Subfornitura

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La subfornitura è il rapporto contrattuale tra un'impresa committente (talvolta detta general contractor) che ha in essere un contratto verso terzi per la fornitura di un dato prodotto - sia esso un bene o un servizio - e un'altra impresa, detta subfornitrice, cui viene demandata la produzione di quel prodotto.

Nei rapporti di subfornitura, tipicamente la progettazione del prodotto da realizzarsi e la definizione delle sue specifiche tecniche sono appannaggio esclusivo dell'impresa committente, alle cui indicazioni il subfornitore sottostà completamente. Soprattutto quando il prodotto è ad alto livello tecnico, il committente fornisce al subfornitore anche le materie prime o le attrezzature tecniche (ad esempio, gli stampi) necessarie per la sua realizzazione, o ne impone il processo produttivo.

Nell'ordinamento giuridico italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'ordinamento giuridico italiano disciplina il fenomeno della cooperazione tra le imprese e il cosiddetto decentramento produttivo - ossia l'affidamento ad imprese minori, da parte di imprese più grandi, della predisposizione di talune parti di un prodotto finale o dello svolgimento di talune fasi di un processo produttivo - con una normativa a carattere eccezionale, regolata dalla legge 18 giugno 1998, n. 192[1] e dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231[2]: senza individuare una nuova figura di contratto, tale normativa individua una fattispecie propria e introduce deroghe a numerosi principi relativi alla parte generale delle obbligazioni e dei contratti.

Per la valida stipulazione del contratto di subfornitura la forma scritta è obbligatoria ad substantiam.[3] È necessario che l'accordo contenga i requisiti del bene o del servizio oggetto del contratto, il corrispettivo pattuito e i termini di pagamento, i termini e le modalità di consegna e di collaudo.

La prestazione del subfornitore può consistere in un fare o in un dare, e quindi può inserirsi a seconda dei casi nel tipo dell'appalto o della prestazione d'opera o della vendita.

La disciplina vieta ogni abuso dello stato di dipendenza economica in cui possa trovarsi l'impresa subfornitrice. In particolare, il committente non può dilazionare il pagamento del corrispettivo per un termine superiore a sessanta giorni, salvo incorrere in interessi moratori che vengono applicati automaticamente.

Terzista[modifica | modifica wikitesto]

Quando il subfornitore esegue lavorazioni o processi sul prodotto fornito in outsourcing dal committente (le materie prime, i semilavorati, il prodotto finito a seconda), si parla di terzista: in questi casi, il negozio giuridico non è infatti la vendita, ma un altro in cui rientra la prestazione/esecuzione conto terzi. Montaggi, trattamenti, installazioni, trasformazioni, riparazioni, manutenzioni, tarature, ecc, eseguite su materiali e beni forniti e di proprietà del cliente, sono tutti esempi di lavorazioni conto terzi cioè eseguite dai terzisti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L 192/98 (Parlamento.it)
  2. ^ DECRETO LEGISLATIVO 9 ottobre 2002, n.231 - Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (Gazzette.comune.jesi)
  3. ^ Perché il contratto si consideri validamente perfezionato è sufficiente che il committente dia ordine scritto al subfornitore e questi lo esegua direttamente, anche senza darne approvazione scritta.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]