Valmalenco

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Valmalenco
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaSondrio Sondrio
Località principaliChiesa in Valmalenco, Lanzada, Caspoggio, Torre di Santa Maria, Spriana
FiumeMallero
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valmalenco
Valmalenco
Sito web

Coordinate: 46°14′38.4″N 9°51′10.8″E / 46.244°N 9.853°E46.244; 9.853

La Valmalenco è una valle laterale della Valtellina in provincia di Sondrio (Lombardia). La valle inizia dal ponte del Valdone (sopra la città di Sondrio) e si dirige a nord verso il Pizzo Bernina ed è lunga nel fondovalle una quindicina di chilometri.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Valmalenco si incunea nelle Alpi Retiche occidentali; più precisamente divide in due le Alpi del Bernina lasciando ad ovest i Monti della Val Bregaglia e ad est il Gruppo dello Scalino ed il Massiccio del Bernina.

La valle è percorsa dal torrente Mallero che a Sondrio si getta nel fiume Adda. I torrenti che si gettano nel letto del Mallero sono: Ventina, Sissone, Vazzeda, Valbona, Pirola, Lagazzuolo, Nevasco, Forasco, Braciasco, Paluetto, Rovinaio, Sassersa e Giumellini, infine da Valbrutta il Lanterna, alimentato dai torrenti Scerscen, Cormor, Largone, Acquanegra e Pallino. A Torre Santa Maria confluiscono nel Mallero il Torreggio, lo Sfrisigaro, il Valdone e l'Antognasco.

I monti principali che contornano la valle, comprese le valli laterali, sono:

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Comprende cinque comuni: Torre di Santa Maria, Spriana, Chiesa in Valmalenco, Lanzada e Caspoggio.

Rifugi alpini[modifica | modifica wikitesto]

Per favorire l'escursionismo e la salita alle vette la valle è dotata di diversi rifugi:

Persone legate alla Valmalenco[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato locale è incentrato sulla lavorazione della pietra ollare e del Serpentino, pietre dalle quali si producono ancora le tradizionali Piode e Lavecc, e usate anticamente per utensili domestici e successivamente ad usi decorativi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.

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