Debito odioso
Per debito odioso si intende quella teoria di diritto internazionale riguardante la successione tra Stati nel debito pubblico. Con esso ci si riferisce al debito nazionale assunto per perseguire interessi diversi da quelli nazionali nella piena consapevolezza dei creditori e nell’incoscienza dei cittadini.
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Origine [modifica]
L'origine della teoria viene ricondotta al "regolamento del debito nazionale" emanato nel 1883 in Messico con il fine di non riconoscere il debito contratto dall'imperatore Massimiliano I del Messico. Nel regolamento si sosteneva: "noi non possiamo riconoscere e di conseguenza non può essere convertito, il debito contratto dal governo che sosteneva di essere esistito in Messico tra il 17 dicembre 1857 e il 24 dicembre 1860 e dal primo giugno 1863 al 21 giugno 1867".
Nel 1898 con la ratifica del trattato di Parigi, dopo la vittoria nella guerra ispano-americana, gli Stati Uniti non riconobbero il debito contratto da Cuba nei confronti della Spagna. Questa è probabilmente la prima vera fattispecie di applicazione diretta della dottrina del debito odioso[1]. Gli Stati Uniti sostennero: che il debito non era stato assunto per perseguire il benessere del popolo cubano in quanto i fondi venivano usati per reprimere l’opposizione e per incorporare Santo Domingo nei domini spagnoli; che Cuba non aveva consentito il debito; che i creditori erano a conoscenza di come venivano impiegati i fondi prestati. Dall’altra parte la Spagna sostenne la teoria della successione tra Stati, per la quale il debito pubblico viene trasmesso automaticamente al nuovo Stato.
Anche l’Urss, nel 1918, ripudiò i debiti contratti dal previgente governo zarista; ed è così che il concetto fu formalizzato dal giurista di origini russe Alexander Nahun Sack, già ministro dello Zar Nicola II e poi professore di diritto a Parigi. Nel libro Gli effetti della trasformazione dello stato sul debito pubblico e su altre obbligazioni finanziarie pubblicato nel 1927, Sack sostiene: "se un governo dispotico incorre in un debito non per bisogni o per interessi dello Stato, ma per rafforzare il regime dispotico, per reprimere la lotta della popolazione contraria al regime stesso, tale debito è odioso per la popolazione dell'intero Stato. Questo debito non è un'obbligazione per la nazione: è un debito del regime che lo ha contratto, è un debito personale del potere che lo ha assunto; di conseguenza esso si estingue con la caduta di questo potere"[2]. Nel 1919 con il Trattato di Versailles viene applicato il concetto di Debito Odioso. L’art. 254 del trattato prevedeva l’assunzione del pagamento di una parte del debito tedesco in capo alle potenze a cui venivano ceduti territori dell’ex impero. Tuttavia l’art. 255 sollevava dal pagamento di questi debiti la Francia e la Polonia, la prima nella misura dei debiti contratti per l’Alsazia e la Lorena e la seconda nella misura stabilita come avente origine per le misure prese dai Governi tedesco e prussiano, per la colonizzazione tedesca della Polonia.
Caso Tinoco [modifica]
Nel 1922, la Costa Rica con una legge rifiutò il pagamento dei debiti assunti dal dittatore Federico Tinoco con la Royal Bank of Canada. Il giudice William Howard Taft, arbitro della disputa nata tra Costa Rica e Gran Bretagna, considerò il regime di Tinoco come un governo di fatto, capace di legare la Costa Rica agli obblighi internazionali. Tuttavia decise che il debito non aveva creato obblighi verso la popolazione in quanto non fu creato nel pubblico interesse; la prova di questo venne identificata nel fatto che i fondi ricavati dai prestiti venivano usati dal dittatore per bisogni personali e la banca creditrice ne era a conoscenza perché “assunti nel momento in cui la popolarità del governo Tinoco era scomparsa, e nel momento in cui il movimento politico e militare, con l'obiettivo di rovesciare tale governo, stava guadagnando forza".[3] La legge della Costa Rica fu dichiarata compatibile al diritto internazionale. L’arbitrato condotto da Taft creò un precedente giurisprudenziale in materia di debito odioso e così venne a costituirsi un opinio iuris sulla non trasferibilità del debito contratto al di fuori degli interessi pubblici.
Trattato di pace con l'Italia [modifica]
I trattati di Parigi del 1947 con l’Italia incorporano il principio delineato dagli articoli 254 e 255 del Trattato di Versailles del 1919. La commissione di conciliazione franco-italiana stabilì che i debiti contratti dallo Stato predecessore per la guerra, o per i bisogni derivanti dall'espansione in un territorio prima annesso e successivamente liberato, non possono attribuirsi allo Stato successore o restaurato[4]. La regola venne applicata nei confronti dell’Etiopia, in quanto si ritenne inconcepibile che essa dovesse onorare i debiti contratti dall'Italia con il fine di rafforzare il proprio dominio sul territorio etiope.
Il debito iracheno [modifica]
Nel 2003 gli Stati Uniti invocarono la dottrina del debito odioso nei confronti dei 125 bilioni di dollari accumulati come passività dal governo del dittatore Saddam Hussein. Il debito venne così eliminato. Il disegno di legge al riguardo si concentrava più sull'opportunità di cancellazione del debito in quanto insostenibile per una ricostruzione efficace dello Stato che per questioni legate alla legittimità dei debiti contratti[5].
Note [modifica]
- ^ John Bassett Moore, “A digest on international law”, Washington, Government Printing Office, 1906.
- ^ Alexander Nahum Sack, “Les effets des transformations des états sur leurs dettes publiques et autres obligations financièrs. Traité juridique et financier”, Paris, Recueil Sirey, 1927.
- ^ REPORTS OF INTERNATIONAL ARBITRAL AWARDS
- ^ Ernst Hermann Feilchenfeld, Bureau of International Research of Harvard University and Radcliffe College, “Public debts and state succession”, Kraus reprint co., New York, 1972.
- ^ “The concept of odious debt in pubblic international law”, Discussion papers of United Nations Conference on Trade and Development, no. 185, july 2007, Prof. Robert Howse, 2007.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Robert Howse, The concept of odious debt in public international law
- (EN) John Basset Moore, A digest of international law (1906)
- (EN) Reports of international arbitral awards (raccolta di arbitrati internazionali sul sito delle Nazioni Unite)
- (EN) Sarah Ludington e Mitu Gulati, A Convenient Untruth: Fact and Fantasy in the Doctrine of Odious Debts
- (EN) Odious Debts, su journal.probeinternational.org
- (ES) Salvador María Lozada, Deuda ilegal, deuda odiosa, deuda inmoral... Elementos jurídicos para la negociación (Le Monde Diplomatique, numero 57, marzo 2004)
Voci correlate [modifica]
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