Virus dell'immunodeficienza felina

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Virus dell'immunodeficienza felina
FIV.jpg
Classificazione scientifica

Il virus dell'immunodeficienza felina (spesso abbreviato in FIV, Feline Immunodeficiency Virus) è un Virus della famiglia dei retrovirus, appartenente alla sottofamiglia dei lentivirus. Nel gatto, questo agente patogeno costituisce la causa di un'immunodeficienza, denominata sindrome da immunodeficienza felina e volgarmente chiamata AIDS del gatto, data la forte somiglianza alla sindrome da immunodeficienza acquisita che colpisce l'uomo. Questa peculiarità non implica affatto la possibilità della trasmissione del morbo da felini all'uomo: l'essere umano non è contagiabile dal virus dell'immunodeficienza felina. La prima descrizione della patologia risale al 1986, quattro anni dopo la scoperta ufficiale dell'HIV. La malattia finora è classificata come incurabile, ma spesso sul lungo periodo si rivela asintomatica. A più lungo termine, però, si avvia il processo di deterioramento del sistema immunitario dell'organismo ospite, il quale, in seguito a infezioni secondarie, muore. Finora sono stati identificati nove diversi ceppi del virus da undici diverse razze di gatto in isolamento, compresi i ceppi specifici da leoni e puma. Anche esemplari di iena maculata sono risultati positivi ai test sul virus, nonostante essi non appartengano alla stessa famiglia del gatto.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Feline Immunodeficiency Virus è un lentivirus che colpisce il sistema immunitario del gatto compromettendone l'efficiente funzionamento e rendendo quindi il gatto affetto da FIV più suscettibile a infezioni secondarie.

Il virus si trova nei gatti domestici di tutto il mondo ed infetta anche felini selvaggi come i leopardi delle nevi, i leoni, le tigri, i giaguari, le pantere e le linci rosse della Florida. Benché sia stato isolato solamente nel 1987, è noto che FIV esiste da molto tempo. L'infezione è molto comune nei gatti che vivono fuori casa o che sono liberi di girovagare. I gatti maschi sono 2 volte più colpiti delle femmine. Infatti, i gatti liberi di girovagare hanno più probabilità di altri di contrarre l'infezione, essendo maggiormente esposti al rischio di ferite da morso. Diversamente da FeLV, nei rifugi per gatti l'infezione da FIV è rara in proporzione alle ferite da morso che ci si aspetterebbe in un luogo simile.

Ciclo virale[modifica | modifica wikitesto]

L'infezione da FIV nei gatti, come quella da HIV negli esseri umani, è caratterizzata da tre stadi. Quello iniziale o acuto dell'infezione da FIV è spesso caratterizzato da febbre, linfonodi gonfi e predisposizione ad infezioni della pelle o dell'intestino. Questo stadio generalmente si sviluppa alla quarta - sesta settimana dopo l'esposizione al virus.

Il secondo stadio è latente, non si notano i sintomi della malattia, e può durare per molti anni, durante i quali il sistema immunitario può essere lentamente cancellato.

Quando l'immunodeficienza diventa grave, si sviluppa il terzo stadio dell'infezione. Il terzo stadio è quello terminale e si riscontra più comunemente nei gatti tra i 5 e i 12 anni (FeLV colpisce gatti tra 1-5 anni). Durante questo stadio clinico terminale, il sistema immunitario del gatto non funziona correttamente dal momento che il virus ne ha ucciso le cellule essenziali. Pertanto, gli animali nel terzo stadio della malattia sono particolarmente predisposti alle infezioni, di solito croniche, che possono essere batteriche, da miceti o da parassiti. Spesso sono causate da microrganismi che normalmente non causano gravi malattie nei gatti, ma il sistema immunitario ormai limitato non riesce a contrastarle, per cui si determina la proliferazione dell'infezione che si moltiplica rapidamente causando la malattia. Queste si definiscono infezioni “opportunistiche”.

Modalità di trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Il contagio avviene tramite scambi di sangue o altri fluidi organici tra un gatto malato ed uno sano: più frequentemente nei gatti il contagio avviene attraverso l'accoppiamento o tramite ferite da morso: per questo i gatti maschi interi, con libero accesso all'esterno, sono i soggetti più a rischio. A differenza di FeLV, FIV non si trasmette con un prolungato e stretto contatto. Poiché si trova nella saliva, il virus viene inoculato attraverso le ferite da morso. Il contagio tramite la cassettina della lettiera, le scodelle del cibo e dell'acqua, oppure perché i gatti dormono vicini o giocano insieme è estremamente improbabile.

Trasmissione verticale madre-figlio[modifica | modifica wikitesto]

Si può verificare se la gatta viene infettata durante la gestazione o l'allattamento. La trasmissione dell'infezione nell'utero o attraverso il latte è molto rara. Le gatte già infette dal FIV prima della gravidanza di solito partoriscono gattini non infetti.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi dell'infezione da FIV e FeLV sono molto simili. I gatti con infezione da FIV possono mostrare sintomi non specifici come apatia, perdita di appetito, febbre, linfonodi gonfi (linfoadenopatia) e perdita di peso.

A causa dell'infezione, i felini sono maggiormente predisposti a:

  • Infezioni orali: le infezioni orali croniche possono svilupparsi approssimativamente nel 50% dei gatti colpiti da una malattia FIV-correlata. I gatti possono mostrare dolore alla palpazione del muso, hanno difficoltà a mangiare o rifiutano il cibo, e possono emanare dalla bocca un cattivo odore. Tali infezioni possono essere difficili da controllare. Le infezioni orali sono più comuni nei gatti con infezione da FIV che da FeLV.
  • Malattie respiratorie: approssimativamente il 30% dei gatti infetti da FIV presenta patologie croniche delle vie aeree superiori accompagnate da frequenti starnuti e da scolo nasale. Questi sintomi possono essere dovuti ad infezioni croniche da herpesvirus felino (rinotracheite) o calicivirus. In alcuni gatti può svilupparsi la polmonite, causando tosse e difficoltà respiratorie.
  • Malattie oculari: insieme ai sintomi dell'interessamento delle vie aeree superiori, i gatti possono presentare anche manifestazioni oculari come arrossamento degli occhi, scolo e intorbidamento della cornea. Inoltre, talvolta si possono riscontrare dei glaucomi.
  • Malattie gastrointestinali: la diarrea cronica è presente nel 10- 20% dei gatti con infezione da FIV. Questa patologia può infatti essere provocata dalla presenza di neoplasie, infezioni batteriche, infestazioni parassitarie o dallo stesso FIV. Infezioni della cute e dell'orecchio: le infezioni ricorrenti o croniche della cute e delle orecchie possono essere il primo sintomo dell'infezione da FIV. A causa dell'immunodeficienza, parassiti, miceti e batteri causano sintomi come perdita di pelo, prurito e pustole. Si possono inoltre notare forme di rogna demodettica e notoedrica, insolite nei gatti sani. Sono anche state segnalate infestazioni croniche da acari delle orecchie ed aggressive lesioni da tigna. È anche possibile riscontrare ascessi cronici.
  • Malattie neurologiche: nei gatti con infezione da FIV si possono osservare cambiamenti nel comportamento, perdita dell'abitudine a non sporcare in casa e demenza. Questi sintomi possono essere causati direttamente da FIV o da infestazioni parassitarie (toxoplasmosi) e micotiche (criptococcosi) che si verificano molto spesso negli animali immunodepressi.
  • Linfoadenopatia: i linfonodi nell'addome e in altre parti del corpo spesso si presentano ingrossati.
  • Anemia: l'anemia si osserva approssimativamente in 1/3 dei gatti con infezione da FIV. Haemobartonella felis, un parassita dei globuli rossi, può essere il responsabile più comune di questa patologia.
  • Neoplasie: i gatti con infezione da FIV sono 5 volte più predisposti di quelli non infetti allo sviluppo di linfomi e leucemia. La ragione di questo fatto è tuttora sconosciuta.
  • Malattie renali: l'animale in caso di affezione ai reni tende a sviluppare incontinenza urinaria. L'urina in questo caso è un po' appiccicosa (simile a quella di un gatto diabetico). In un secondo stadio immediatamente successivo questa urina può essere a volte mista a sangue.

Quando il gatto si trova in uno stadio avanzato della malattia, l'aspettativa di vita non è superiore ad un anno.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti viene utilizzato l'immunomodulatore di linfociti di tipo T (o LTCI, Lymphocyte T-Cell Immunomodulator), un preparato di origine biologica, reso disponibile in commercio a partire dal 2006 su autorizzazione del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. La funzione di questo preparato, estratto da colture in vitro di cellule di ghiandola del timo di origine oxchiofdfbovina, è di coadiuvare il trattamento dei gatti infetti da FIV, contrastando l'insorgenza di infezioni opportunistiche ed i sintomi ad esse associati, quali linfocitopenia, anemia, granulocitopenia o piastrinopenia.

Lo LTCI è un potente regolatore della produzione e della funzionalità dei linfociti CD-4 e ne è stata dimostrata l'efficacia nell'incrementare il numero di linfociti e della produzione di Interleuchina 2 negli animali trattati. Si tratta di un polipeptide a catena singola che forma una glicoproteina fortemente cationica di 50.000 Dalton, con un punto isoelettrico di 6,5. La purificazione della proteina, ottenuta da un surnatante di cellule stromali ricavati dal timo di origine bovina, produce un fattore omogeneo e privo di impurità, omologo rispetto a quello di altre specie di mammiferi. L'assenza di effetti collaterali negativi rilevabili, in numerose specie di animali, suggerisce di ritenere che il prodotto abbia un livello di tossicità estremamente basso.[senza fonte]

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