Black Mountain College

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Black Mountain College
Black Mtn College.jpg L'edificio principale del Black Mountain College sul Lake Eden.
Ora noto come The Ship[1], è sede del Camp Rockmont, campo estivo per ragazzi. (foto del 2007)
Anni di attività: 1933 - 1957
Tipo: Liberal arts college
Direzione: John Andrew Rice
Docenti: 30 (circa)
Studenti: 1.200 (circa, in totale)
Sedi: Asheville (1933-1941)
Black Mountain (1941-1957), Carolina del Nord, Stati Uniti
Sito web: Black Mountain College Museum + Arts Center
Coordinate: 35°37′56.53″N 82°21′36.72″W / 35.632369°N 82.3602°W35.632369; -82.3602
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Black Mountain College

Il Black Mountain College, fondato nel 1933 vicino ad Asheville (Carolina del Nord), è stato un college innovativo statunitense; in esso lo studio dell'arte nelle sue varie espressioni era al centro dell'educazione e i principi educativi di John Dewey avevano un ruolo rilevante.
La scuola attirò numerosi studenti e docenti che erano o sarebbero diventati famosi. Sebbene importante anche durante la sua breve vita, la scuola venne chiusa dopo soli ventiquattro anni nel 1957.[2]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Fondato nel 1933 da John Andrew Rice Jr., Theodore Dreiser e altri docenti provenienti dal Rollins College, il Black Mountain era per sua natura sperimentale e votato ad un approccio interdisciplinare, attirando un corpo insegnante che comprendeva molti dei massimi artisti visivi, poeti e designer americani.
Il college nasceva nel periodo dell'ascesa al potere di Adolf Hitler in Germania: la Bauhaus era costretta a chiudere. Intellettuali ed artisti venivano perseguitati in Europa; alcuni di essi approderanno al Black Mountain College come insegnanti o studenti. Negli Stati Uniti, per uscire dalla Grande depressione, Roosevelt, nel contesto del New Deal, istituiva anche programmi di promozione nel campo delle arti (Public Works of Art Project, Section of Painting and Sculpture).[2]

Il Black Mountain si trovava in una località rurale relativamente isolata, aveva disponibilità finanziarie modeste e in esso vigeva uno spirito poco formale e collaborativo. Alcune innovazioni, legami e inattesi collegamenti formatisi al Black Mountain avrebbero avuto una duratura influenza sull'arte americana del dopoguerra, sulla cultura alta e, nell'ultimo periodo, sulla cultura pop.

Buckminster Fuller incontrò Kenneth Snelson studente al Black Mountain e il risultato fu la realizzazione della prima cupola geodetica (improvvisata con doghe nel cortile della scuola); Merce Cunningham costituì la sua compagnia di danza e John Cage mise in scena il suo primo happening.

Impresa non concepita a caso, il Black Mountain College fu una scuola di discipline artistiche che derivava dal concetto educativo di educazione progressiva. Al suo tempo è stato un esperimento unico di istruzione per gli artisti e gli scrittori che lo hanno guidato e, in quanto tale, un incubatoio importante per l'avanguardia americana.

Il Black Mountain si rivelò un precursore importante e un prototipo per molti college alternativi odierni come l'University of California, Santa Cruz, il Marlboro College all'Evergreen State College, il Bennington College, lo Shimer College, il Goddard College e il New College of Florida.

