Vinciguerra d'Aragona

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Vinciguerra d'Aragona (Sicilia (?), XIV secoloXIV secolo) fu un signore molto influente della Sicilia del XIV secolo. Vinciguerra d'Aragona figlio di Federico d'Aragona e Giovanna d'Auria. [1], pronipote di Federico III di Sicilia. Il nonno era Sancio d'Aragona, figlio naturale del sovrano.

Nel 1355 Ludovico d'Aragona re di Sicilia lo assegna a Patti in veste di capitano di guerra coadiuvato da Guglielmo Rosso e Corrado Spadafora, posizione ricoperta dopo la morte del sovrano, dal mese di dicembre fino al mese di dicembre del 1356. In merito ottiene altri incarichi di fiducia, tra i quali quello capitano e castellano di Lipari. Ribellatosi al successore Federico IV d'Aragona, insieme al fratello Sanciolo d'Aragona (Sancho), è promotore di una rivolta pro - angioina nel 1357. Nella lunghissima disputa inserita nelle vicende dei Vespri siciliani, riconcilia con la Corona d'Aragona e riconquista i territori ribelli passati agli Angioini. Nel marzo 1359 domata l'insurrezione, è premiato con la signoria di Termini Imerese e la contea di Novara di Sicilia nel 1364, già precedentemente appartenuta al nonno materno. Dal nipote Mattiolo d'Aragona senza discendenti, figlio di Sanciolo d'Aragona, eredita la Contea di Cammarata nel 1369 e la Contea di San Marco. Nel 1371 diviene barone di Militello, baronia appartenuta al padre corrispondente ai territori degli odierni territori comunali di Sant'Agata Militello e Militello Rosmarino e relative fortificazioni.

Dal 1365 - 1368 ricopre il ruolo di Gran Cancelliere della Sicilia, subentrando a Enrico Rosso.

È promotore della costruzione della Torre Vinciguerra a Gioiosa Marea nel 1366 e della riedificazione del Castello Vinciguerra sulla parte sommitale di Gioiosa Guardia.

Nel 1359 al nobile Vinciguerra risultano assegnati i possedimenti e il castello di Adelasia di Patti, il castello di Tindaro di Tindari, il castello arabo - normanno di San Marco d'Alunzio, il castello d'Orlando di Capo d'Orlando, il castello federiciano di Montalbano Elicona, il castello arabo - normanno di Noara, il castello di San Filadelfo di San Fratello.[2]

Lascia come erede il figlio Federico d'Aragona reo di fellonia quindi meglio noto come Federico il Fellone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 175, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1], Volume 2, Palermo, Reale Stamperia, 1800
  2. ^ Pagine 134, 135, 136 e 137 del libro di Di Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, "La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni", Palermo, volume sesto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ghisalberti, Alberto M., ed. "Dizionario Biografico degli Italiani": III Ammirato - Arcoleo. Roma, 1961.
  • Di Francesco San Martino De Spucches, Mario Gregorio, "La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni", Palermo, volume sesto.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]