Bartolomeo Carducci

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Descencimiento (Museo del Prado).

Bartolomeo Carducci o Carduccio spagnolizzato in Bartolomé Carducho (Firenze, 1560Madrid, 1608) è stato un architetto e pittore italiano, attivo prevalentemente in Spagna.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La sua formazione artistica si svolse sotto la guida del maestro Bartolomeo Ammanati, con il quale eseguì lavori in stucco.

Il suo praticantato si completò nell'importante progetto di riassetto della cupola fiorentina di Santa Maria del Fiore come assistente di Federico Zuccari.

Proprio assieme a Zuccari ed al fratello Vincenzo (Vicente), nel 1585 si trasferì in Spagna per la realizzazione di una serie di affreschi presso il monastero di El Escorial. Qui si misero in evidenza con il Cristo con la cruz a cuestas, La flagelación, la Venida del Espíritu Santo, l'Asunción de la Virgen, e la Resurrección del Señor.

La qualità artistiche di Carducci, come il tessuto di colori vivace e fresco e la struttura figurativa di derivazione michelangiolesca, riscossero una certa approvazione in Spagna al punto che quando Zuccari rientrò in Italia, fu lo stesso Carducci, sotto la guida di Tibaldi, a sostituirlo per i lavori della pala dell'altar maggiore dell'Escorial. Tra i suoi dipinti più in mostra, risultarono il San Lorenzo, e Las adoraciones de los pastores y de los reyes.
Subito dopo si occupò anche dei lavori nel chiostro e nella biblioteca del monastero, con i dipinti: La dialéctica, La retórica, La aritmética, La música, La gramática.

Assieme all'allievo Francisco López, dipinse gli interni della chiesa di San Felipe el Real presso Madrid.

Durante l'annata 1598 ricevette la nomina di pittore di corte, da parte di Filippo III di Spagna che lo condusse a Valladolid, impegnandolo per la chiesa di Sant'Andrea, prima di riportarlo nella capitale per la ristrutturazione del Prado.

Il suo stile fu fortemente influenzato dal manierismo toscano impreziosito da un certo gusto castellano, in accordo con le indicazioni in auge ai tempi della Controriforma.[1]

Notevole la produzione anche del fratello Vincenzo (1578-1638), allievo di Bartolomeo e suo successore come pittore di corte, costituita da un centinaio di dipinti commissionati da chiese e conventi spagnoli.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.III, pag.86

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