Classe Sovetskij Sojuz

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Classe Sovetskij Sojuz
Descrizione generale
Naval Ensign of the Soviet Union.svg
Tipo nave da battaglia
Proprietario/a URSS
Cantiere San Pietroburgo, Mykolaiv e Severodvinsk
Impostata fine anni trenta
Entrata in servizio mai entrate in servizio a causa dell’invasione tedesca del 1941
Caratteristiche generali
Dislocamento 59.150
Stazza lorda 65.150 tsl
Lunghezza 269,4 m
Larghezza 38,9 m
Altezza 10,4 m
Velocità 29 nodi
Autonomia 5.580 n.mi. a 14 nodi
Armamento
Armamento nove cannoni 406 mm/50 B-37
dodici da 152mm
12 da 100mm
40 da 37mm
Mezzi aerei 4

[senza fonte]

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La classe Sovetskij Sojuz (progetto 23 secondo la classificazione russa) era una classe di navi da battaglia progettate in Unione Sovietica negli anni trenta.

Inizialmente previste in ben quindici esemplari, il progetto venne in seguito ridimensionato e fu intrapresa la costruzione di sole quattro unità. Tuttavia, nessuna di queste venne mai ultimata.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo delle navi da battaglia Sovietsky Soyuz risale agli anni trenta. Il progetto, inizialmente molto ambizioso, prevedeva la costruzione di ben quindici esemplari, da completare entro il 1947.

La costruzione della prima unità iniziò a San Pietroburgo il 15 luglio del 1938, seguita poi da altre tre. Tuttavia, la costruzione procedette con estrema lentezza. Inoltre, la minaccia di una guerra con la Germania nazista fece emergere nuove priorità per quanto riguarda gli armamenti. Per questo motivo, il programma venne cancellato e la costruzione delle ultime due unità fu interrotta il 19 ottobre 1940.

I lavori sui primi due esemplari continuarono fino al giugno del 1941, quando i tedeschi lanciarono l’Operazione Barbarossa. Alla fine della guerra, venne presa in considerazione una ripresa della costruzione di tali unità, sulla base di un progetto più moderno (secondo alcune fonti[1], si sarebbe chiamato progetto 24). Tuttavia, tutti i programmi in tal senso non ebbero alcun seguito, perché considerati troppo onerosi per le disastrate condizioni dell’economia sovietica del dopoguerra.

Quindi, la sola Sovietskij Sojuz venne varata, ma solo per liberare spazio nel cantiere. Gli altri tre esemplari vennero demoliti sullo scalo.

Si trattava di un progetto estremamente ambizioso e costoso, probabilmente eccessivo rispetto alle capacità cantieristiche sovietiche dell’epoca. Tuttavia, se tali unità fossero state completate, si sarebbe trattato delle più grandi navi da battaglia costruite in Europa, e sarebbero state seconde come dimensioni solo alle Yamato giapponesi.

Tecnica ed armamento[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista tecnico, se le Sovietsky Soyuz fossero state ultimate si sarebbe trattato delle più grandi navi da battaglia mai costruite in Europa.

Le sue dimensioni erano le stesse delle Yamato giapponesi, anche se il dislocamento era inferiore. Le protezioni corazzate erano paragonabili a quelle delle migliori navi da battaglia occidentali.

La propulsione avrebbe dovuto essere assicurata da tre turbine a vapore, con una potenza unitaria di 67.000 hp (201.000 hp totali), che avrebbero dovuto spingere queste navi a 29 nodi.

L’armamento previsto era poderoso. I nove cannoni da 406mm avrebbero dovuto essere sistemati in tre torri trinate, mentre l’armamento secondario, composto da 12 pezzi da 152mm, doveva essere alloggiato in torrette binate.

La difesa antiaerea sarebbe stata garantita da 12 cannoni da 12mm e 40 da 37mm, sistemati in 10 impianti quadrinati.

Le navi[modifica | modifica sorgente]

Il piano iniziale prevedeva la costruzione di ben quindici unità, ma solo quattro vennero effettivamente iniziate e nessuna di queste fu portata a termine.

  • Sovetskij Sojuz: iniziata il 15 luglio 1938 a San Pietroburgo. Quando i lavori vennero quasi fermati, nel 1940, lo scafo era stato praticamente ultimato, i motori erano stati installati e le corazze erano state montate. Tuttavia, tra il 1941 ed il 1944, gran parte delle corazzature vennero rimosse per essere utilizzate sulla terraferma. La Sovietsky Soyuz venne varata nel 1949, in modo da liberare lo spazio nel cantiere, e demolita in seguito.
  • Sovetskaya Ukraina: iniziata il 28 novembre 1938 a Mykolaiv. Al momento dell’invasione nazista, i lavori erano completi al 75%. Lo scafo venne parzialmente danneggiato dagli stessi sovietici poco prima della cattura della città da parte dei tedeschi. Questi ultimi, tuttavia, proseguirono la costruzione, anche se con estrema lentezza (non si trattava di un progetto prioritario). Quando si ritirarono, i tedeschi danneggiarono lo scafo e lo resero inutilizzabile. Venne demolito intorno al 1950.
  • Sovetskaja Rossija: iniziata alla fine del 1939 a Severodvinsk (che all’epoca si chiamava Molotovsk). La costruzione fu interrotta il 19 ottobre 1940 e lo scafo venne demolito intorno al 1950.
  • Sovietskaya Belorussiya: in costruzione a Severodvinsk. La costruzione fu interrotta il 19 ottobre 1940, e lo scafo venne demolito intorno al 1950.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Navi da battaglia sovietiche

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jürgen Rohwer e Mikhail S. Monakov, Stalin's Ocean Going Fleet - Soviet Naval Strategy and Shipbuilding Programmes: 1935-1953, Frank Cass, 2001, ISBN 0-7146-4895-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]