Boris Godunov (Puškin)

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Boris Godunov.
Racconto Drammatico,Commedia sulla disgrazia dello Stato Moscovita, sullo Zar Boris, e su Griška Otrep´ev
Opera teatrale
Autore Aleksandr Sergeevič Puškin
Titolo originale Борис Годунов, Драматическая повесть, Комедия o настоящей беде Московскому государству, o царе Борисе и о Гришке Отрепьеве
Lingua originale Russo
Composto nel 1825
Prima assoluta 1870
Personaggi
  • Boris Godunov, boiardo, poi Zar
  • Fyodor, suo figlio
  • Kseniya, sua figlia
  • La bambinaia di Kseniya
  • Principe Shuyskiy, boiardo
  • Principe Vorotinskiy, boiardo
  • Shchelkalov, segretario del Duma
  • Pimen, monaco e cronista
  • Grigoriy Otrepyev, monaco, poi Dmitriy, l'impostore
  • Patriarca del monastero di Chudov
  • Misail, monaco ambulante
  • Varlaam, monaco ambulante
  • Afanasiy Mikhailovich Pushkin, amico del Principe Shuyskiy
  • Gabriel Pushkin, suo nipote
  • Semyon Nikitich Godunov, agente segreto di Boris Godunov
  • Prince Kurbskiy, boiardo caduto in disgrazia
  • Khrushchov, boiardo caduto in disgrazia
  • Karela, un cosacco
  • Prince Vishnevetskiy
  • Mniszech, voivoda di Sambor
  • Marina, sua figlia
  • Ruzya, loro cameriera
  • Basmanov, un ufficiale russo
  • Marzharet, funzionario dell'impostore
  • Rozen, funzionario dell'impostore
  • Mosalskiy, boiardo
  • Ostessa dell'Inn
  • Boiardi, gente, paesani, ispettori, ufficiali, attendenti, ospiti, un prete cattolico, un nobile polacco, un poeta, un idiota, un mendicante, un gentiluomo, guardie, soldati, nobildonne e nobiluomini, ragazzi e servi
 

Il Boris Godunov (in russo: Борис Годунов, Borís Godunóv), titolo completo Драматическая повесть, Комедия o настоящей беде Московскому государству, o царе Борисе и о Гришке Отрепьеве, Racconto drammatico, Commedia sulla disgrazia dello Stato Moscovita, sullo Zar Boris e su Griška Otrep´ev è un dramma teatrale di Aleksàndr Sergeevič Puškin, scritto nel 1825, pubblicato integralmente nel 1831, ma approvato per una rappresentazione sui palcoscenici non prima del 1866 e rappresentato, largamente censurato, nel 1870 e riapparso, ampiamente ammorbidito e ritoccato da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov il 22 dicembre 1896 a Pietroburgo.

Se la struttura formale del dramma teatrale ricalca la fisionomia e la forma delle tragedie shakespeariane, invece il soggetto dell'opera deriva dalla Storia dello Stato russo scritta da Karamzin, mentre per i contenuti l'autore si è ispirato alla vecchie Cronache russe per i costumi e la lingua parlata dell'epoca descritta.[1]

Il soggetto riguarda Boris Godunov che regnò come Zar dal 1598 al 1605 nel periodo definito "epoca dei torbidi", regno contestato dalla ipotesi di un'usurpazione del potere da parte di Godunov ai danni del vero erede al trono. Questo pretesto innesca la campagna polacca contro la Russia, che si conclude con l'ascesa della dinastia dei Romanov. Lo scrittore aggiunse all'intreccio principale la storia d'amore del falso Dimitri e della polacca Marina. Il dramma consiste di 25 scene composte nello stile del Blank verse e porta in scena 63 personaggi. Di indubbio significato sia il tono spirituale-morale che governa le gesta sia la voce e l'anima del popolo, elementi di derivazione romantica.

Neppure negli anni seguenti il Boris Godunov ricevette una prima rappresentazione nella sua forma originale. Modest Musorgskij basò la sua famosa opera dal dramma rielaborando la struttura narrativa in base alle esigenze melodrammatiche, e durante gli anni trenta Vsevolod Meyerhold tentò di dirigerne una rappresentazione teatrale con musiche composte da Sergei Prokofiev ma abbandonò presto la produzione a causa di pressioni politiche, e tale soggetto rimase abbandonato per lungo tempo.

La prima rappresentazione mondiale del dramma originale privo di censure è avvenuta il 12 aprile 2007 negli Stati Uniti d'America all'Università di Princeton nella traduzione integrale in lingua inglese. Questa produzione era basata sul progetto di Meyerhold e sulle musiche di Prokofiev, con ulteriori musiche aggiunte composte da Peter Westergaard.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.359

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