Subfornitura

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La sub-fornitura comprende tutti quei rapporti contrattuali in cui un’impresa committente si avvale di un’impresa fornitrice per la produzione di prodotti finiti o più spesso di semilavorati. In sostanza consiste nell’acquisto di un prodotto o di un servizio, concepito, ideato e ordinato dall’impresa committente, ma realizzato dall’impresa sub-fornitrice secondo le indicazioni ricevute.

Si parla di fornitura di particolari "a disegno" o "su specifica", o di sistemi o prodotti "su commessa" o di servizi "su progetto". Spesso, nel mondo della manifattura, le attrezzature (ad esempio gli stampi) sono forniti direttamente dal committente al fornitore.

Nella sua forma più semplice il subfornitore è un erogatore esterno di prodotti o servizi che sottostà completamente alle direttive del committente anche per quanto riguarda la progettazione del prodotto. L’impresa committente desidera che il sub-fornitore gli consegni prodotti le cui caratteristiche siano esattamente quelle dei prodotti da lui fabbricati: a tale scopo fornisce le materie prime, nonché tutte le specifiche tecniche (disegni, stampi, modelli, ecc.). Inoltre il committente può fornire anche attrezzature specifiche per la realizzazione di prodotti ad alto livello tecnico.

Con la L. 18 giugno 1998, n.192,[1] [2] è stata introdotta nel nostro ordinamento una normativa a carattere eccezionale, che deroga a numerosi principi relativi alla parte generale delle obbligazioni e dei contratti.

La fattispecie non individua una nuova figura di contratto, ma guarda in genere al fenomeno della cooperazione tra le imprese e al cosiddetto decentramento produttivo, ossia all'affidamento ad imprese minori, da parte di imprese più grandi, della predisposizione di talune parti di un prodotto finale o dello svolgimento di talune fasi di un processo produttivo.

La prestazione del subfornitore può consistere in un fare o in un dare, e quindi può inserirsi nel tipo dell'appalto o della prestazione d'opera o della vendita a seconda dei casi.

Terzista[modifica | modifica wikitesto]

Quando il subfornitore esegue lavorazioni o processi sul prodotto fornito in outsourcing dal committente (le materie prime, i semilavorati, il prodotto finito a seconda), si parla di terzista in quanto il negozio giuridico, in questi casi, non è la vendita ma un altro (si veda sopra) in cui rientra la prestazione/esecuzione "conto terzi". Montaggi, trattamenti, installazioni, trasformazioni, riparazioni, manutenzioni, tarature, ecc, eseguite su materiali e beni forniti e di proprietà del cliente, sono tutti esempi di lavorazioni "conto terzi" cioè eseguite dai terzisti.

Disciplina[modifica | modifica wikitesto]

  • La forma scritta è obbligatoria ab substantiam per la valida stipulazione del contratto. Perlatro il contratto si considera validamente perfezionato anche se il subfornitore non dà per iscritto la sua approvazione, ma provvede all'esecuzione diretta di un ordine del committente, purché questo sia stato dato per iscritto.

È necessario che l'accordo contenga: i requisiti del bene o del servizio oggetto del contratto, il prezzo pattuito, i termini di pagamento, i termini e le modalità di consegna e di collaudo.

  • Il committente non può dilazionare il pagamento del corrispettivo per un termine superiore a sessanta giorni: in caso di ritardo si applicano automaticamente a suo carico interessi moratori in misura piuttosto elevata.
  • È vietato ogni abuso dello stato di dipendenza economica in cui possa trovarsi l'impresa subfornitrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L 192/98 (Parlamento.it)
  2. ^ DECRETO LEGISLATIVO 9 ottobre 2002, n.231 - Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (Gazzette.comune.jesi)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]