Per i primi otto anni, il college affittò gli edifici dell'YMCA Blue Ridge Assembly[3][4] a sud della città di Black Mountain (North Carolina).[5]
Avvicinandosi la scadenza del contratto di locazione, nel 1937 il college acquistò 271 ettari[6] sulle rive del Lake Eden, pochi chilometri a nord-ovest nella stessa valle (Swannanoa Valley). Josef Albers contattò Walter Gropius perché sviluppasse il progetto della nuova sede[7]. Gropius, con collaboratori di Harward, realizzò un progetto che però era troppo ambizioso per le magre risorse del college. La realizzazione del nuovo campus venne allora affidata a Lawrence Kocher.[8] Nel 1941 il Black Mountain College venne trasferito sul Lake Eden dove rimase fino alla sua chiusura nel 1956.
La proprietà fu poi acquistata e trasformata in campo estivo per ragazzi (Camp Rockmont[9]), che in seguito per vari anni fu anche la sede del Black Mountain Festival (22-25 maggio) e del Lake Eden Arts Festival (LEAF). Un certo numero di strutture originali sono ancora in uso come alloggi e/o strutture amministrative.

Docenti e alunni[modifica | modifica sorgente]

Hanno insegnato nel College negli anni 1940 e 1950:

  • Anni Albers, designer di tessuti (1899 – 1994)[10]
  • Josef Albers, pittore (1888 - 1976)
L'YMCA Blue Ridge Assembly dove il Black Mountain College ebbe la sua sede dal 1933 al 1941.
  • Eric Bentley, critico teatrale (1916)
  • Alfred Kazin, critico letterario e saggista (1915 – 1998)
  • John Cage, compositore (1912 – 1992)
  • Harry Callahan, fotografo (1912 - 1999)
  • Robert Creeley, poeta (1926 – 2005)
  • Merce Cunningham, danzatore e coreografo (1919 – 2009)
  • Max Dehn, matematico tedesco (1878 - 1952)
  • Elaine de Kooning, pittrice (1918 - 1989)
  • Willem de Kooning, pittore e scultore (1904 – 1997)
  • Robert Duncan, poeta (1919 - 1988)
  • Richard Buckminster Fuller, architetto e inventore (1895 – 1983)
  • Walter Gropius, architetto (1883 – 1969)
  • Lou Harrison, compositore (1917 - 2003)
  • Franz Kline, pittore (1910 - 1962)
  • Jacob Lawrence, pittore afroamericano (1917 - 2000)
  • Richard Lippold, scultore (1915 - 2002)
  • Charles Olson, poeta (1910 - 1970)
  • Mary Caroline Richards, poetessa, insegnante e ceramista (1916-1999)
  • Albert William Levi, filosofo
  • Xanti Schawinsky, designer e pittore svizzero (1904-1979)
  • Ben Shahn, pittore e fotografo (1898 – 1969)
  • Aaron Siskind, fotografo (1904 - 1979)
  • Theodoros Stamos, pittore (1922 – 1997)
  • Jack Tworkov, pittore (1900 – 1982)
  • Robert Motherwell, pittore (1915 – 1991)
  • William R. Wunsch

Tra i docenti ospiti: Albert Einstein, Clement Greenberg, Bernard Rudofsky (storico e architetto, 1905 - 1988), Richard Lippold (scultore, 1915 - 2002) e William Carlos Williams.

Hanno insegnato nel Black Mountain College gli artisti della ceramica Peter Voulkos (1924 – 2002) e Robert C. Turner (1913 - 2005).

Alunni noti[modifica | modifica sorgente]

