Via dei Musei

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Le rovine del Capitolium e Foro Romano e Palazzo Maggi Gambara affacciati sul tratto della via che attraversa piazza del Foro.

Via dei Musei, o più semplicemente via Musei, è una delle principali vie del centro storico di Brescia, nota principalmente per la moltitudine di monumenti e istituzioni culturali che vi si affacciano sul suo lungo percorso di circa 800 metri, da piazza della Loggia al monastero di Santa Giulia, tra cui chiese, palazzi dell'antica nobiltà cittadina, testimonianze medievali e rovine di epoca romana.

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Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della via sono da far risalire almeno all'età romana, quando Brescia, nel I secolo a.C., entra definitivamente nei domini di Roma, che ne definisce l'aspetto urbanistico facendo della strada il decumano massimo della città. Data la preminente importanza del tracciato, però, è probabile che questo fosse già presente come tratto della primitiva strada di collegamento tra Milano e Verona, attorno alla quale Brescia si era sviluppata. In quanto decumano massimo, la via attraversava il foro cittadino, passando ai piedi del Capitolium e del teatro[1].

Caduto il governo romano, durante il dominio dei Longobardi la via mantiene una certa importanza grazie alla fondazione del monastero di Santa Giulia da parte di re Desiderio nell'VIII secolo, che viene insediato lungo l'ultimo tratto a est. Durante il medioevo, con i successivi ampliamenti della città murata verso est, il tracciato della via viene replicato sui nuovi territori urbanizzati, seguendo la preesistente strada che, uscita dalle mura romane, proseguiva verso Milano: questo nuovo tratto assume il nome di via dei Mercanti, grazie alle numerosissime botteghe che vi si affacciavano o trovavano collocazione nei suoi pressi. Pur perdendo il ruolo chiaramente principale di epoca romana, la via, assieme alla sua nuova prosecuzione a est, rimane l'unica in grado di attraversare completamente la città con un percorso diretto. Il tracciato perde progressivamente la sua primitiva conformazione rettilinea e assume un aspetto un poco più sinuoso, soprattutto lungo via dei Mercanti[1].

La toponomastica del tracciato, originariamente frammentata in una serie di denominazioni, tra l'Ottocento e il Novecento viene revisionata: il tratto tra porta San Giovanni e la torre della Pallata viene intitolato corso Giuseppe Garibaldi, quello tra la Pallata a Porta Bruciata diventa corso Goffredo Mameli, mentre quello da Porta Bruciata fino all'estremità est della via viene denominato via dei Musei, in onore delle numerose istituzioni culturali e dei monumenti nei suoi pressi[1].

Il tracciato[modifica | modifica wikitesto]

Analizzando il tracciato della via, limitatamente al suo ufficiale percorso odierno tra Porta Bruciata e l'estremità est, si incontra la quasi totalità dei maggiori monumenti della storia cittadina: da piazza della Loggia si costeggia prima piazza del Duomo passando ai piedi del lato nord del Broletto, passando sotto al voltone della Loggia Malatestiana.

Si attraversa quindi via Mazzini e si entra nel cuore della via, passando davanti alla chiesa di Santa Maria della Carità e ad alcuni importanti palazzi dell'antica nobiltà bresciana, fino a raggiungere piazza del Foro con le rovine del e il complesso di palazzo Martinengo Cesaresco Novarino.

Proseguendo ancora si incrocia via Giovanni Piamarta che sale verso il monastero del Santissimo Corpo di Cristo e il castello di Brescia e si raggiunge infine l'estremità est, il cui fianco nord è occupato dal monastero di Santa Giulia. L'estremità, cieca, si apre a sud verso piazza Tebaldo Brusato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Braga, Simonetto, p. 53

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marina Braga, Roberta Simonetto (a cura di), Il quartiere Carmine in Brescia Città Museo, Sant'Eustacchio, Brescia 2004

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