Buddleja davidii

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Buddleia
Buddleja davidii ENBLA01.JPG
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Lamiales
Famiglia Buddlejaceae
Genere Buddleja
Specie B. davidii
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Scrophulariaceae
Nomenclatura binomiale
Buddleja davidii
Franch., 1887
Sinonimi

Buddleja variabilis Hemsley

Nomi comuni

Albero delle farfalle
Lillà dell'estate

La Buddleia (Buddleja davidii Franch., 1887) è un arbusto caducifoglio a rami arcuati, appartenente alla famiglia delle Buddlejaceae (o Scrophulariaceae secondo la classificazione APG [1]).

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Varietà[modifica | modifica sorgente]

Della specie Buddleja davidii Franch. segnaliamo le seguenti varietà (per alcuni autori sono solamente dei sinonimi della specie principale):

  • var. magnifica (Wilson) Rehder & Wilson: fiori di colore violetto lucente.
  • var. nanhoensis (Chiitenden) Rehder
  • var. veitchianus (Veitch) Rehder: fiori di colore eliotropico.
  • var. wilsonii (Wilson) Rehder & Wilson: fiori di colore rosa lillacino.

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

È segnalato inoltre un ibrido con un'altra specie dello stesso genere:

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome specifico è stato definito dal botanico francese Adrien René Franchet (1834 – 1900) per ricordare il contemporaneo missionario padre Armand David scopritore di numerose specie botaniche orientali.
Uno dei nomi volgari (albero delle farfalle) deriva dal fatto che la prolungata e profumata fioritura, per tutto il periodo estivo, facilita la continua visita delle farfalle.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la classificazione proposta da Raunkiær la forma biologica della pianta è definita come fanerofite cespugliose (P caesp): ossia piante perenni e legnose con gemme poste ad un'altezza superiore a 30 cm. dal suolo, con portamento cespuglioso.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Normali radici da arbusto che producono numerosi stoloni sotterranei.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Fusto quadrangolare con foglie lanceolate e nervature sporgenti

La pianta è ramificata dalla base con robusti rami, prima eretti e poi decombenti (che tornano a dirigersi verso il basso). La sezione del fusto è quadrangolare e alla base si presenta legnoso con una chiara corteccia fessurata longitudinalmente, mentre verso l'alto i rami più giovani sono subtetragoni e pelosi. Dimensioni medie: dai 2 ai 5 m.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie con stipole

Le foglie sono a fillotassi opposta e di forma ovato - lanceolate. La lamina è rugosa e intera; sui bordi è lievemente crenulata seghettata con nervature infossate di sopra e sporgenti di sotto. La pagina superiore è verde e glabra, mentre quella inferiore è bianca – grigiastra cotonosa (pubescente). Le foglie, dotate di stipole, sono picciolate quelle inferiori, sessili quelle superiori. Dimensioni delle foglie: larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 6 – 12 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Buddleia davidii fleur3a.jpg

L'infiorescenza è una densa pannocchia conica (o piramidale) terminale composta da numerosi mazzetti di fiori agglomerati. Dimensione della pannocchia: diametro 3 cm; lunghezza 30–60 cm.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Fiori di B. davidii x fallowiana con lunghi tubi corollini

I fiori, ermafroditi, attinomorfi, gamopetali,gamosepali e tetrameri, sono delicatamente profumati di miele. Il colore dei fiori è azzurro lilla nella specie e varia dal lilla pallido al violetto intenso, ma anche bianco nelle cultivar. Dimensioni del fiore: 1 – 1,5 cm; diametro totale: 5 mm.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è una capsula biloculare (derivata dai due carpelli) avvolta dal calice e dalla corolla che sono persistenti. È lunga circa 1 cm e contiene numerosissimi minuti semi (alcuni milioni) che il vento trasporta lontano.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: il tipo corologico è relativo all'areale cinese.
  • Diffusione: il luogo d'origine della pianta è la Cina nordoccidentali. In quest'area la specie cresce spontaneamente nelle fasce arbustive degli ambienti montani in un vasto areale dal Gansu al Guangxi.

In Europa venne introdotta verso il 1895 a scopo ornamentale ma ben presto si dimostrò infestante in quanto si adatta facilmente a qualunque tipo di terreno e resiste bene al freddo (diversi gradi sotto lo zero). In Italia è comune soprattutto al Nord dove è naturalizzata. È stato dimostrato che la presenza di questa specie è in grado di modificare la fauna dell'ambiente in cui è stata introdotta [2].

  • Habitat: la pianta richiede un clima temperato; si trova quindi in zone soleggiate, ma anche a mezz'ombra. Cresce sui dirupi e nei luoghi incolti, rive dei fiumi e scarpate.
  • Diffusione altitudinale: da 0 a 1300 m s.l.m..

Usi[modifica | modifica sorgente]

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

È largamente coltivata per l'abbondante e copiosa fioritura. Se ne contano oltre 15 cultivar (varietà di coltivazione) a colori diversi. È pianta visitata dalle api sia per il nettare che per il polline.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG II in Botanical Journal of the Linnean Society 2003; 141: 399–436.
  2. ^ Owen D.F., Whiteway W.R., 1980 - Buddleia davidii in Britain: history and development of an associated fauna. Biol. Conserv. 17(2): 149-155.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L. Giugnolini G. Moggi, Fiori da balcone e da giardino, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1992.
  • F. Bianchini A. C. Piantano, Tutto verde, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 362.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 521, ISBN 88-506-2449-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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