Z (videogioco)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Z
videogioco
PiattaformaMS-DOS, PlayStation, Sega Saturn, Microsoft Windows, iOS, Android, macOS
Data di pubblicazioneFlags of Canada and the United States.svg 31 luglio 1996
Flag of Europe.svg giugno 1996

PlayStation:
Flag of Europe.svg dicembre 1997
Saturn:
Flag of Europe.svg 1998
iOS:
Mondo/non specificato 13 luglio 2011
Android:
Mondo/non specificato 27 luglio 2012

GenereStrategia in tempo reale
OrigineRegno Unito
SviluppoThe Bitmap Brothers
PubblicazioneVirgin Interactive, GT Interactive
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
SupportoCD-ROM
Distribuzione digitaleApp Store, Mac App Store, Google Play, Steam, GOG.com
Fascia di etàELSPA: 10+ · ESRBT · USK: 12+
Seguito daZ: Steel Soldiers

Z è un videogioco strategico in tempo reale sviluppato dalla The Bitmap Brothers e pubblicato per MS-DOS nel 1996. Il videogioco è stato successivamente convertito su console PlayStation e Sega Saturn, oltre che per Microsoft Windows (quest'ultima anche nota come Z 95).

Kavcom Limited ha pubblicato versioni del videogioco per iOS e macOS (con il titolo Z: The Game), oltre che Android e BlackBerry OS (come Z Origins). Il titolo è inoltre distribuito per Windows da Steam e GOG.com. Del videogioco esiste un sequel, Z: Steel Soldiers, e un remake non ufficiale open source denominato The Zod Engine.[1]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo del gioco è, attraverso 20 livelli (4 ognuno in pianeti di diverso ambiente, nell'ordine: desertico, vulcanico, artico, tropicale e cittadino), distruggere il forte nemico, sia dall'esterno o comunque distruggendo anche tutte le forze presenti in campo, sia penetrandovi all'interno. Per riuscire a procedere si dovrà conquistare quanti più territori possibili, dove sono appostate soprattutto le fabbriche per produrre altri veicoli, robot e postazioni difensive, evitando di farli cadere nelle mani dei robot nemici. I territori si conquistano toccando le bandiere che si trovano nelle rispettive zone contrassegnate su una mappa nella sezione destra dello schermo. I robot controllati dal giocatore sono di colore rosso, quelli nemici blu. La partita finisce quando uno dei giocatori perde il forte principale o tutte le forze in campo.

Gli ambienti hanno diversi elementi distruttibili, dando quindi fruibilità strategica al giocatore: si potrà procedere più agilmente distruggendo muri rocciosi con armi esplosive o rallentare la strategia nemica distruggendo edifici e ponti. Pertanto, i robot sprovvisti di armi esplosive potranno fare uso di granate, che dovranno procurarsi lungo il percorso, oltre alle armi loro equipaggiate. A seconda della conformazione degli ambienti, per i robot appiedati ne sarà particolarmente ostico l'attraversamento: potranno essere attraversati liberamente livelli dove sia presente acqua, ma in ambiente vulcanico ciò non sarà consentito a causa dei fiumi di lava, mentre, se si rimane troppo a lungo nell'acqua dei pianeti tropicale e cittadino, si verrà divorati rispettivamente da coccodrilli e mostri delle fogne. Inoltre, i robot che si trovano in acqua saranno svantaggiati rispetto ai robot che si trovano all'asciutto, mostrando carenza di precisione, specialmente i Tough, i Pyro e i Laser.

Potranno essere fabbricati vari tipi di armi, sempre più potenti, mano a mano che si procede nel gioco. Il numero massimo di unità in campo, fino al dispiegamento delle nuove, non potrà essere superiore a 50, facendone quindi sospendere la produzione; le unità di fanteria sono composte da 3 robot (per Grunt, Psycho, Sniper), 2 (per Tought) e 4 (per Pyro e Laser). Il limite massimo di costruzione delle postazioni difensive è di 4 per territorio e possono anche essere piazzate sulle 4 torri del proprio forte. Le postazioni difensive potranno essere costruite da qualsiasi fabbrica, indipendentemente se esse sono specializzate nella produzione di fanteria o di veicoli.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Valutazioni professionali
Testata Versione Giudizio
GameSpot PC 7.2/10[2]
Next Generation PC 4/5[3]
PCZone PC 92%[4]
Sega Saturn Magazine SAT 85%[5]

Chris Hudak della GameSpot ha chiamato la versione PC di Z "il cugino alcolico, spaccatesta di Command & Conquer." Ne ha particolarmente lodato l'accessibilità del gioco, il multigiocatore in network e l'abilità di distruggere ostacoli, ma ha trovato anche dei problemi nell'IA.[2] Un critico di Next Generation ha commentato che Z si distingue da altri strategici in tempo reale data l'assenza di gestione delle risorse, concentrandosi su reazioni rapide e pura conquista piuttosto che anche all'economia. Stando alla rivista, Z non ha la longevità dei suoi competitori, dato che vi sono poche missioni ed entrambi gli schieramenti usano le stesse unità ed equipaggiamenti, ma rimane "un gioco godibile di per sé", con punti forti come l'IA, l'interfaccia e la modalità multigiocatore.[3] La rivista PC Zone ha descritto Z come "uno strategico brillante che è difficile da non apprezzare... Come tutti i giochi di Bitmap Bros, vi sono non pochi piccoli particolari che divertono, dai droidi incompetenti nei filmati, che volano di livello in livello e si schiantano sui robot che gli sbandierano, alle voci date ai personaggi."[4]

Durante la sua recensione della versione su Sega Saturn, Lee Nutter della Sega Saturn Magazine ha lodato maggiormente l'IA sia per le unità amiche che quelle nemiche, oltre che a commentare come il gameplay fosse avvincente e i controlli punta-e-clicca efficaci. Ha però giudicato il gioco il più debole dei simulatori bellici disponibili per la console in Europa, citandone la scarsa lunghezza, la mancanza di multigiocatore e un gameplay squallido a confronto degli altri due.[5]

Stando alla rivista Sega Saturn Magazine, "la versione PC è stata un successo (nonostante fosse uscito lo stesso giorno di Quake)".[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Zod Engine
  2. ^ a b (EN) Chris Hudak, Z Review, su GameSpot, 8 agosto 1996. URL consultato il 30 giugno 2014.
  3. ^ a b (EN) Zplendid, in Imagine Media, n. 23, novembre 1996, p. 279.
  4. ^ a b (EN) PC Review: Z, in CVG, 13 agosto 2001 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2009).
  5. ^ a b (EN) Lee Nutter, Review: Z, in Emap International Limited, n. 31, settembre 1997, p. 68–69.
  6. ^ (EN) Richard Leadbetter, 1997 Starts with a Bang!, in Emap International Limited, n. 16, febbraio 1997, p. 19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, su bitmap-brothers.co.uk. Modifica su Wikidata
  • (EN) Z (PlayStation) / Z (Sega Saturn), su GameRankings, CBS Interactive (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2019). Modifica su Wikidata
  • Z, su Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net. Modifica su Wikidata
  • (ENFRITDEES) Sito ufficiale, su kavcom.co.uk. URL consultato il 19 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2015).
  • (EN) Z, su The Bitmap Brothers. URL consultato il 24 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2008).
  • (EN) Z, su MobyGames, Blue Flame Labs.
  • (EN) ZZone, su zzone.lewe.com. URL consultato il 19 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2015).
Videogiochi Portale Videogiochi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di videogiochi