Carrozzeria Fissore
La Carrozzeria Fissore era un'azienda piemontese del settore automobilistico, operante dal 1921 al 1976
Fondata nel 1921 a Savigliano, dai fratelli Antonio, Bernardo, Costanzo e Giovanni Fissore, per alcuni anni produsse carri per il traino animale, iniziando le prime esperienze nella realizzazione parziale o integrale di carrozzerie per furgoni, automobili ed autocarri, dalla fine degli anni venti.
Nel 1936, la titolarietà aziendale venne assunta da Bernardo Fissore che orientò l'azienda alla costruzione di carrozzerie speciali per automobili fuoriserie, furgoni postali, autobus, ambulanze e carri funebri.
Grazie a questa specializzazione, la "Fissore" conobbe un grande sviluppo durante il secondo conflitto mondiale,per le numerose forniture commissionate dall'Esercito Italiano di automezzi civili, trasformati per uso militare.
Negli anni cinquanta vennero prodotte diverse fuoriserie basate sui più popolari modelli della FIAT, oltre ad un gran numero di veicoli pubblicitari, al tempo particolarmente richiesti dalle aziende di prodotti di largo consumo, per presenziare ai grandi eventi sportivi come il "Giro d'Italia" o la "Mille Miglia".
La Carrozzeria Fissore raggiunse, negli anni sessanta, la massima espansione, arrivando ad occupare oltre 200 dipendenti. In quel decennio furono molte le collaborazioni con prestigiose case automobilistiche per la realizzazione di lussuose Gran Turismo, in particolare con Maserati, De Tomaso, Opel, Monteverdi, TVR, Vemag e Mitsubishi.
Nei primi anni settanta venne proposta la "Scout" pregevole modello di fuoristrada - spiaggina su meccanica Fiat 127, disegnata da Franco Maina, anche accarezzando l'idea di una piccola coupé da commercializzare direttamente su base Autobianchi A112.
Nel 1975, la crisi settoriale che perdurava dall'austerity, causò alla "Fissore" gravi problemi finanziari per i quali dovette fermare la produzione nel 1976, per essere definitivamente liquidata nel 1984, dopo un lungo iter fallimentare.
[modifica] Continuità del marchio
Occorre aggiungere che Giulio Malvino, genero di Bernardo Fissore, proprio nel 1976 fondò a Cherasco la "Rayton Fissore". La nuova azienda proseguì ad occuparsi di carrozzerie e veicoli speciali e, in particolare, produsse il "Magnum", veicolo fuoristrada che ottenne un discreto successo, anche come automezzo delle forze di Polizia.
Alla metà degli anni novanta cercò anche di far resuscitare il marchio Isotta Fraschini.
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