  • Ruth Asawa, scultrice (1926)
  • Lyle Bongé, fotografo (1929 - 2009)[11]
  • Nicholas Cernovich, designer teatrale delle luci[12][13]
  • Fielding Dawson, pittore, illustratore (1930 – 2002)[14]
  • Ed Dorn, poeta e insegnante (1929 - 1999)[15]
  • James Leo Herlihy, scrittore e attore (1927 - 1993)[16]
  • Basil King, pittore (1935)[17]
  • Jane Mayhall, poetessa (1918-2009)[18]
  • Michael Rumaker, scrittore (1932)[19]
  • Robert Rauschenberg, fotografo e pittore (1925 – 2008)[20]
  • Dorothea Rockburne, pittrice (1932)[21]
  • Susan Weil, pittrice (1930)[22]
  • John Chamberlain, scultore (1927)[23]
  • Ray Johnson, artista pop (1927- 1995)
  • Kenneth Noland, pittore (1924 – 2010)[24]
  • Oli Sihvonen, pittore (1921-1991)[25]
  • H. Peter Oberlander, urbanista (1922-2008)[26]
  • Joel Oppenheimer, poeta (1930 - 1988)[27]
  • Arthur Penn, regista e produttore cinematografico (1922)[28]
  • Charles Perrow, sociologo (1925)[29]
  • Jonathan Williams, poeta (1929 - 2008)[14]
  • Robert De Niro, Sr., pittore (1922 - 1993)[30]
  • Cy Twombly, pittore (1928)[20]
  • Claude Stoller, architetto[31]
  • Kenneth Snelson, scultore e fotografo (1927)[32]
  • Stan Vanderbeek, autore di film sperimentali (1927)[33]
  • Vera Baker Williams, autrice di libri per bambini (1927)[34]
  • John Urbain (1920 - 2009)[26][35]
  • Elaine Schmitt Urbain, pittrice (1925-2004)[26]
  • John Stix[36]
  • John Wieners[15]

Il collegio istituì dei corsi estivi dal 1944 fino alla sua chiusura nel 1956.

Black Mountain poets[modifica | modifica sorgente]

