Un cappello di paglia di Firenze (film)

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Un cappello di paglia di Firenze
Titolo originaleUn chapeau de paille d'Italie
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia, Germania
Anno1928
Durata115 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1.33 : 1
film muto
Generecommedia
RegiaRené Clair
Georges Lacombe e Lily Jumel (assistenti alla regia)
Soggettodalla commedia Un chapeau de paille d'Italie di Eugène Labiche e Marc Michel
SceneggiaturaRené Clair
ProduttoreAlexandre Kamenka
Casa di produzioneFilms Albatros
FotografiaMaurice Desfassiaux e Nikolas Roudakoff
MontaggioRené Clair
ScenografiaLazare Meerson
CostumiSouplet
Interpreti e personaggi

Un cappello di paglia di Firenze (Un chapeau de paille d'Italie) è un film muto del 1928 diretto da René Clair.

È l'adattamento cinematografico della commedia in cinque atti Un chapeau de paille d'Italie di Eugène Labiche e Marc Michel. Lo spettacolo teatrale debuttò il 14 agosto 1851 a Parigi, al Théâtre du Palais-Royal[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Agosto 1895. Jules Fadinard, un giovane possidente, sta per sposare Hélène Nonancourt, la figlia di un importante e ricco vivaista. La mattina del giorno delle nozze il cavallo del promesso sposo gli gioca un brutto tiro: sulla strada che stanno percorrendo per recarsi alla cerimonia, nei pressi del bosco di Vincennes, mangia il cappello di paglia di Firenze di una giovane, Anaïs, che si trova dietro un cespuglio in compagnia dell'amante ussaro di cavalleria, il tenente Tavernier.

Disgraziatamente la bella Anaïs è sposata a un uomo sospettoso e geloso, Monsieur de Beauperthuis, e non può rientrare a casa senza il copricapo.

Da questo momento il promesso sposo è tormentato dall'ussaro che pretende trovi per la sua dama al più presto un cappello di paglia di Firenze identifico a quello rovinato dal cavallo e minaccia di demolirgli la nuova casa. Comincia, sotto lo sguardo allibito del maggiordomo Félix, una corsa folle attraverso tutta Parigi. Non sono certo capaci di aiutare il povero Jules lo zio Vésinet , sordo, o il cugino ossessionato dalla perdita di un guanto bianco o la terribile cugina che tiranneggia continuamente il marito per la cravatta sempre di storto, o il padre della futura sposa che soffre di mal di piedi e non si separa mai dalla sua pianta di mirto.

Insperato e imprevisto giunge il lieto fine: il dono di nozze portato alla sposa dallo stordito zio sordo è proprio un magnifico cappello di paglia di Firenze

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Films Albatros. Il produttore Alexandre Kamenka [2] ottenne i diritti cinematografici della commedia da Marcel L'Herbier, che li aveva acquistati prima di lui, e affidò la regia a Clair, dopo il successo di La proie du vent.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura venne completata, come lo stesso Clair sosterrà in seguito, in otto giorni [3].

Scrisse: "Ho voluto conservarmi fedele allo spirito dell'opera (l'unica cosa che importi) e non alla sua forma concepita per la scena. Ho scritto la sceneggiatura esattamente come penso che l'avrebbero scritta Eugène Labiche e Marc Michel se avessero conosciuto il cinema." [4]

Il testo di Labiche è trattato come un canovaccio in cui Clair inserisce numerose variazioni e gag indipendenti. L'azione è spostata a fine secolo, in un passato non troppo lontano che evoca anche la nascita del cinema. (Iris Barry, Scheda scritta nel 1940 in occasione della presentazione del film al Museo d'Arte Moderna di New York.)

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Pierre Billard [5], l'intero film richiese solo cinque mesi. Fu girato nello studio di Montreuil della Albatros.

Scenografia[modifica | modifica wikitesto]

Capo scenografo della Albatros era allora Lazare Meerson [6], un giovane russo di grande talento, con cui Clair era alla sua seconda collaborazione.

Fotografia[modifica | modifica wikitesto]

La fotografia, nitida e raffinata, è di Maurice Desfassiaux [7], il cameraman di Clair in Paris qui dort, e di Nicolas Roudakoff.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il cast è formato da un gruppo eterogeneo di attori europei e di immigrati russi [2]:

Prima[modifica | modifica wikitesto]

La prima si ebbe al Théâtre des Champs-Élysées.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Uscito nelle sale cinematografiche francesi il 13 gennaio 1928, il 16 gennaio venne distribuito in Portogallo con il titolo O Chapéu de Palha de Itália. In Finlandia, il film uscì il 28 aprile 1929. Nel 1931, la Moviegraphs lo distribuì sul mercato americano in una versione sincronizzata e con sottotitoli in inglese: venne presentato in prima a New York il 31 agosto 1931. In inglese, il film prese il titolo The Horse Ate the Hat o, in alternativa, The Italian Straw Hat[8].

Copia della pellicola viene conservata negli archivi della Cinémathèque Française (positivo 35 mm) e in collezioni private (positivo 16 mm)[9]. Il film è stato distribuito in DVD nel 2005 dalla Grapevine e, nel 2010, dalla Flicker Alley[10].

