Classicismo (letteratura)

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Il classicismo in letteratura è una tendenza estetica, che prevede, tra le sue caratteristiche: la considerazione dei prodotti artistici greco-romani e, dal tardo Quattrocento, anche le opere dei grandi autori del Duecento-Trecento tra cui Boccaccio come modello per la prosa e Petrarca per la poesia, il conseguente ideale dell'armonia e della proporzione come canone dell'operare artistico e la valorizzazione dell'imitazione come procedimento tipico dell'arte. Sono classiche le opere antiche e moderne composte da autori greci e latini che durano nel tempo.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Tito Livio, storico esemplare per i classicisti

La conoscenza del patrimonio greco e romano non cadde in disuso nemmeno dopo le invasioni barbariche e gli studi classici riemersero nell'alto Medioevo e nell'età carolina. Intorno al X secolo gli scritti più significativi dell'età classica vennero raccolti e conservati presso le biblioteche più prestigiose, come quella di York, di San Gallo, di Toul, di Montecassino.[1]

Se i padri della Chiesa da un lato generalmente rifiutarono la cultura e la civiltà pagana, dall'altro arrivarono spesso alla conclusione che le arti liberali, seppur sottostanti alle verità teologiche, contenessero un non trascurabile grado di sapienza.

Un'anticipazione della fioritura del classicismo, si ebbe già nei secoli XI e XII in territorio francese e durante l'alto medioevo, quando gli uomini di cultura cercarono verità e precetti celati all'interno delle favole classiche, pubblicando antologie composte da estratti antichi, presentati come sentenze morali. Questi cosiddetti "florilegi" divennero anche un esempio di grammatica per gli allievi e quindi non è così azzardato affermare che per gli uomini del Medioevo i classici rappresentarono quello che Virgilio fu per Dante.[1]

La fioritura del classicismo sorse nel mondo umanistico del Quattrocento, in quanto gli antichi impersonificarono sia lo strumento sia la fiducia nel rinnovamento.

Pierre de Ronsard fondatore de La Pléiade

L'umanesimo si accostò agli antichi classici attraverso non solo una metodologia filologica, basata sui commenti e sul restauro delle opere antiche, ma anche una esplosione di opere poetiche ispirate all'età classica. Uno dei fili conduttori tra le opere dell'età classica e la nuova mentalità e filosofia di vita e culturale dell'umanesimo furono gli scritti degli antichi storici che offrirono agli umanisti validi esempi, soprattutto per tenere in giusto equilibrio idealità e realtà, come ad es. l'Africa di Petrarca che celebrò Roma seguendo i criteri, i metodi e gli insegnamenti di Tito Livio.

Il classicismo si affermò nel Rinascimento, soprattutto italiano, durante il quale gli antichi vennero ritenuti un paradigma per i canoni artistici e per la poetica; gli ammiratori dei classici ricercarono nel passato un modello, da proporre come esempio di perfezione, a cui attribuire un valore normativo. In Francia il classicismo italiano divampò trovando terreno fertile, soprattutto in gruppi poetici come quelli della Pléiade.

Il classicismo riemerse nel secondo Settecento (Neoclassicismo) e infine costituì il contrapposto polemico al Romanticismo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. III, pahg.454-455

Il termine classicismo deriva dal latino “classicus” che indicava chi apparteneva alla prima classe di cittadini. Il classicismo nacque in età umanistica ed è una tendenza culturale che si basa su modelli artistici, letterari, filosofici dell'epoca classica, identificata nella cultura europea con l'età antica greco-romana, e nel tentativo di recuperare la tradizione greca e latina, cercando di interpretarla nel migliore dei modi.importante studiare