Christiania

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Coordinate: 55°40′24.92″N 12°35′58.96″E / 55.673589°N 12.599711°E55.673589; 12.599711

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La bandiera usata dalla Città Libera di Christiania

Christiania, nota anche come Città Libera di Christiania, è un quartiere parzialmente autogovernato della città di Copenaghen, Danimarca, che ha stabilito uno status semi-legale come comunità indipendente.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Christiania si trova nel centrale distretto di Christianshavn, uno dei 15 in cui si divide Copenaghen. La stazione della metropolitana più vicina è quella di Christianshavn, sulla grande strada Knippelsbro Torvegade dalla quale si accede alla strada Prinsessegade, che dopo circa 50 m porta all'ingresso principale di Christiania in Pusher Street. Il territorio, costeggiato dalle strade di Prinsessgade e Refshalevej, si trova lungo un canale che dà verso il porto cittadino e conta, lungo di esso, 3 bastioni: Il Vilhelms Bastion, il Sofie Hedevigs Bastion e l'Ulriks Bastion. Vicino a quest'ultimo bastione si trova l'isolotto di Kanino, appartenente al territorio christianita. La parte meridionale, al di là del canale è una striscia di terra separata dal resto della città da un altro canale. Il quartiere è accessibile solo attraverso due ingressi principali, e non è permesso l'accesso agli autoveicoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso al villaggio
Abitazione affrescata con un murale

Christiania venne fondata nel 1971, quando un gruppo di hippie occupò una base navale dismessa alle porte della capitale danese costituita da edifici militari abbandonati. Una delle persone più influenti del gruppo era Jacob Ludvigsen, che pubblicava un giornale anarchico, che ufficializzò la proclamazione della Città Libera, in danese Fristad. Per anni lo status legale della zona è rimasto avvolto nel limbo, mentre il governo danese tentava, senza successo, di rimuovere gli occupanti.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Più di una cinquantina di collettivi diversi esercitano attività artigianali, culturali, teatrali ecc. Christiania ha il suo asilo, la panetteria, la sauna, la fabbrica di biciclette, la tipografia, la radio libera, degli atelier di restauro, il cinema, bar, ristoranti, luoghi di spettacolo.

Famosa per la sua via principale, nota come Pusher Street, dove l'hashish viene venduto da chioschetti. Christiania ha comunque delle regole che vietano le droghe pesanti. Christiania ha comprato il proprio territorio nel maggio 2011, ed ora i suoi membri dispongono di più libertà esecutiva.

Prospettive future[modifica | modifica wikitesto]

Il futuro di Christiania rimane incerto, in quanto le autorità danesi continuano a premere per la sua rimozione.

Gli abitanti contrattaccano con l'umorismo o la perseveranza - ad esempio, quando nel 2002 le autorità chiesero che il commercio di hashish venisse reso meno visibile, le bancarelle vennero coperte con dei teli mimetici. Il 4 gennaio 2004, le bancarelle vennero demolite dagli stessi proprietari (senza per questo cessare il commercio della sostanza, che prosegue su base personale) come un modo per persuadere il governo a permettere che Christiania continui ad esistere.

Il 1º gennaio 2006 la città ha perduto il suo statuto speciale di comunità alternativa. Il 19 maggio 2007, a 36 anni dalla sua nascita la polizia ha distrutto uno dei primi edifici,[1] fatto che ha scatenato un vivo conflitto con la polizia.

Il 22 giugno 2011, a quarant'anni dalla fondazione, è stato raggiunto un accordo con i circa 700 abitanti. Il modello elaborato dal ministero della Difesa di Copenaghen prevede infatti il diritto di usufrutto del quartiere occupato e autogestito (circa 35 ettari), a condizione che gli abitanti acquistino attraverso un fondo l'intero complesso residenziale per 76,2 milioni di corone danesi, l'equivalente di circa 10,2 milioni di euro.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Notizie sul Copenhagen post
  2. ^ Articolo sul Corriere della Sera

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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