Carrozzeria Fissore

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Carrozzeria Fissore
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Stato Italia Italia
Fondazione 1921
Fondata da Bernardo Fissore, Antonio Fissore
Chiusura 1976

La Carrozzeria Fissore era un'azienda piemontese del settore automobilistico, operante dal 1921 al 1976.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Emblema posto sulla brasiliana DKW-Vemag Fissore del 1966

A partire dal 1914, Bernardo Fissore (1891-1973) inizia l'attività di carradore, riparando carri agricoli e carrozze in una piccola officina di fabbro a Savigliano. Nel 1921, con il fratello Antonio, fonda la Carrozzeria Fissore, cui si aggiungeranno in seguito i fratelli minori Giovanni e Costanzo. Per alcuni anni produssero carri per il traino animale, iniziando le prime esperienze nella realizzazione parziale o integrale di carrozzerie per furgoni, automobili ed autocarri, dalla fine degli anni venti.

Nel 1936, la titolarità aziendale venne assunta da Bernardo Fissore che orientò l'azienda alla costruzione di carrozzerie speciali per automobili fuoriserie, furgoni postali, autobus, ambulanze e carri funebri.

Grazie a questa specializzazione, la "Fissore" conobbe un grande sviluppo durante il secondo conflitto mondiale, per le numerose forniture commissionate dall'Esercito Italiano di automezzi civili, trasformati per uso militare.

Durante la Repubblica Sociale Italiana, Bernardo Fissore svolge un'intensa attività di supporto e protezione dei partigiani, finendo per essere arrestato con i figli Sergio e Giusto.

Negli anni cinquanta vennero prodotte diverse fuoriserie basate sui più popolari modelli della FIAT, oltre ad un gran numero di veicoli pubblicitari, al tempo particolarmente richiesti dalle aziende di prodotti di largo consumo, per presenziare ai grandi eventi sportivi come il "Giro d'Italia" o la "Mille Miglia".

Durante quel decennio, la direzione aziendale viene gradatamente conferita agli 11 figli dei fondatori entrati in azienda, senza tuttavia che i 4 fondatori facciano mancare la loro presenza e il loro consiglio. Particolarmente Bernardo fu presidente della Fissore fino al 1970, divenendo presidente onorario l'anno successivo.

La Carrozzeria Fissore raggiunse, negli anni sessanta, la massima espansione, arrivando ad occupare oltre 200 dipendenti. In quel decennio furono molte le collaborazioni con prestigiose case automobilistiche per la realizzazione di lussuose Gran Turismo, in particolare con Maserati, De Tomaso, Opel, Monteverdi, TVR, Vemag e Mitsubishi.

Nei primi anni settanta venne proposta la "Scout" pregevole modello di fuoristrada - spiaggina su meccanica Fiat 127, disegnata da Franco Maina, anche accarezzando l'idea di una piccola coupé da commercializzare direttamente su base Autobianchi A112.

Chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 gennaio 1973 Bernardo Fissore e la moglie Teresa muoiono nella loro abitazione di villeggiatura a Sanremo, a causa di una fuga domestica di gas, lasciando l'azienda priva della "guida spirituale". Nel 1975, la crisi settoriale che perdurava dall'austerity, causò alla "Fissore" gravi problemi finanziari per i quali dovette fermare la produzione nel 1976, per essere definitivamente liquidata nel 1984, dopo un lungo iter fallimentare.

Continuità del marchio[modifica | modifica wikitesto]

Occorre aggiungere che Giulio Malvino e Fernanda Fissore, figlia di Bernardo, proprio nel 1976 fondarono a Cherasco la "Rayton Fissore". La nuova azienda proseguì ad occuparsi di carrozzerie e veicoli speciali e, in particolare, produsse il "Magnum", veicolo fuoristrada che ottenne un discreto successo, anche come automezzo delle forze di Polizia. Alla metà degli anni novanta cercò anche di far resuscitare il marchio Isotta Fraschini.

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