Diprotodon

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Diprotodon
Stato di conservazione: Fossile
Diprotodon11122.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Metatheria
Superordine Australidelphia
Ordine Diprotodontia
Famiglia Diprotodontidae
Genere Diprotodon

Il diprotodonte (gen. Diprotodon) era un mammifero marsupiale, imparentato con i vombati, vissuto nel Pleistocene in Australia.

Il più grande marsupiale mai esistito[modifica | modifica sorgente]

Questo grande animale, che raggiungeva i 4 metri di lunghezza, fu il più grande mammifero marsupiale mai esistito. Il diprotodonte faceva parte delle cosiddetta megafauna australiana, quel complesso di grandi vertebrati pleistocenici che abitavano il continenteisola fino a circa 40000 anni fa, lasciando solo pochi superstiti attuali (tra cui i canguri).

Secondo molti studiosi, la causa di questa misteriosa estinzione può essere riconducibile all’uomo, che raggiunse l’Australia qualche migliaio di anni prima e, trovatosi di fronte a una fauna non abituata a predatori tanto attivi, iniziò a sterminare sistematicamente le varie specie tramite una caccia eccessiva, similmente quanto accaduto in Nuova Zelanda con i Moa[1].

Particolare del cranio di Diprotodon australis

Un vombato grande come un rinoceronte[modifica | modifica sorgente]

Il diprotodonte può essere paragonato, come forma e dimensioni, agli odierni rinoceronti, anche se le abitudini di vita di questo gigante erano probabilmente più simili a quelle degli ippopotami. Nel giacimento di Callabonna, costituito da un lago fossile, sono stati rinvenuti numerosissimi resti di questo animale.

Il corpo era decisamente voluminoso, sorretto da zampe massicce e fornite di zoccoli. Il cranio è decisamente particolare: il profilo elevato è dato dal fatto che le ossa nasali sono estremamente sviluppate, quasi ci fosse un “corno” o una "proboscide". La dentatura, invece, richiama da vicino quella dei roditori, con lunghissimi incisivi per tagliare il fogliame. Esistono varie specie di diprotodonte, la più grande e nota delle quali è D. australis.

All’origine di un mito?[modifica | modifica sorgente]

Scheletro di Diprotodon australis

È possibile che all’origine del mito del bunyip, spirito lacustre della mitologia aborigena, ci siano i ricordi degli uomini che per primi si trovarono di fronte a queste straordinarie creature. Le tradizioni orali potrebbero aver tramandato gli incontri avvenuti migliaia di anni fa tra i primi abitanti dell’Australia e gli ultimi Diprotodon.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fortey, op. cit., pag. 382

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard Fortey, Età: quattro miliardi di anni, traduzione di Isabella C. Blum, Longanesi, 1999, ISBN 88-304-1633-9.
  • Owen, R., 1838. Fossil remains from Wellington Valley, Australia. Marsupialia. Pp. 359-369. Appendix to Mitchell, T. L. Three Expeditions into the Interior of Eastern Australia, with Descriptions of the Recently Explored Region of Australia Felix, and of the Present Colony of New South Wales. 2 Vols., T. and W. Boone, London.
  • Price, G. 2008. Taxonomy and palaeobiology of the largest-ever marsupial Diprotodon Owen, 1838 (Diprotodontidae, Marsupialia). Zoological Journal of the Linnean Society 153, 369-397.

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