De Tomaso Vallelunga

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De Tomaso Vallelunga
Gaisbergrennen 2009 Bergfahrt 142.jpg
Una De Tomaso Vallelunga
Descrizione generale
Costruttore bandiera  De Tomaso
Tipo principale Coupé
Altre versioni Spyder (one-off)
Produzione dal 1964 al 1968
Sostituita da De Tomaso Mangusta
Esemplari prodotti 54
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.900 mm
Larghezza 1.550 mm
Altezza 1.200 mm
Passo 2.315 mm
Massa 726 kg
Altro
Stile Carrozzeria Fissore
Altre eredi Sport 1000 Fantuzzi Spyder (da competizione)

La Vallelunga è stata un'autovettura prodotta dalla De Tomaso dal 1964 al 1968. Il nome del modello derivava dall’autodromo di Vallelunga, dove la De Tomaso spesso collaudava le proprie autovetture da corsa fino ad allora realizzate[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Vallelunga apparteneva alla categoria delle vetture sport e venne presentata come concept car al salone dell'automobile di Torino del 1964[2] , dopo che un primo esemplare in versione spyder (rimasto unico) era stato realizzato nel 1962 e presentato nell'edizione del 1963[1][3]. Inizialmente la De Tomaso era intenzionata a vendere il progetto della Vallelunga a qualche altro gruppo automobilistico, in primis alla Ford[2]. Nessuna casa automobilistica però era interessata all’acquisto, quindi la De Tomaso decise di realizzare la vettura a proprie spese. La produzione del modello fu poi assegnata alla Ghia[4]. Il design fu invece opera della carrozzeria Fissore[4].

In totale, di Vallelunga, ne furono realizzati 53 esemplari[4] (59 se si considerano anche i prototipi e il già citato esemplare one-off in versione spyder del 1963). La Vallelunga fu prodotta fino al 1968 e venne sostituita dalla ben più prestazionale De Tomaso Mangusta. Quest’ultima, utilizzava un telaio che derivava da quello della Vallelunga, sebbene riprogettato per far fronte a una potenza più che doppia. Le esperienze telaistiche maturate con la Vallelunga furono poi travasate anche nella successiva Sport 1000 Fantuzzi Spyder da competizione[1][5].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

La Vallelunga aveva installato un motore a quattro cilindri in linea Ford da 1.592 cm3 di cilindrata. Questo propulsore derivava da quello installato sulla Ford Cortina[2] ed erogava 104 CV di potenza a 6.200 giri al minuto[4]. Il motore era montato centralmente, mentre la trazione era posteriore. Il cambio, montato a sbalzo posteriormente oltre il differenziale (configurazione detta transaxle) derivava da quello installato sul Volkswagen Maggiolino[6] mentre gli ingranaggi erano della Hewland[4]. Il cambio era manuale e in un primo momento aveva quattro rapporti, per poi passare rapidamente cinque rapporti[1].

Il telaio era in acciaio stampato ed aveva una struttura a trave centrale, con motore e cambio con funzioni portanti[1]. Le sospensioni erano a doppi bracci oscillati e molle elicoidali[2] ed erano gli stessi montati sulle De Tomaso di Formula 3 dell'epoca[1]. Molti componenti del modello erano realizzati in alluminio, mentre il corpo vettura era in vetroresina[4]. I freni erano a disco[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Malcolm Mackay
  2. ^ a b c d Lawrence, 1997
  3. ^ (EN) Vallelunga Fissore Spyder, www.qv500.com. URL consultato il 21 settembre 2013.
  4. ^ a b c d e f (EN) Giancarlo Rosetti, De Tomaso Vallelunga Just the beginning for Alexjandro, European Car Magazine. URL consultato il 15 settembre 2013.
  5. ^ (EN) 1966 Vallelunga Fantuzzi Spyder (Sport 1000), www.qv500.com. URL consultato il 21 settembre 2013.
  6. ^ a b Road & Track, 1991, pag. 109

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Mike Lawrence, A to Z of Sports Cars 1945-1990, Bay View Books, 1997, ISBN 1-87097-981-8.
  • (EN) John Lamm, Salon: 1967 De Tomaso Vallelunga in Road & Track, vol. 43, nº 1, settembre 1991, pp. pagg. 106–109.
  • (EN) Malcolm Mackay, Profile: De Tomaso Vallelunga - Mid-engined champion? in Classic and Performance Car, ottobre 2009. URL consultato il 19 agosto 2012.

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