19 ottobre 1582Uglič, 15 maggio 1591), è stato Zarevič di Russia, figlio di Ivan il Terribile e Marija Nagaja. Fu canonizzato nel 1606.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Ivan IV, il fratello più vecchio di Dmitrij, Fëdor I, salì al trono. Tuttavia il vero detentore del potere era il cognato di Fëdor, Boris Godunov, un boiardo che ambiva al trono di Russia. Pare che Boris Godunov volesse sbarazzarsi di Dmitrij, perché sarebbe potuto succedere a Fëdor, che non aveva figli. Nel 1584 Godunov mandò in esilio Dmitrij, sua madre e i fratelli di lei nell'appannaggio di Uglič. Il 15 maggio 1591 Dmitrij morì pugnalato in circostanze misteriose.

Incidente o assassinio[modifica | modifica wikitesto]

I cronisti russi e gli storici successivi formularono due possibili scenari su cosa fosse successo a Dmitrij. La prima teoria è che egli fu ucciso per ordine di Boris Godunov e che l'omicidio fu fatto passare per incidente (questa versione era sostenuta da eminenti storici del XIX secolo come Nikolaj Karamzin, Sergej Solov'ëv, Vasilij Ključevskij ed altri). Le critiche a questa versione derivano dal fatto che Dmitrij era figlio della quinta (o settima) moglie di Ivan IV, e pertanto illegittimo secondo il Diritto canonico (la Chiesa ortodossa russa consentiva un massimo di tre matrimoni). Ciò avrebbe reso qualsiasi pretesa di Dmitrij quanto meno dubbia.

La seconda versione afferma che Dmitrij si sarebbe accoltellato da sé durante una crisi epilettica giocando con un coltello (questa versione era sostenuta dagli storici Michail Pogodin, Sergej Platonov, V. K. Klein, Ruslan Skrynnikov e altri). I detrattori di quest'ipotesi obiettano che, dal momento che durante una crisi epilettica i palmi delle mani sono ben aperti, diventa estremamente improbabile autoinfliggersi una pugnalata. Comunque l'inchiesta ufficiale dell'epoca asserì che la crisi era sopraggiunta mentre il bambino stava giocando ad un gioco simile a freccette, con un coltello che teneva per la lama, rivolta verso di sé. Con il coltello in tale posizione, la versione di una ferita al collo autoinflitta cadendo in avanti durante la crisi appare più realistica.

Esiste anche una terza versione sul destino di Dmitrij, che fu sostenuta da alcuni storici precedenti, quali Konstantin Bestužev-Rjumin, Ivan Beljaev e altri. Essi consideravano possibile che sicari di Boris Godunov avessero tentato di assassinare il giovane, ma che avessero ucciso qualcun altro e che Dmitrij fosse riuscito a fuggire. Quest'ipotesi spiega la successiva comparsa di impostori sponsorizzati dalla nobiltà polacca (Falso Dmitrij I, Falso Dmitrij II, Falso Dmitrij III). La maggior parte degli storici russi, comunque, considera altamente improbabile la sopravvivenza di Dmitrij, in quanto le sue sembianze dovevano essere ben note agli assassini; inoltre è ben noto che molti nobili polacchi che sostenevano il Falso Dmitrij I non credevano loro stessi alla sua storia.

Avvenimenti successivi[modifica | modifica wikitesto]

La morte dello Zarevič provocò un violento tumulto a Uglič, istigato dalla madre di Dmitrij e dello zio Michail che gridavano che il bambino era stato ucciso. Udendo ciò, i cittadini inferociti linciarono quindici supposti assassini, tra i quali il rappresentante locale del governo di Mosca e uno dei compagni di gioco di Dmitrij. L'inchiesta ufficiale, condotta da Vasilij Šujskij, concluse che Dmitrij era morto per una ferita alla gola autoinflitta. Di conseguenza la madre Marija Nagaja fu costretta a prendere i voti e fu esiliata in un convento lontano.

Comunque, quando le circostanze politiche cambiarono, Šujskij ritrattò la sua conclusione e asserì che Dmitrij era stato ucciso per ordine di Boris Godunov. Il 3 giugno 1606 le spoglie di Dmitrij furono trasferite a Mosca e il suo culto attecchì rapidamente.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dmitrij Ivanovič di Russia Padre:
Ivan IV di Russia
Nonno paterno:
Basilio III di Russia
Bisnonno paterno:
Ivan III di Russia
Trisnonno paterno:
Basilio II di Russia
Trisnonna paterna:
Maria di Borovsk
Bisnonna paterna:
Sophia Paleologa
Trisnonno paterno:
Tommaso Paleologo
Trisnonna paterna:
Caterina Zaccaria
Nonna paterna:
Elena Vasil'evna Glinskaja
Bisnonno paterno:
Principe Vasilij L'vovič Glinskij
Trisnonno paterno:
Principe Lev Borisevič Glinskij
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
Ana Jakšić
Trisnonno paterno:
Stefan Jakšić
Trisnonna paterna:
Milica Belmužević
Madre:
Marija Fëdorovna Nagaja
Nonno materno:
Fëdor Fëdorovič Nagoj
Bisnonno materno:
Fëdor Michajlovič Nagoj
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
Evdokija ?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
?
Bisnonno materno:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
?

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

La versione dell'omicidio è presente nel dramma di Puškin Boris Godunov, dal quale Modest Musorgskij trasse la sua opera.

Lo stemma della città di Uglič, in cui è rappresentato Dmitrij Ivanovič.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergej Platonov. Очерки по истории смуты в Московском государстве XVI-XVII вв. Mosca, 1937.
  • Ruslan Skrynnikov. Лихолетье. Москва в XVI-XVII веках. Mosca, 1988.

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