Battaglia di Calmazzo

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Battaglia di Calmazzo
Cesareborgia.jpg

Data 1502
Luogo Calmazzo ( Marche)
Esito Vittoria della Lega dei Condottieri
Schieramenti
Valentinois Lega dei Condottieri
Abitanti di Calmazzo
Comandanti
Effettivi
8.000 uomini (circa) 1.500 secondo altre fonti 12.000+ (Circa)
Perdite
Sconosciute, ma pesanti Sconosciute
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La battaglia di Calmazzo è il punto culminante della ribellione del ducato di Urbino nei confronti di Cesare Borgia (il sanguinario condottiero figlio di papa Alessandro VI, famoso per aver ispirato a Machiavelli la figura del “Principe”).

Dopo aver rovesciato il duca Guidobaldo da Montefeltro, Cesare si dichiarò duca di Urbino. Ma le repressioni e i saccheggi dei soldati e dei mercenari borgiani provocarono un malcontento generale e la popolazione iniziò a ribellarsi ed a impugnare le armi, attaccando gli stessi soldati. Cesare Borgia, preoccupato per la situazione, ignorava che i suoi ex-condottieri di ventura tramavano contro di lui, sotto il comando di Vitellozzo Vitelli (condottiero e duca di Montone). I condottieri decisero quindi di unirsi nella "Lega dei Condottieri" per scacciare Borgia da Urbino, e nel frattempo deporlo dal trono di duca del Valentinois; Borgia non scoprì la congiura, e nella primavera del 1502 diede ordine di ritirarsi dal ducato di Urbino, per spostarsi verso l'Emilia-Romagna.

Ma durante la ritirata, all'altezza di Calmazzo (nelle Marche), i soldati del Borgia incontrarono i 7.000 uomini della Lega dei Condottieri. Lo scontro mosse subito a favore dei Borgiani (che erano riuscito a prendere un'altura), i quali misero in fuga facilmente la fanteria leggera degli avversari. Ma, quando anche la fanteria pesante stava per cedere, dalla foresta sopraggiunsero 5.000 civili armati che colsero di sorpresa i borgiani, i quali furono accerchiati e dovettero fuggire, perdendo molti uomini. Dopo la sconfitta, Cesare Borgia abbandonò le pretese sul trono d'Urbino; l'anno seguente (il 1503) riuscì ad uccidere i capi della Lega dei Condottieri.