Contratto atipico

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Per contratti atipici (detti anche contratti innominati) si intendono quei contratti non espressamente disciplinati dal diritto civile ma creati ad hoc dalle parti, in base alle loro specifiche esigenze di negoziazione.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Essi possono essere costituiti da elementi tipizzati di diversi contratti tipici (ed in tal caso sono detti contratti misti), oppure possono essere del tutto indipendenti da altri modelli contrattuali preesistenti (contratti sui generis). Ciò vale in particolare per alcuni tipi contrattuali resi necessari dal recente sviluppo dell'attività economica come ad esempio, il leasing, il franchising, sino al 2004 quando è divenuto tipico, il factoring, il catering, l'handling, o i contratti di sale and lease back.

In Italia, l'articolo 1322 del codice civile regola questa tipologia di contratti.

Pur se non previsti né disciplinati dalla legge, essi sono ammessi purché leciti e diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico. Quanto alla loro disciplina occorre valutare nel caso concreto, se e in che misura le norme di singoli tipi contrattuali e di diversi contratti possano essere applicate alla fattispecie esaminata.

Anche i contratti atipici devono soddisfare i requisiti essenziali del contratto, a pena di nullità. L'esistenza di contratti atipici sancisce uno dei principi base del nostro ordinamento civile, ossia quello della autonomia contrattuale.

Ordinamento giuridico[modifica | modifica sorgente]

La recente evoluzione giurisprudenziale della suprema corte di cassazione e della dottrina ha evidenziato come per "Ordinamento giuridico" non si intenda solamente l'ordinamento giuridico nazionale. La prassi ha dimostrato come l'interesse meritevole di tutela può essere tale anche alla stregua dell'orientamento degli ordinamenti giuridici più avanzati o dell'ordinamento giuridico internazionale. Questa evoluzione è dovuta alla necessità di non estromettere gli operatori economici italiani dalle dinamiche internazionali, conseguenza ovvia nel caso in cui un contratto recepito negli altri stati non dovesse essere ritenuto valido in Italia.

Uniformità[modifica | modifica sorgente]

I contratti atipici più utilizzati presentano il vantaggio di essere soggetti ad una simile prassi applicativa, mentre i contratti tipici sono sottoposti ad una disciplina che può essere differente da nazione a nazione; quindi i contratti innominati meglio si prestano al commercio internazionale. Questa è una delle motivazioni di fondo che spingono i legislatori nazionali a non tipizzare determinati tipi di contratti, seppur questi sono ormai entrati nella pratica economica usuale.

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