Barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico

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Muro di separazione nella città di Tijuana, Messico, 2005
3000 croci attaccate al muro ricordano i clandestini uccisi. Tijuana, Messico, 2005

La barriera di separazione tra Stati Uniti d'America e Messico, detta anche muro messicano o muro di Tijuana, è una barriera di sicurezza costruita dagli Stati Uniti lungo la frontiera al confine tra USA e Messico. Il suo nome ufficiale in Messico è quello di Muro della vergogna. Il suo obiettivo è quello di impedire agli immigranti illegali, in particolar modo messicani e centroamericani, di oltrepassare il confine statunitense.

La sua costruzione ha avuto inizio nel 1994, secondo l'ottica di un triplice progetto antimmigrazione: il progetto "Gatekeeper", in California, il progetto "Hold-the-Line" in Texas ed il progetto "Safeguard" in Arizona. Secondo alcuni esperti queste operazioni sarebbero solo una manovra per convincere i cittadini statunitensi della sicurezza ed impenetrabilità dei confini, mentre l'economia continuerebbe a beneficiare del continuo flusso di forza lavoro a basso costo in arrivo da oltre frontiera.

La barriera è fatta di lamiera metallica sagomata, alta dai due ai quattro metri, e si snoda per chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego. Il muro è dotato di illuminazione ad altissima intensità, di una rete di sensori elettronici e di strumentazione per la visione notturna, connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente, effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di barriera si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Il confine tra Stati Uniti d'America e Messico, lungo 3.140 km, attraversa territori di diversa conformazione, aree urbane e deserti. La barriera è situata nelle sezioni urbane del confine, le aree che, in passato, hanno visto il maggior numero di attraversamenti clandestini. Queste aree urbane comprendono San Diego, in California ed El Paso, in Texas. Il risultato immediato della costruzione della barriera è stato un numero sempre crescente di persone che hanno cercato di varcare illegalmente il confine, attraverso il deserto di Sonora, o valicando il monte Baboquivari, in Arizona. Questi clandestini hanno dovuto percorrere circa 80 km di territorio inospitale prima di raggiungere la prima strada, nella riserva indiana Tohono O'odham. Tra il 1º ottobre 2003 ed il 30 aprile 2004, 660.390 persone sono state arrestate dalla polizia di confine statunitense mentre cercavano di attraversare illegalmente il confine. In quello stesso periodo dalle 43 alle 61 persone sono morte mentre cercavano di attraversare il deserto della Sonora, tre volte tante quelle che nello stesso lasso di tempo hanno incontrato il medesimo destino nell'anno precedente. Nell'ottobre 2004 la polizia di confine ha dichiarato che 325 persone sarebbero morte negli ultimi 12 mesi, nel tentativo di passare la frontiera. Dal 1998 al 2004, secondo i dati ufficiali, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, sono morte in totale 1.954 persone.

L'iter burocratico della risoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 novembre 2005, il parlamentare statunitense repubblicano Duncan Hunter (della California), ha proposto al Senato degli Stati Uniti d'America un piano per rafforzare la barriera di separazione tra i due paesi. La proposta è stata approvata il 15 dicembre 2005, prevedendo la costruzione di un muro di 1.123 km. Le dimensioni sarebbero paragonabili solo a quelle della Muraglia Cinese. Infine, il Senato, il 17 maggio 2006 ha approvato a maggioranza (83 voti a favore e 16 contrari) l'emendamento che prevede la costruzione di un muro di 595 km di estensione, più 800 km di barriere per impedire il passaggio di automobili.

La risoluzione 6061 (H.R. 6061), Legge sulla barriera di sicurezza, 2006, è stata presentata al Congresso il 13 settembre 2006. La proposta è stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti in data 14 settembre 2006, con una votazione di 283 voti a favore e 138 contrari.[1]

Il 29 settembre 2006, il Senato, ha confermato l'autorizzazione, con una votazione di 80 a favore e 19 contrari.

Il 26 ottobre 2006, il presidente George W. Bush ha firmato la H.R. 6061 che era stata votata da ambedue le camere del Congresso.

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