Arshile Gorky
Vostanik Manoog Adoyan, meglio conosciuto come Arshile Gorky (Khorkom, 15 aprile 1904 – Sherman, 21 luglio 1948), è stato un pittore armeno naturalizzato statunitense, esponente dell'espressionismo astratto.
Nei primi dipinti si misura ancora con i maestri del primo Novecento come Picasso nel periodo rosa e nella svolta cubista. Ma già si intravedono nel giovane pittore armeno una morfologia morbida ed elastica, senza angoli e spigoli. I colori sono caldi e soffici. Prese lo pseudonimo di Gorky in omaggio allo scrittore russo Maksim Gorky, (Gorky "l'amaro"), che come lui fece una vita errante e dolorosa. Lavorò negli Stati Uniti con gli amici Jackson Pollock, Willem de Kooning e soprattutto con Sebastian Matta, che lo influenzò con le sue teorie esistenziali-psicologiche, scrive Harold Rosenberg (Arshile Gorky, Rizzoli, 1962) - Matta diventò "l'altro" di Gorky, nel senso più fatale del termine... come punto focale della sua violenta gelosia. André Breton gli dedicò una poesia, "L'adieu à Arshile Gorky", - Alain Jouffroy, "Arshile Gorky et les secrets de la nuit", (Cahiers du Musée De Poche,"Paris").
I suoi lavori si trovano nei musei di Baltimore Mariland, New York "MOMA".
Morì suicida all'età di 44 anni.
La sua vita viene illustrata nel film Ararat.