Zorro (serie televisiva 1990)

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Zorro
Titolo originale Zorro
Paese Stati Uniti
Anno 1990-1993
Formato serie TV
Genere avventura, azione
Stagioni 4 Modifica su Wikidata
Episodi 88 Modifica su Wikidata
Durata 20 min (episodio)
Lingua originale inglese
Rapporto 4:3
Crediti
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Prima visione
Prima TV originale
Dal 5 gennaio 1990
Al 2 dicembre 1992
Rete televisiva Family Channel
Prima TV in italiano
Data 1992
Rete televisiva Rai 1
Rai 3

Zorro è una serie televisiva statunitense del 1990, ispirata al personaggio creato da Johnston McCulley. Il brano della sigla iniziale si intitola Zorro theme song, scritto da Dennis Spiegel (testo) e Jay Asher (musica).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Los Angeles, 1820. Il giovane Diego De La Vega, rampollo di una ricca famiglia, torna dalla Spagna in California all'hacienda del padre, Don Alejandro. Troverà un paese vittima dell'Alcalde Luis Ramon, un uomo disonesto e avido che sfrutta il suo potere per scopi egoistici, assistito dal simpatico, imbranato ed onesto sergente Jaime Mendoza, amico di Don Diego, De la Vega vi si opporrà, nei panni del misterioso Zorro, aiutato dal fido Felipe, unico a sapere chi si celi dietro la maschera nera. Importante sarà anche l'aiuto della sua innamorata, la bella e caparbia locandiera Victoria Escalante, e il suo fidato cavallo Tornado. Dopo aver imposto tasse smisurate solo per arricchirsi, aver accusato e imprigionato ingiustamente centinaia di uomini e dopo essersi inimicato Don Alejandro, il sergente Mendoza, i soldati, rancheros, peones e governatori, l'alcalde Ramon giungerà alla sfida finale contro Zorro; durante una lunga fuga sui tetti di una prigione, la ''Fortezza Del Diavolo'', riuscirà a smascherare Zorro, scoprendo la sua vera identità, ma cadrà dal tetto della prigione, morendo.

Giunto un nuovo alcalde in città, Don Ignacio De Soto, le cose non miglioreranno affatto. Più aggressivo ed arrivista, ma non corrotto e meno malvagio del suo predecessore, De Soto è pur sempre un uomo non adatto alla carica ricoperta, e costringerà Zorro a nuove missioni.

Quando infine il misterioso ispettore Gilberto Resendo (che si rivelerà il gemello maggiore di Diego, istigato contro i De La Vega dalla madre adottiva che l'aveva sottratto alla madre di Diego durante il parto avvenuto in Spagna) giunge a Los Angeles dalla Spagna alla guida di un corpo speciale di soldati reali con l'ordine di riscuotere un'ingente tassa di guerra e di catturare Zorro, per assicurarsi cieca obbedienza dalla popolazione, condannerà a morte l'Alcalde, ma dopo essersi imbattuto in Zorro gli concederà la grazia per tre giorni per catturare il temibile bandito, pena del fallimento la condanna a morte. Durante un combattimento, un proiettile ferisce Zorro ad un braccio ma quest'ultimo fugge e Resendo cade dal tetto della guarnigione e perde i sensi. Sembrava tornata la calma nel pueblo ma misteriosamente l'ispettore si riprende grazie alle cure della madre e riprende possesso dell'ufficio dell'Alcalde controllando così la città di Los Angeles, condanna a morte l'Alcalde De Soto ed il sergente Mendoza concedendo loro di vivere le loro ultime ore di vita non in prigionia ma vivendo da uomini liberi per assaporare gli ultimi momenti terreni. In seguito tende una trappola a Zorro e si reca all'hacienda De La Vega per impossessarsi di tutto e uccidere Diego e Alejandro, ma Diego riuscito a salvarsi ingaggia un duro duello con l'ispettore, durante il quale, Resendo scopre la ferita di Diego al braccio e scopre realmente chi si cela dietro la maschera della volpe. Alla fine Diego batte l'avversario e subito dopo l'arrivo della madre adottiva, egli rivela la sua identità dicendo di essere fratello di Diego per via di una voglia che entrambi hanno sulla gamba sinistra. Resendo cerca di sparare al fratello, ma viene ucciso da un colpo di pistola sparatogli alla schiena dall'Alcalde che nel frattempo era fuggito da Los Angeles e si era recato all'Hacienda De La Vega per rubare un cavallo veloce che gli consentisse di fuggire. Questa morte destò grande tristezza nel cuore di Diego e di suo padre. Così facendo l'Alcalde salva se stesso e il sergente Mendoza da morte certa, rimanda i soldati dell'ispettore in Spagna, riprende possesso della guarnigione e finalmente a Los Angeles torna la calma e Zorro è di nuovo libero di continuare le sue eroiche missioni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

« È così divertente interpretare la parte di Zorro. È proprio un sogno infantile che si avvera. Per una strana coincidenza io ho avuto la possibilità di impersonare Errol Flynn e Zorro, due personaggi, uno reale e uno di fantasia, che hanno creato l'immagine dell'eroe temerario. »

(Duncan Regehr[1])

Duncan Regehr si trova a impersonare Zorro, ruolo che in televisione fu in passato di Guy Williams (la serie del 1957), e sarà poi di Christian Meier ("La espada y la rosa" del 2007).

Don Alejandro, padre di Diego, è impersonato per i primi episodi da Efrem Zimbalist Jr.. Dalla seconda stagione verrà sostituito da Henry Darrow. Curiosamente, Darrow aveva già preso parte ad altre tre produzioni dedicate all'eroe mascherato: voce di Zorro nelle serie animate "The Tarzan/Lone Ranger Adventure Hour" del 1980 e "Le nuove avventure di Zorro" del 1981, ed interprete dello stesso Diego/Zorro in "Zorro and Son", serie Disney del 1983.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 25 1990
Seconda stagione 25 1990-1991
Terza stagione 25 1991-1992
Quarta stagione 13 1992-1993

Trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è andato in onda dal 1991 su Rai Uno, prima all'interno della trasmissione per ragazzi Big! (uno dei primi programmi del fortunato contenitore) e poi Solletico. Negli anni 2000 è stato trasmesso all'interno del contenitore per ragazzi di Rai 3 Trebisonda. Nel 2015 è andato in onda su Rete4

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio è stato realizzato dalla S.A.S. (Società Attori Sincronizzatori), a cura di Albertina Baldini, Renato Cominetti (dialoghi) e Giancarlo Prete (direzione).

Note[modifica | modifica wikitesto]

http://www.newworldzorro.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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