Viola calcarata

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Viola di monte
Viola calcarata30072004.JPG
Viola calcarata
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Dilleniidae
Ordine Violales
Famiglia Violaceae
Genere Viola
Specie V. calcarata
Classificazione APG
Ordine Malpighiales
Famiglia Violaceae
Nomenclatura binomiale
Viola calcarata
L., 1753
Sottospecie
  • Viola calcarata subsp. calcarata
  • Viola calcarata subsp. cavillieri
  • Viola calcarata subsp. villarsiana

La viola con sperone o viola di monte (Viola calcarata L., 1753) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Violaceae, che cresce sulle montagne dell'Europa sud-orientale. Il nome specifico deriva dal suo sperone (calcar).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

Questa pianta, alta in genere fino a 15 cm, ha fusti brevi e glabri, fogliosi in basso, prostrati, ascendenti o suberetti.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Questa pianta può essere eterofilla o omofilla, cioè le foglie superiori possono essere di forma diversa rispetto alle inferiori, oppure possono avere tutte una forma simile. La lamina può essere più o meno allungata, da una forma arrotondata ad una forma lanceolata, con un margine crenato e vertice ottuso. Alla base del picciolo si trovano due stipole, lunghe tra 5 e 15 mm, di forma molto variabile: si va da stipole lineari e intere a stipole divise in diversi segmenti lineari, pennati o palmati.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori hanno una corolla grande, larga tra i 2 e i 4 cm, di colore variabile: la fauce è pressoché sempre gialla, spesso con strie viola scuro, mentre il lembo dei petali può essere giallo, violetto, blu o bianco, o in alcuni casi anche una combinazione di questi colori. Il petalo inferiore è allungato in uno sperone lungo 8-15 mm. Fiorisce da maggio ad agosto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una specie alpina, che cresce generalmente tra i 1500 e i 2800 m, su prati, pascoli e vallette nivali. È una specie orofita sudest-europea, cresce cioè sulle montagne dell'Europa sudorientale, come le Alpi e i Balcani. In Italia è presente su tutto l'arco alpino, ad eccezione della parte più orientale (Veneto e Friuli).

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia sono presenti tre sottospecie di Viola calcarata:

  • Viola calcarata L. subsp. calcarata
Ha fusti brevi, lunghi non più di 5 cm, portanti uno o due fiori; foglie tutte simili tra loro e stipole intere o al massimo dentate. Cresce preferenzialmente su terreni calcarei, in Italia è diffusa dai Grigioni alla Val di Susa.
  • Viola calcarata L. subsp. cavillieri (W. Becker) Negodi
Prima considerata come specie a sé stante (Viola cavillieri W. Becker). Ha fusti allungati (fino a 10-18 cm compreso il peduncolo) portanti diversi fiori. Le foglie hanno stipole con due o più segmenti laterali pennati molto sottili. Cresce preferenzialmente su terreni silicei, in Italia si trova sulle Alpi Liguri.
  • Viola calcarata L. subsp. villarsiana (Roem. & Schult.) Merxm.
Prima considerata come specie a sé stante (Viola villarsiana Roem. & Schult.). Ha fusti allungati portanti diversi fiori, le foglie hanno stipole con due o più segmenti laterali pennati poco più sottili del segmento centrale. In Italia è diffusa dalle Alpi marittime alla Val di Susa.

Di recente è stata descritta una nuova specie, Viola ferrarinii Moraldo & Ricceri[1], alla quale sono state attribuite popolazioni presenti nell'Appennino settentrionale, in precedenza classificati come Viola calcarata subsp. cavillieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Moraldo Benito, Ricceri Carlo, Fiorini Graziana, Demaria Giorgio, Viola ferrarinii (Violaceae), a new species from the northern Apennines (Italy) in Webbia, vol. 66, 2011, pp. 45-55.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, vol. 2, Bologna, Edagricole, 1982, p. 114.
  • Becker W., Viola cavillieri n. sp. e sectione Melanium DC. in Bulletin de l'Herbier Boissier, ser. 2 v. 3, 1902, pp. 45-46.
  • Johann Jacob Roemer e Josef August Schultes, Systema vegetabilium, Editio nova Vol. 5, 1819, pp. 386-388.
  • Carl von Linné, Species plantarum, 1753, p. 935.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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