Valle d'Agrò

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Valle d'Agrò
Valle d'Agrò.jpg
Panorama della Valle d'Agrò
Stati Italia Italia
Regioni Sicilia Sicilia
Province Messina Messina
Località principali Santa Teresa di Riva, Sant'Alessio Siculo, Furci Siculo, Savoca, Casalvecchio Siculo, Forza d'Agrò, Limina, Antillo, Roccafiorita
Fiume torrente Agrò
Sito web

La valle d'Agrò giace sul versante orientale dei monti Peloritani, in Provincia di Messina e, deve il suo nome all'omonimo torrente che ne solca il fondo per tutta la sua lunghezza.

Notizie storiche[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla remota antichità, la valle è stata sede di una intensa attività agricola, della quale rimangono tracce evidenti nei terrazzamenti, ormai in parte inutilizzati, che ricoprono parte delle fiancate collinari. La valle dell'Agro venne colonizzata sin dai tempi dei Fenici, che in Sicilia insediarono numerose basi commerciali e vere e proprie città. Anche se è appurata la presenza di insediamenti umani neolitici nel territorio della valle; il primo insediamento è sicuramente fenicio: si tratta di Phoinix, stazione commerciale che viene identificata con l'attuale Santa Teresa di Riva. A partire dal V secolo a. C., i Greci, che in quell'epoca dominavano le coste dell'intera Sicilia orientale, colonizzarono l'intero territorio della valle d'Agrò. Sussistono notizie in base alle quali, nel 260 a.C., nei pressi di Limina, in occasione della Prima Guerra Punica, si combatté una cruenta battaglia tra Cartaginesi, che dopo aver attraversato i Monti Peloritani tentavano di attaccare la riviera ionica siciliana, e Romani che riuscirono a respingere i nemici. Poi, con la conquista romana la storia della valle segue quella di tutta la Sicilia. Nel corso della lunga dominazione romana, la valle venne interessata dalle guerre civili seguite all'uccisione di Giulio Cesare: narra Appiano di Alessandria che nell'estate del 36 a.C., durante la guerra civile tra Sesto Pompeo ed Ottaviano, circa 4.000 fanti pompeiani, non volendo accamparsi troppo vicino al nemico, stanziato presso Tauromoenium, "si ritirarono nella città di Phoinix, poco a nord dell'Aghennon Akron", l'odierno capo di Sant'Alessio Siculo. La distanza non doveva essere eccessiva, poiché detta fanteria doveva poter raggiungere il campo di battaglia in breve tempo e senza particolari difficoltà. A testimonianza della presenza della Civiltà romana, sono ancora oggi visibili presso il villaggio di Scifì (frazione di Forza d'Agrò) i resti di una fattoria tardo imperiale che funse anche da stazione di posta in quanto collocata sull'antica strada che collegava il litorale ionico con quello tirrenico, attraversando la catena dei Monti Peloritani.

Durante il Medioevo, la valle venne frequentata dai bizantini e dagli arabi, furono questi ultimi ad inserire nuove colture (come gli agrumi e l'albicocco). Al periodo dell'occupazione normanna della Sicilia risale la costruzione dell'abazia basiliana arabo-normanna di San Pietro e Paolo. I Basiliani esercitarono la loro signoria religiosa, economica e sociale dal 1117 al 1794.

A partire dal XII secolo i villaggi di questa valle furono sottoposti al potere politico, amministrativo, giudiziario e militare della cittadina di Savoca, capoluogo di una baronia sotto il mero e misto imperio dell'Archimandrita di Messina.

Con l'abolizione del feudalesimo in Sicilia, nel 1812, i villaggi della valle iniziarono ad emanciparsi dalla baronia di Savoca proclamandosi comuni autonomi facenti parte del Circondario di Savoca, istituito nel 1817 e inserito nel Distretto di Castroreale. Detti enti amministrativi vennero soppressi all'indomani dell'Unità d'Italia, nel 1861.

Nonostante l'antichità dei suoi centri, la denominazione di "Valle d'Agrò" è molto recente, in quanto risale alla metà del XX secolo.

Permane tutt'oggi una blanda attività agricola e pastorizia.

I comuni della valle partecipano al Consorzio Val d'Agrò ed all'Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani. I comuni della Valle d'Agrò sono: