Bryozoa

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Briozoa
Haeckel Bryozoa.jpg
Illustrazione da Kunstformen der Natur
di Ernst Haeckel, 1904
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Lophotrochozoa
Phylum Bryozoa
Classi

Il phylum Bryozoa (Briozoi) o, più correttamente, Ectoprocta, è composto da piccoli animali invertebrati acquatici, quasi esclusivamente marini, che vivono in colonie arborescenti ancorate ad un substrato sommerso.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal greco brýon = muschio e zôion = animale, ovvero animale-muschio.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

I Briozoi vivono su fondali rocciosi, ma anche sabbiosi e limosi, preferiscono ambienti marini tropicali, tuttavia per la loro distribuzione mondiale possono definirsi cosmopoliti.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Una colonia di Briozoi è formata da singoli individui, detti zooidi che vivono racchiusi in un involucro di forma allungata, a doppia parete, calcareo o chitinoso, detto zooecio, a volte chiuso da un opercolo.

Ciascun individuo è costituito da una parte che si trova permanentemente dentro la teca, detta cistide, ed una che ne fuoriesce, detta polipide, munita di una cresta rilevata, detta lofoforo, che porta una corona di tentacoli intorno all'apertura boccale, i quali fungono anche da organi di respirazione e sensitivi.

Il lofoforo nei Briozoi marini ha forma circolare, mentre in quelli di acqua dolce è a forma di ferro di cavallo.

Il polipide può essere retratto nello zooecio grazie ad un muscolo retrattore e può essere estratto grazie a muscoli detti parietali.

I Briozoi non hanno un apparato circolatorio. Hanno un apparato digerente ricurvo ad U, con la bocca vicina all'ano nella parte superiore e stomaco e intestino in quella inferiore.

Alcune specie hanno, come apparato nervoso, un ganglio nervoso situato sotto il lofoforo.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Questi animali sono generalmente ermafroditi e di solito, nell'ambito della stessa colonia, si riproducono per gemmazione asessuale.

Gran parte delle specie marine appartenenti a questo phylum incuba le uova, dalle quali esce una larva ciliata tipo trocofora.

Le larve, dopo la schiusa, scendono sul fondale del mare e, con l'apice rivolto verso il basso, si fissano ad un substrato fondando una nuova colonia per gemmazione.

Gli esemplari di una colonia hanno tutti lo stesso patrimonio genetico in quanto derivano dallo stesso progenitore, che viene chiamato ancestrula.

Nell'ambito di una stessa colonia, tuttavia, è presente un'ampia differenziazione morfologica tra i vari individui a seconda del ruolo che svolgono (pulizia, riproduzione, difesa ecc.).
Inoltre, è opportuno precisare che i Bryozoa comprendono anche il sottotipo Entoprocta, con bocca e ano che si aprono all'interno del lofoforo. Di queste forme non esiste una testimonianza fossile, poiché esse sono prive di scheletro.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

I Briozoi si cibano di plancton e di particelle organiche che catturano filtrando l’acqua.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Briozoo fossile (Ordoviciano)

Da studi su ritrovamenti fossili emerge che i Briozoi sono comparsi, con innumerevoli specie, nel Cambriano, ed ebbero la massima espansione nel periodo tra l'Ordoviciano e il Carbonifero, con la comparsa di numerose nuove specie, e nel periodo tra Giurassico e Cretaceo.

Attualmente si conoscono circa 4000 specie viventi, buona parte delle quali risale al Paleozoico, e più di 15000 specie fossili.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

I Briozoi sono detti anche organismi incrostanti in quanto causano incrostazioni sulle carene delle navi e su strutture marine sommerse.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • T.I. Storer, et al. in P.Brignoli (a cura di), Zoologia, Bologna, Zanichelli, 1994, pp. 481-484, ISBN 88-08-00606-9.

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