Barbablù (romanzo)

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Barbablù
Titolo originale Bluebeard
Autore Kurt Vonnegut
1ª ed. originale 1987
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Protagonisti Rabo Karabekian
Altri personaggi Terry Kitchen, Circe Berman, Paul Slazinger, Dan Gregory, Edith Taft, Marilee Kemp

Barbalù (Bluebeard) è un romanzo scritto nel 1987 dallo scrittore statunitense Kurt Vonnegut.

Il sottotitolo del libro è Autobiografia di Rabo Karabekian ed in effetti si tratta di un romanzo narrato in prima persona dal protagonista che racconta sia la propria autobiografia sia il diario dell’estate 1987.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

I genitori di Rabo sono due armeni, fuggiti dal proprio paese nel 1916 per sfuggire al genocidio e morti senza essersi mai integrati nel paese adottivo, gli Stati Uniti. Rabo, vedovo della seconda moglie, dopo essere stato abbandonato in precedenza dalla prima, andatasene con i due figli, che gli imputava le velleità di pittore e marcante d’arte anziché la ricerca di un lavoro sicuro, vive in una grande villa a Long Island. Sulla spiaggia prospiciente incontra Circe Berman, vicina e vedova, di ventotto anni più giovane, che instaura una relazione con il protagonista. Non v’è nulla di erotico nella nostra relazione. Io ho ventotto anni più della signora Berman e sono diventato troppo brutto perché alcuno, tranne un cane, mi ami[2].

Rabo aveva abbandonato Sant’Ignacio all’età di diciassette anni per lavorare a New York per un artista grafico di origini armene, Dan Gregory (Gregorian). Dopo tre anni ne viene cacciato per aver allacciato una relazione con la sua assistente e compagna Marilee Kemp. Rabo conduce quindi un’esistenza difficile fra le ambizioni artistiche e la necessità di condurre una vita in grado di sostenere la prima famiglia che ha costituito. Frustrata, per un errato uso di una vernice speciale che provoca la rovine di tutta la sua opera, l’ambizione di artista, Rabo si trova per aver frequentato l’ambiente degli artisti che hanno dato vita all’Espressionismo astratto a diventare un fortunato mercante d’arte.

Circe Berman, modifica l’esistenza dell’anziano Rabo, rendendola più aperta, ma rimane una zona che Rabo non intende condividere, il contenuto del suo studio, un magazzino lungo e stretto il patataio chiuso e serrato e in cui nessuno è più entrato e non dovrebbe entrare fino alla morte di Rabo, nelle intenzioni.

Ma al termine dell’estate passata con la Berman, l’ultima sera prima che questa ritorni a casa, Rabo decide di vincere le proprie paure .. è l’ultima cosa che ho da dare al mondo.. Non voglio essere presente, quando la gente dirà se vale o meno. conduce quindi la Berman nel capannone e le mostra il contenuto: un dipinto alto duecentosettanta centimetri e lungo ventun metri e mezzo. Il quadro denominato ‘’Adesso tocca alle donne’’ riproduce una vallata verde in primavera con il ritratto in varie dimensioni di cinquemila, duecento diciannove persone e rappresenta il luogo dove si trovava lo stesso Rabo il giorno in cui finì la seconda guerra mondiale.

Rabo è in grado di raccontare una piccola biografia di tutte le persone rappresentate e per la perfezione tecnica e l’emozione che suscita l'opera diventa un’attrattiva apprezzata di quello che diventerà un museo pubblico riconciliando Rabo con la propria ambizione, sconfitta per gran parte della vita, di esprimersi come artista.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Kurt Vonnegut, Barbablù in Le finestre, traduzione di Pier Francesco Paolini, 1ª ed., Milano, Bompiani [1987], novembre 1992. ISBN 88-452-1960-7.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ cap.1 pag. 13 Barbablù – edizione Bompiani
  2. ^ pag. 22 opera citata
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