Bauffremont

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Bauffremont è una famiglia francese il cui nome deriva dal paese dei Vosgi, al di fuori di Orléans, ora detto Beaufremont. La famiglia segue le orme di Liébaud, padre fondatore dei Bauffremont, nel 1090. Sono discendenti della dinastia femminile di Courtenay.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'alleanza con la famiglia dei Vergi, i Bauffremont si stabilirono nel Ducato di Borgogna e nella Franca Contea. Nel 1448 Pierre de Bauffremont, signore di Charny, sposò Marie, figlia legittima di Filippo il Buono, duca di Borgogna. Nel 1527 la famiglia acquisì col matrimonio i beni della famiglia Vienne-Listenois.

Nicolas de Bauffremont, il figlio Claude, e il nipote Henri furono tutti parti importanti dello stato generale del 1576, 1588 e 1614 e i loro discorsi furono resi pubblici.

L'8 giugno 1757 Louis de Bauffremont (1712–1769) fu incoronato Principe del Sacro Romano Impero (ereditabile da tutti i discendenti della dinastia maschile); il 21 agosto e il 27 settembre lo stesso titolo gli fu riconosciuto in Francia. Nel 1759 Louis fu dapprima nominato cousin du roi[senza fonte] dal re Luigi XV.

L'alleanza con la dinastia di Courtenay[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della dinestia di Courtenay: Or three torteaux.

La dinastia di Courtenay fu una stirpe medievale francese originaria del castello di Courtenay in Gâtinais (Loiret), nel X secolo. La dinastia discende da Athon, il primo signore di Courtenay, apparentemente a sua volta discendente dei Conti di Sens e di Pharamond[senza fonte]], ritenuto fondatore della monarchia francese nel 420. I loro individui maschili discendenti da Luigi VI di Francia indussero ai membri poveri del XVII secolo di essere riconosciuti come "Princes du Sang" (Principi di Sangue Reale) e "cugini del re". Tre re consecutivi - Enrico IV, Luigi XIII, e Luigi XIV - rifiutarono le loro petizioni. Benché i Courtenay protestassero, le loro richieste di ottenere il titolo principesco non furono mai accettare dalla Corte dei Conti a Parigi.

L'ultimo individuo maschile della famiglia di Courtenay si suicidò nel 1727. In ogni caso, sua sorella sposò Louis de Bauffremont, e i loro discendenti assunsero il dubbio titolo di Prince de Courtenay.

Stemma di Antoine de Bauffremont

Alexandre Emmanuel Louis de Bauffremont (1773–1833), figlio di Louis dei Borboni, fuggì durante la Rivoluzione Francese e si stabilì negli Stati Uniti. Successivamente ritornò in Francia e fu nominato Conte dell'impero francese di Napoleone. Luigi XVIII lo proclamò membro dei Pari di Francia nel 1817, e duca nel 1818.

L'attuale capo della famiglia, Principe Jacques De Bauffremont, ottavo duca di Bauffremont (nato nel 1922), è il presidente dell'Institut de la Maison de Bourbon, l'organizzazione che sostiene il diritto al trono della Francia di Luigi Alfonso, duca di Angiò.[1] Sua sorella Principessa Claude de Bauffremont fu sovrintendente onoraria della famiglia di educazione della Legione d'Onore.[2]

Il capo della famiglia usa i seguenti titoli: prince-duc de Bauffremont, prince de Courtenay et de Carency, prince et marquis de Listenois et de Marnay, comte et duc de Pont de Vaux, vicomte de Marigny et de Salins, cousin du roi. I membri allievi della famiglia usano i titoli prince de Bauffremont e prince de Marnay.

Due membri della famiglia sono stati membri della famiglia dell'Order of the Golden Fleece: Louis Bénigne, Marquis de Bauffremont e Prince de Listenois (1684–1755) nel 1711 e Charles Roger, Prince de Bauffremont-Listenois (1713–1795) nel 1789.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Institut de la Maison de Bourbon
  2. ^ Hubert Cuny and Nicole Dreneau, Le Gotha français: état présent des familles ducales et princières (depuis 1940) (Paris: L'intermédiaire des chercheurs et curieux), 31.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Institut de la Maison de Bourbon
  • Hubert Cuny e Nicole Dreneau, Le Gotha français: état présent des familles ducales et princières (depuis 1940) (Paris: L'intermédiaire des chercheurs et curieux), 31.
  • Quest'articolo comprende del testo tratto dall' Encyclopædia Britannica Eleventh Edition, un'opera ora di pubblico dominio.
  • Almanach de Gotha, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]