Monte Disgrazia

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Monte Disgrazia
Monte Disgrazia dal Ponteranica - panoramio.jpg
Il monte Disgrazia
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaSondrio Sondrio
Altezza3 678 m s.l.m.
Prominenza1 116 m
CatenaAlpi
Coordinate46°16′09.69″N 9°44′58.12″E / 46.269359°N 9.749479°E46.269359; 9.749479Coordinate: 46°16′09.69″N 9°44′58.12″E / 46.269359°N 9.749479°E46.269359; 9.749479
Altri nomi e significatiDes’giascia
Data prima ascensione24 agosto 1862
Autore/i prima ascensioneLeslie Stephen, E. S. Kennedy, M. Anderegg, T. Cox
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Disgrazia
Monte Disgrazia
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Disgrazia
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Centro-orientali
SezioneAlpi Retiche occidentali
SottosezioneAlpi del Bernina
SupergruppoMonti della Val Bregaglia
GruppoGruppo del Disgrazia
SottogruppoSottogruppo del Disgrazia
CodiceII/A-15.III-B.4.a

Il monte Disgrazia (italianizzazione del toponimo lombardo Des’giascia, ossia "Disghiaccia"[1]) è una montagna delle Alpi Retiche occidentali alta 3678 m s.l.m., situata nella provincia di Sondrio.

Una delle vette principali della Valtellina centrale, costituisce lo spartiacque tra la Valmalenco e la val Masino, è adiacente ad altri importanti massicci delle Alpi centrali quali il massiccio del Bernina ed il Masino-Bregaglia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Disgrazia appare decisamente imponente grazie alla relativa solitudine della propria vetta, ed alla copertura glaciale piuttosto sviluppata sino a pochi anni or sono.

Le principali lingue glaciali che scendono tuttora dai suoi versanti sono la vedretta del Disgrazia, a nord-ovest, la vedretta del Ventina, a nord-est, il ghiacciaio di Cassandra, a sud-est, il ghiacciaio di Preda Rossa a sud-ovest.

Geologicamente è costituito in gran parte da serpentini e serpentinoscisti, alterati in superficie. La cresta principale disposta in direzione nord-ovest-sud-est, culmina in tre vette principali, ed è racchiusa tra il Passo di Mello e quello di Cassandra.

Storia alpinistica[modifica | modifica wikitesto]

La prima ascensione della vetta principale fu compiuta il 24 agosto 1862 da una cordata inglese, formata da Leslie Stephen, E. S. Kennedy, M. Anderegg e T. Cox[2]. Gli inglesi affrontarono l'ascensione dalla valle di Preda Rossa, per la cresta di Pioda, itinerario che costituisce ancor oggi la normale alla vetta.

Numerose altre vie di salita vennero poi aperte nei decenni successivi:

  • 1874 per la vedretta del Ventina,
  • 1878 per la cresta sud-ovest: via Antonio Baroni,
  • 1882 per la nord-nord-est,
  • 1897 per il canalone sud-ovest,
  • 1900 per la nord-est,
  • 1901 per la cresta sud-ovest,
  • 1910 per la Cresta degli Inglesi,
  • 1934 per la nord.

Uno degli itinerari più noti resta però quello detto della Corda Molla, lungo la cresta nord-nord-est, aperto da B. De Ferrari e I. Dell'Andrino nel 1914.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 11 nomi di luogo tradotti male in italiano, su patrimonilinguistici.it.
  2. ^ Bonacossa e Rossi, p. 288.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Bonacossa e Giovanni Rossi, Masino Bregaglia Disgrazia, vol. II, Guida dei Monti d'Italia, Milano, Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano, 1975.

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