Claude Mellan

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Henriette-Marie de Frontenac

Claude Mellan (Abbeville, 23 maggio 1598Parigi, 9 marzo 1688) è stato un incisore e pittore francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un calderaio fabbricante di lastre di rame, trascorse la giovinezza a Parigi. La sua prima incisione, eseguita per una tesi di teologia presentata al Collegio Mathurin, mostra come già dal 1619 Mellan si trovasse a Parigi. Solo cinque anni più tardi partì per l'Italia, grazie all'aiuto economico di Nicolas-Claude Fabri de Peiresc.
A Roma studiò le opere di Francesco Villamena e divenne allievo di Simon Vouet. Nel 1626 dipinse il ritratto di Virginia de Vezzo, moglie del suo maestro Vouet, e, nel 1631, incise delle tavole per la Galleria Giustiniana che era allora diretta da Joachim von Sandrart il quale affidò l'esecuzione delle varie tavole anche a diversi altri incisori.

Mellan rientrò in Francia nel 1636 e si stabilì a Aix-en-Provence. In quegli anni incise una carta geografica della Luna seguendo le indicazioni di Fabri de Peiresc, ma nel 1637 si trasferì a Parigi, dove prese alloggio al Louvre.
Ed a Parigi si spense nel 1688 all'età di 90 anni .

Opere[modifica | modifica sorgente]

Anatole de Montaiglon ha repertoriato 400 incisioni di Claude Mellan, di cui solo un centinaio ci sono pervenute. Mellan incise anche numerosi ritratti, in prevalenza busti, fra i quali spicca quello di Gerolamo Frescobaldi che era in quegli anni organista della Basilica di S. Pietro a Roma.
Mellan è stato anche un pittore di discreta fama. La maggior parte delle sue tele è però andata perduta ed esse sono conosciute attraverso le incisioni con cui Mellan riproduceva i suoi stessi quadri, come ad esempio "Sansone e Dalila", "San Giovanni Battista nel deserto", "Maddalena". Mellan ha prodotto, altresì, numerose incisioni a carattere religioso, fra cui il celebre "Il Santo volto del Cristo sul velo della Veronica". Quest'opera, che è considerata il capolavoro di Claude Mellan, è nota perché è stata realizzata con un unico segno che, partendo dalla punta del naso del volto, descrive un'ininterrotta spirale che si allarga sino a completare il disegno del viso.[1]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Autoritratto di Claude Mellan (1635)


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Farthing,Stephen, "501 artisti, pittori, scultori, plastici" Ediz. Trecarré, Montréal, 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean Sgard, "La Sainte Face de Claude Mellan. Étude des bases géométriques du dessin", Société d'émulation historique et littéraire d'Abbeville, 1957.
  • Pierre Rosenberg, "Le XVIIe siècle français", Paris, Éditions Princesse, collection Dessins et Aquarelles des Grands Maîtres, 1976.
  • Maxime Préaud, "Bibliothèque Nationale. Département des Estampes. Inventaire du fonds français. Graveurs du XVIIe, Claude Mellan", Paris, Bibliothèque Nationale, 1988.
  • "L'Œil d'or". Claude Mellan, catalogue d'exposition, Paris, Bibliothèque Nationale, 1988.
  • Maxime Préaud, "L'œil d'or de Claude Mellan" in L'Objet d'Art, 1988.
  • L. Ficacci, Claude Mellan, gli anni romani. Un incisore tra Vouet e Bernini, Roma 1989
  • B. Béjon de Lavergnée, "Dessins français du XVIIe siècle: richesse des musées de province" in Connaissance des Arts, 1993.
  • "Grand siècle", Museo di Belle Arti, Rennes, 1993.
  • C. Jeancolas, "Le dessin en France du XVe au XVIIe", CELIV, Paris, 1995.
  • A. Mérot, " À propos de l’atticisme parisien" in Connaissance des Arts 1998.
  • D. Picard, "Tel, le Grand Siècle se vit" , in Connaissance des Arts; 1999.
  • "Caravaggio e I. Giustiniani", Roma, Palazzo Giustiniani, 26 gennaio - 15 maggio 2001.
  • Michel Melot, "L'œil d'or" in Nouvelles de l'estampe, n°230, 2010.

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