Restauro[modifica | modifica wikitesto]

La Cinémathèque Française ha restaurato nel 1989 la pellicola e l'ha accompagnata con la musica composta da Raymond Alessandrini.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

« ...una specie di balletto stravagante e delizioso. »

(Carl Vincent, Storia del cinema, p. 84)

« René Clair si sforzò di abolire quasi del tutto le didascalie e trovò l’equivalente delle parole in una serie di gag e di mimiche prese da Labiche e dagli autori di vaudeville francesi: il cornetto acustico delo zio sordo, gli stivaletti troppo stretti del padre, la bagnarola in cui il cornuto rituffa macchinalmente i piedi appena asciugati…Una volta impostata, la situazione comica diventava abbastanza chiara perché si potesse fare a meno delle battute. »

(Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni, p. 313)

« Per certi aspetti, Un chapeau de paille d’Italie rappresenta un rovesciamento della seconda metà di Entr'acte, dove il funerale diventa un matrimonio e il carro funebre viene rimpiazzato da un copricapo femminile. »

(Lenny Borger, Scheda del film, Cineteca del Friuli 2007)

La comicità[modifica | modifica wikitesto]

Clair sa trarre effetti di comicità dal grottesco della moda del tempo: maniche a prosciutto, vitini da vespa, cappelli ingombranti, giacche lunghe e strette, il corpetto della sposa, i guanti del cugino; dal grottesco degli usi e costumi dell'epoca: il discorso del sindaco,la partenza per il viaggio di nozze, il trasporto dei regali, il pranzo di famiglia, la quadriglia dei lancieri.[11]

Tempo del film[modifica | modifica wikitesto]

Il tempo del film è rigorosamente chiuso dentro il giorno delle nozze di Fadinard.

Spazio del film[modifica | modifica wikitesto]

Cinque luoghi: la casa della sposa, la casa dello sposo, la strada davanti alla casa dello sposo, luogo della cerimonia, la casa di Beauperthuis.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi sono rappresentati secondo le modalità del vaudeville: come automi o merionette fissati attraverso tic, gesti, atteggiamenti fissi. Hélène, la sposa, è preoccupata della spilla conficcata nel corsetto, Bobin del guanto smarrito, Beauperthuis delle scarpe che non riesce ad infilare, Tavernier è risolto nel suo ampio e vano gesticolare, Fadinard sempre distratto, preoccupato solo del cappello che deve procurarsi.[12]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha una struttura ben calibrata. "Ordine/disordine": il film si sviluppa in una oscillazione continua fra questi due stadi. Coincidenze, interferenze, ripetizioni creano il disegno del film che si va ricomponendo come un cerchio, in cui tutto ritorna al posto in cui era all'inizio.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ lesarchivesduspectacle
  2. ^ a b Lenny Borger
  3. ^ Léon Barsacq, Le decor de film : 1895-1969
  4. ^ G. Charensol, R. Regent, René Clair: un maestro del cinema
  5. ^ Pierre Billard, Le mystère René Clair
  6. ^ Cinema encyclopedie
  7. ^ Un monsieur de cinéma - Voyage vers eux
  8. ^ IMDb release info
  9. ^ Silent Era
  10. ^ Silent Era DVD
  11. ^ Carl Vincent, Storia del cinema, pp. 83-84.
  12. ^ a b Giovanna Grignaffini, René Clair, pp. 54-58.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Seton Margrave, Come si scrive un film , presentazione di Giuseppe Vittorio Sampieri, prefazione di Alessandro Korda, commento di René Clair, trad. di Paola Ojetti, Milano, Bompiani, 1945.
  • G. Charensol, R. Regent, René Clair: un maestro del cinema, introduzione di Fernaldo Di Giammatteo, Milano e Roma, Bocca, 1955
  • Angelo Solmi, Tre maestri del cinema: Carl Dreyer, René Clair, Charlie Chaplin, Milano, Vita e Pensiero, 1956
  • Jean Mitry, Rene Clair, Parigi, Ed. Universitaires, 1960
  • Barthélémy Amengual, René Clair, Seghers, coll. "Cinéma d'aujourd'hui", Paris, 1963.
  • Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni, traduzione di Mariella Mammalella, Feltrinelli, Milano 1964
  • Giovanna Grignaffini, René Clair, Il Castoro Cinema n. 69, Editrice Il Castoro, 1980
  • Carl Vincent, Histoire de l'art cinématographique, Garzanti 1949, aggiornamento dello stesso autore dell'edizione francese del 1939, tradotta da Marisa Vallini, Storia del cinema, Garzanti 1988. ISBN 88-11-47300-4
  • Léon Barsacq , Le decor de film : 1895-1969, préface de René Clair, Paris, Veyrier, 1985 ISBN 2-85199-342-9
  • (FR) François Albera, Albatros des Russes à Paris (1919-1929), ed. Mazzotta e Cinematèque française, 1995 ISBN 88-202-1145-9
  • Pierre Billard, Le mystère René Clair, Editions Plon, 1998 ISBN 2-259-18928-8
  • Arturo Invernici, Angelo Signorelli (a cura di), René Clair, Bergamo, Stamperia Stefanoni, 2008

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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