Şirəli Müslümov

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Şirəli Müslümov (cirillico esteso: Ширəли Mүcлүмов, pronuncia: /ʃiræˈli mysˈlymov/; Barzavu, asseritamente 26 marzo 1805Barzavu, 2 settembre 1973) è stato un pastore taliscio che, secondo la leggenda, sarebbe vissuto 168 anni. Di etnia azera, si trova attestato anche come Shirali Muslimov o Mislimov: la trascrizione corrente del suo nome deriva dalla riadozione dell'alfabeto latino da parte della lingua azera.

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

Şirəli Müslümov viveva a Barzavu, un piccolo villaggio della regione di Lerik, l'area montuosa dell'Azerbaigian presso il confine iraniano nella quale sarebbe nato nel 1805. Secondo il mito, l'uomo aveva lavorato sodo ogni giorno per 165 anni. Müslümov non fumava e, da buon musulmano, non beveva; si nutriva invece di frutta, verdura, pane integrale, brodo di pollo, formaggi magri e yogurt.[1][2] Ebbe tre mogli, la terza delle quali aveva 107 anni all'epoca della sua morte ed era di sette anni più anziana di uno dei nipoti dell'uomo.[1] Si raccontano però a tale proposito molti altri aneddoti, alcuni dei quali pretendono che le mogli fossero sei e che la seconda fosse rimasta incinta oltre i settant'anni.[3] Müslümov si ammalò di polmonite nell'inverno 1972-1973, ma sopravvisse almeno fino al 168º compleanno, per spegnersi solo nella tarda estate.

Caso[modifica | modifica sorgente]

Il caso Müslümov divenne noto nel 1963, quando un giovanissimo fotoreporter della TASS, Kalman Kaspiev,[4] si recò a Barzavu per intervistare l'anziano. Atti di vecchia data certificavano l'inverosimile: un uomo nato nel 1805 era ancora vivo all'età di 158 anni. La stampa ufficiale sovietica non si lasciò di certo sfuggire una tal ghiotta occasione: Müslümov era stato lavoratore in un kolchoz, ricordava i tempi della Russia zarista e, richiesto di un confronto, aveva detto con un po' di compiacenza che le cose andavano meglio nel nuovo regime. La vicenda di Şirəli Baba (Nonno Şirəli) fece perciò il giro del mondo.[2]

D'altro canto, non fu la propaganda sovietica la sola interessata all'incredibile storia: perfino la National Geographic la accreditò, anche se in seguito fece marcia indietro.[5][6] Inoltre Müslümov era soltanto la punta di un iceberg. Il Caucaso degli anni settanta pullulava di simili affermazioni, al punto che si tentò di dar loro una spiegazione; vuoi per interesse scientifico,[7] vuoi per ragioni commerciali: essendo stato suggerito che la longevità fosse legata a una dieta di latticini, e in particolare di yogurt, la Danone colse la palla al balzo a avvalorò questa tesi per dare una spinta alle proprie vendite.[6]

Ma il servizio di Kaspiev cambiò anche la vita del piccolo villaggio azero, nel quale finalmente arrivarono elettricità, radio e televisione; fu inoltre costruita una comoda strada che sarebbe servita a molti curiosi e alle stesse istituzioni governative per incontrare e onorare al meglio quello che ritenevano l'uomo più longevo del mondo. L'anziano fu colmato di doni e provvisto di una speciale pensione, e nel 1964 il governo sovietico organizzò una gran festa per il suo presunto 159º compleanno.[2]

Interpretazione corrente[modifica | modifica sorgente]

Il solo indizio dell'incredibile longevità di Müslümov è un passaporto ufficiale con la data di nascita del 26 marzo 1805. Indipendentemente dall'inverosimiglianza del caso, il Guinness dei primati non ritiene raggiunta alcuna prova. Nel 1986 (anno della morte ad apparenti 120 anni di Shigechiyo Izumi) la prestigiosa pubblicazione menziona a margine dei primati di longevità anche l'anziano azero, ma non manca di far notare come nessun giornalista o ricercatore occidentale sia stato ammesso a incontrare l'uomo.[7][6]

Il biologo dissidente Žores Medvedev ritiene che ai primi del '900 molti uomini russi falsificassero i documenti, aumentandosi di molto l'età per sfuggire alla coscrizione nell'esercito zarista; contro questa opinione Karaev[8] rileva però che gli azeri non venivano in realtà arruolati nelle armate imperiali. Sulla scia di Medvedev si pone Matsuzaki[9] nella confutazione dell'esistenza di un "villaggio dei centenari" in Georgia.[10] Casi di diserzione a parte, il fenomeno della longevità estrema in Caucaso viene spiegato in termini antropologici: esso si inserisce infatti nel contesto di una cultura che venera e fa oggetto di profondo rispetto l'età avanzata. Medvedev nota ancora come gli esami svolti nel 1972 su alcuni presunti ultracentenari caucasici abbiano rilevato in tali persone funzioni vitali e metaboliche simili a quelle dei sessantenni.[11]

In ogni caso, allo stato dei fatti si può solo considerare Müslümov un mito di longevità umana.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Necrologio di Shirali Mislimov. URL consultato il 23-1-2009.
  2. ^ a b c (EN) Azerbaijan's Legendary Centenarian. URL consultato il 23-1-2009.
  3. ^ (EN) Centenarians in Azerbaijan. URL consultato il 23-1-2009.
  4. ^ In cirillico Калман Каспиев.
  5. ^ Alexander Leaf, Search for the Oldest People, National Geografic, 1973, (pag. 93-118).
  6. ^ a b c (EN) Robert Young, African American longevity advantage: myth or reality? A racial comparison of supercentenarian data. URL consultato il 22-1-2009.
  7. ^ a b (EN) Centenarians in Azerbaijan. URL consultato il 23-1-2009.
  8. ^ Abdulla Karaev (in cirillico: Абдулла Караев), fisiologo.
  9. ^ Toshihisa Matsuzaki, direttore del dipartimento di epidemiologia all'istituto metropolitano di gerontologia di Tokyo.
  10. ^ (EN) Japanese expert debunks idea of village of 100-year-olds. URL consultato il 22-1-2009.
  11. ^ (EN) No Methuselahs. URL consultato il 23-1-2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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