Atsushi Ōkubo

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Atsushi Ōkubo (大久保笃 Ōkubo Atsushi?) (Giappone, ...) è un fumettista giapponese, il cui nome può essere romanizzato anche in Atsushi Ohkubo.

È divenuto famoso grazie al manga Soul Eater, da lui scritto e disegnato e successivamente adattato in una serie TV anime di 54 episodi dallo studio BONES e ha esordito come assistente di Rando Ayamine, lavorando nella serie manga Get Backers. Ha creato anche opere d'arte di diverse schede per il gioco Lord of Vermillion.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Atsushi Okubo non era uno studente modello ed era più attratto dal disegno che dall'apprendimento. All'età di 20 anni, dopo aver terminato gli studi in una scuola di manga incontrò Rando Ayamine e lavorò per due anni come suo assistente. Infine, vinse un concorso della Square Enix's Gangan magazine con il suo primo manga, B. Ichi, composto da quattro volumi.

Dopo la fine di questo manga creò Soul Eater, un manga serializzato sempre dalla Square Enix che lo portò al successo in tutto il mondo. Nel 2008 quest'opera fu adattata in una serie TV di 51 episodi animata dallo studio BONES e prodotto sempre da questi con Dentsu e TV Tokyo. Mentre essa si è conclusa con un finale alternativo, il manga è proseguito e la serializzazione si è conclusa il 12 agosto 2013, per un totale di 113 capitoli raccolti in 25 volumi, dando risvolti completamente diversi rispetto alla serie TV. La peculiarità di questa serie sta nel fatto che Okubo descrive nelle vignette la sua visione dell'animo dell'uomo (dando molta importanza al concetto di follia e di coraggio).

Dal 2010 Okubo sta lavorando contemporaneamente ad uno spin-off di Soul Eater, Soul Eater NOT!, sempre distribuito da Square Enix e per il momento non ancora esportato dal Giappone. L'autore diede notizia dell'inizio di questo nuovo manga sulle pagine del mensile "Shoten GanGan" (mensile distribuito e realizzato da Square Enix) nel gennaio del 2010.

Lavori[modifica | modifica sorgente]

Fonti:[1]

Assistenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (JA) Atsushi Okubo, Hatena Diary. URL consultato il 3 marzo 2012.

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