Diva Futura

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Diva Futura
Stato Italia Italia
Tipo [[Srl[1]]]
Fondazione 1983 a Via Cassia, 1818 - 00123 Roma
Fondata da Riccardo Schicchi
Ilona Staller
Sede principale Via Cassia, 1818 - 00123 Roma
Persone chiave Riccardo Schicchi, presidente
Prodotti casting pornografico
cinema pornografico
Sito web www.divafutura.tv/

Diva Futura è l'agenzia di casting e produzione fondata nel 1983[2][3] da Riccardo Schicchi e Ilona Staller[3], è stata la prima agenzia in Italia specializzata in pornografia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ai successi del duo Staller/Schicchi, i due decisero di creare qualcosa sul quale appoggiare la loro attività. In un primo momento, più che la produzione di film e spettacoli a luci rosse, il target dell'agenzia fu quello di reclutare nuove dive per il neonato mercato pornografico italiano. A quel tempo inoltre la pornografia era soprattutto cartacea e Schicchi era infatti un fotografo professionista. Fra i primi personaggi usciti da questa scuderia Ramba, Moana Pozzi. In seguito anche Petra (che fu l'unico personaggio legato solamente al cinema soft) poi Barbarella, Milly D'Abbraccio, Eva Henger, diventata anche moglie di Schicchi. Mietendo un successo dopo l'altro l'agenzia fu l'ammiraglia del periodo d'oro del porno italiano. Ha seguito il mercato nel suo sviluppo, dal cartaceo ai cinema pornografico, alla produzione per l'home video, alle linee erotiche a pagamento. Nel 1985 ha prodotto il primo film hardcore della carriera di Ilona Staller Telefono Rosso[2]. Nel 1986 ha realizzato il suo primo spettacolo live Curve deliziose. La sede dell'agenzia sulla via Cassia era diventata anche un po' il rifugio dell'amore libero dove non esistevano limiti alla naturale propensione sessuale.

Tutta questa libertà, quasi spregiudicata, non mancò di attirare le censure, soprattutto del mondo cattolico, ma anche la condanna da parte di quella larga fetta di società dove la mentalità piccolo-borghese era allora dominante. Fu solo con personaggi come Moana Pozzi, che il mondo della pornografia poté uscire dal sommerso e diventare uno stile di vita tutto sommato accettabile e accettato dalla società.

Numerosi gli arresti e i processi subiti dall'agenzia, sempre nel mirino delle forze dell'ordine. A volte le esibizioni terminavano con lo show imprevisto di una retata, durante le quali le starlette e i fan si ribellavano creando un'atmosfera spesso di rissa. Sono rimasti celebri alcuni episodi come il fallo di vetro di Cicciolina rotto sulla testa di un "cicciolino-poliziotto" (confermato dalla Staller in una intervista in Tv del novembre 2005).

Se le numerose condanne per oscenità o violazione del comune senso del pudore si risolvevano di solito con le attenuanti a un niente di fatto (ma con enormi risvolti pubblicitari su giornali e televisione), piano piano le accuse a Schicchi e il suo entourage si sono fatte più pesanti (sfruttamento della prostituzione, immigrazione clandestina, eccetera), portando anche il suo fondatore a scontare un periodo di carcere a Regina Coeli a Roma. La sede dell'agenzia ha anche subito un incendio doloso nei primi anni novanta che ne danneggiò i locali e distrusse l'archivio. Le accuse si sono tuttavia sempre rivelate infondate e fino alla sua morte Schicchi, al pari delle attrici più celebri da lui scoperte, era un personaggio mediatico che appariva di tanto in tanto anche in televisione.

Nel 1990 l'agenzia ebbe anche un coinvolgimento in politica, con la fondazione deil Partito dell'Amore da parte di Schicchi e Moana Pozzi[3].

Nel 1996 l'azienda organizza come trovata pubblicitaria la visita a Mercatale di Gessica Massaro e l'innamoramento per Pietro Pacciani, accusato di essere il mostro di Firenze.[4] L'attrice afferma di avere avuto un rapporto completo con Pacciani e di avere un video come prova, ma viene mostrata solo la passeggiata dei due nel giardino della casa; contemporaneamente l'ex-detenuto smentisce i fatti.[5]

Sebbene non prodotti direttamente da Diva Futura, sono interessanti anche una serie di progetti musicali delle star più famose dell'agenzia, tutt'oggi molto ambiti nel campo del collezionismo musicale. Le musiche usate per gli spettacoli live e per i film erano curate da Jay Horus e a volte incise, seppur con una distribuzione limitata, su vinile a 45gg, mix 12" o picture disk. Cicciolina si spinse oltre cercando di portare la pornografia anche in campo musicale, incidendo Muscolo rosso, forse la canzone con il testo più esplicito in tutto il panorama italiano, dedicata interamente all'organo genitale maschile, chiamato senza mezzi termini il cazzo.

A tutt'oggi, dopo oltre venticinque anni di attività, l'agenzia è attiva, è presente alle maggiori fiere dell'erotismo, si dedica al casting e alla ricerca di nuovi personaggi, e non manca talvolta di trovate originali come la Maratona del sesso in una spiaggia vicino a Roma, anche se ormai non creano più scandalo.

Nell'aprile 2006 il manager Riccardo Schicchi e la moglie Eva Henger sono condannati per sfruttamento della prostituzione, per cui fu rinviato a giudizio già nel 1999[6], reato nel quale l'azienda ha avuto la funzione, secondo i giudici, di ingaggiare le ragazze che poi si sarebbero prostituite.[1]

Gli obiettivi più recenti dell'agenzia sono il mercato di internet, ormai l'ultima frontiera della pornografia, e la creazione di nuovi locali live, dove però tutti i partecipanti possano essere protagonisti entrando direttamente in azione.

L'agenzia è proprietaria anche di Diva Futura Channel, un canale satellitare dedicato interamente al mondo dell'eros.

Attori e attrici di Diva Futura[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il caso ne La Repubblica del 29/04/2006
  2. ^ a b c d e f Inventò le dive del porno all'italiana muore il re dell'hard Riccardo Schicchi da La Repubblica del 10/12/2012
  3. ^ a b c d Italian Porn Honcho Riccardo Schicchi Dead at 60 - Adult Video News
  4. ^ I DIRITTI DI PACCIANI da La Repubblica del 07/05/1996
  5. ^ E GESSICA SOSPIRA ' SI' , L' HO FATTO CON PIETRO' da La Repubblica del 07/05/1996
  6. ^ Il Re del porno e due pentiti in un giro di ragazze squillo da La Repubblica del 23/10/1999