Hanno frequentato la scuola nel corso degli anni vari poeti d'avanguardia (in seguito noti come Black Mountain poets). I più noti sono stati: Charles Olson, Robert Duncan, Denise Levertov, Jonathan Williams, Ed Dorn e Robert Creeley. Creeley venne assunto per insegnare e collaborare alla Black Mountain Review nel 1955, e quando se ne andò due anni dopo a San Francisco divenne il collegamento tra i Black Mountain poets e poeti della San Francisco Renaissance. Attraverso Allen Ginsberg si creò un legame con gli scrittori della Beat Generation del Greenwich Village.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Turning Over A New LEAF (Lake Eden Arts Festival), Bold Life. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  2. ^ a b Black Mountain College: An Introduction,  Black Mountain College Museum + Arts Center. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  3. ^ YMCA Blue Ridge Assembly, YMCA Blue Ridge Assembly. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  4. ^ Blue Ridge Assembly. Ora nel National Register of Historic Places. Coordinate geografiche: 35°35′06″N 82°20′21″W / 35.585°N 82.339167°W35.585; -82.339167
  5. ^ Black Mountain è una piccola città (7.511 abitanti nel 2000). Coordinate geografiche: 35°37′09″N 82°19′32″W / 35.619167°N 82.325556°W35.619167; -82.325556
  6. ^ 271 ettari o 2.711 metri2 sono 670 acri. L'acquisto avvenne il 14 giugno 1937. Vedi: Mary Emma Harris, op. cit., pag. 56
  7. ^ Winfried Nerdinger, Walter Gropius, Walter Gropius: der Architekt Walter Gropius, Zeichnungen, Pläne und Fotos aus dem Busch-Reisinger Museum der Harvard University Art Museums, Cambridge/Mass. und dem Bauhaus-Archiv, Berlin : mit einem kritischen Werkverzeichnis, a cura di Busch-Reisinger Museum, Bauhaus-Archiv, Museum für Gestaltung, Mann, 1985, pagina 198 di 312.
    Frammento visualizzato su Google libri: "Black+Mountain+College"&dq=Walter+Gropius+1937+"Black+Mountain+College"&ei=0ZSKS-3SFpWizASG2bGfDg&cd=7 Walter Gropius: der Architekt Walter Gropius, Zeichnungen, Pläne und Fotos aus dem Busch-Reisinger Museum der Harvard University Art Museums, Cambridge/Mass. und dem Bauhaus-Archiv, Berlin : mit einem kritischen Werkverzeichnis, Mann, pp. 198. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  8. ^ Georgann Eubanks, Literary Trails of the North Carolina Mountains, ReadHowYouWant.com, 2009, pagina 11 di 380, ISBN 1-4587-1608-2.
    In anteprima limitata su Google libri: Literary Trails of the North Carolina Mountains, ReadHowYouWant.com, pp. 11. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  9. ^ A Christian Summer Camp for Boys. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  10. ^ La prima retrospettiva europea di Anni Albers alla collezione Peggy Guggenheim, Venezia (PDF), The Solomon R. Guggenheim Foundation. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  11. ^ Patti Carr Black, Art in Mississippi, 1720-1980, Volume 1 di Heritage of Mississippi series, Jackson (Mississippi), University Press of Mississippi, 1998, pag. 167 di 359, ISBN 1-57806-084-2.
    In anteprima limitata su Google libri: Art in Mississippi, 1720-1980, University Press of Mississippi, pp. 167. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  12. ^ Nick Cernovich diventò studente nel 1948; aveva molteplici interessi ed infine divenne designer delle luci teatrale.>ref> BMC: A Radical Vision, Black Mountain College Museum + Arts Center. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  13. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 198
  14. ^ a b Vincent Katz, op. cit., pag. 199
  15. ^ a b Vincent Katz, op. cit., pag. 201
  16. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 182
  17. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 227
  18. ^ Jane Mayhall, Poet Who Gained Prominence Late in Life, Is Dead at 90, The New York Times Company. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  19. ^ Pagan Days, Oyster Boy Review of Fiction & Poetry. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  20. ^ a b Vincent Katz, op. cit., pag. 156
  21. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 188
  22. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 152
  23. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 11
  24. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 63
  25. ^ Mary Emma Harris, op. cit., pag. 143
  26. ^ a b c Mary Emma Harris, op. cit., pag. 142
  27. ^ Mary Emma Harris, op. cit., pag. 197
  28. ^ Mary Emma Harris, op. cit., pag. 117
  29. ^ Malcolm Warner, International encyclopedia of business & management, 2nd ed., Thomson Learning, 2003, pagina 5245 di 7160, ISBN 7-302-06193-9.
    Anteprima limitata su Google libri: International encyclopedia of business & management, pp. 5245. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  30. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 101
  31. ^ Vincent Katz, op. cit., pag. 326
  32. ^ R. Holland Cheng, Lena Hammar, Conformational proteomics of macromolecular architecture: approaching the ..., World Scientific, 2004, pagina 28 di 420, ISBN 981-238-615-7.
    Anteprima limitata su Google libri: Conformational proteomics of macromolecular architecture: approaching the ..., World Scientific, pp. 28. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  33. ^ Mary Emma Harris, op. cit., pag. 169
  34. ^ Mary Emma Harris, op. cit., pag. 177
  35. ^ Black Mountain College, John Urbain, Artist. URL consultato il 28 febbraio 2010.
  36. ^ John Stix

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vincent Katz, Martin Brody, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Black Mountain College: experiment in art, Cambridge (Massachusetts), MIT Press, 2003, pagine 328, ISBN 0-262-11279-5.
    Anteprima limitata su Google libri: Black Mountain College: experiment in art, MIT Press, pp. 328. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  • Mary Emma Harris, The arts at Black Mountain College, Cambridge (Massachusetts), MIT Press, 2002, pagine 343, ISBN 0-262-58212-0.
    Anteprima limitata su Google libri: The arts at Black Mountain College, MIT Press, pp. 343. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  • Mervin Lane, Black Mountain College: sprouted seeds : an anthology of personal accounts, Knoxville (Tennessee), Univ. of Tennessee Press, 1990, pagine 346, ISBN 0-87049-663-8.
  • Martin B. Duberman, Black Mountain: an exploration in community, ristampa, New York, W. W. Norton & Company, 1993, pagine 578, ISBN 0-393-30953-3.
  • Michael Rumaker, Black Mountain days, Ceredigion, Black Mountain Press, 2003, pagine 542, ISBN 0-9649020-8-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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