Balabiótt
Il termine balabiòtt è un neologismo lombardo/ticinese nato all'inizio del XX secolo. Era utilizzato dai contadini asconesi per designare la comunità eterogenea di utopisti/vegetariani/naturisti/teosofi presente sul monte Monescia, ora chiamato Monte Verità presente all'inizio del XX secolo. Questa era ispirata dalle teorie di Bakunin, Mühsam (famosi anarchici), Oedenkoven, Ida Hofman e Gräser (socialisti utopici), Franz Hartmann e Pioda (teosofi ed umanisti vegetariani), von Laban (teorico della "riforma della vita").
Il termine in lombardo/ticinese significa letteralmente quelli che ballano nudi ed è diventato l'equivalente di sciocco e sempliciotto. La maggioranza degli abitanti di Ascona guardava in effetti con perplessità, ed a volte curiosità, gli atteggiamenti anticonformisti dei membri della comunità del monte e li aveva sbrigativamente catalogati come stolti[1]. Spesso però si arrampicavano sui rami degli alberi attorno alla staccionata eretta attorno alla proprietà, per spiare quegli strani abitanti.
È dello stesso periodo la coniazione del termine spregiativo züchitt (zucchina) per designare le popolazioni tedesche. I frutti della zucchina vengono infatti utilizzati quando sono ancora immaturi, ed immaturi erano considerati i comportamenti degli abitanti del monte[2].
La comunità degli utopisti del Monte Verità (così venne rinominato dall'inizio il monte), era finanziata soprattutto da ricche baronesse russe e benestanti borghesi nordeuropei affascinati dalle teorie degli abitanti. Essa mirava all'elevazione spirituale e fisica dell'uomo anche attraverso l'espressione artistica dei corpi e la rivoluzione sessuale.