Xanèa

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Bivona, xanèa tra via Sirretta e piazza Guggino

Una xanèa (o hanìa, hanèia, khanèa, voce araba) è definibile come un arco che mette in comunicazione due abitazioni, sovrastato anch'esso da vani abitati, sotto il quale in genere passa una strada[1]. La lettera iniziale è una fricativa gutturale sorda e va pronunziata come la lettera χ del greco antico (/ch/).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La xanèa è una tipica costruzione siciliana; il termine chanea è stato riscontrato in documenti del XII e XIII secolo nella provincia di Agrigento, in documenti del 1385 e del 1403 a Palermo e in un documento del 1496 a Mazara del Vallo[2]. Oggi il termine è attestato solamente a Bivona, comune italiano della provincia di Agrigento in Sicilia.

A Bivona sono ancora visibili le xanée di piazza Guggino, piazza San Paolo (ex via Arco Trizzino), via Arco Marciante e via Arco Marchese Greco.

La prima menzione di una xanèa a Bivona[3] è stata riscontrata in un documento del 1712, in cui si afferma:

«una casa solerata nella piazza di Bivona, vicino la caneia»

Testimonianze toponomastiche[modifica | modifica wikitesto]

Vari documenti riportano il termine come toponimo, indicante, probabilmente, una medesima località della provincia di Agrigento[4]. Nel 1155 si legge:

«μετὰ τῶν ἁμπελίων... ἅπερ εἱσὶ εἰς τὰ χανέα»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Definizione ripresa da Caracausi, citata in Marrone, 45, nota 63.
  2. ^ Marrone, 45.
  3. ^ Con l'accezione propria bivonese.
  4. ^ Caracausi, 171.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonino Marrone, Bivona città feudale voll. I-II, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 1987.ISBN non esistente
  • Girolamo Caracausi, Arabismi medievali di Sicilia, Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 1983.ISBN non esistente

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