Ho sposato una strega
Ho sposato una strega (I Married a Witch) è un film del 1942 diretto da René Clair. Il film è tratto dal romanzo The Passionate Witch di Thorne Smith.[1]
Roy Webb, autore della colonna sonora della pellicola, ha ricevuto una candidatura agli Oscar del 1943 in qualità di miglior colonna sonora di un film drammatico o commedia.[1]
Trama
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Nel 1672 a Salem, Irene e Daniele (una strega e suo padre stregone) stanno per essere bruciati vivi: prima di essere arsi, i due scagliano una maledizione sulla famiglia del giudice Wolley, che li ha condannati al rogo. Ma sopra le loro ceneri viene piantata una quercia, in modo che i loro spiriti rimangano intrappolati per sempre.
Dopo 270 anni, nel 1942, un fulmine colpisce l'enorme albero, spezzando un ramo e lasciando dunque liberi i due fantasmi, che decidono di vendicarsi del giudice Wolley puntando su un suo discendente, Wallace Wolley, candidato alla carica di governatore e in procinto di sposarsi con un'odiosa ragazza di nome Stella. Irene e il padre attuano un piano: si avvicinano all'insegna illuminata di un albergo, facendole prendere fuoco; il tetto comincia a bruciare e le fiamme presto si espandono: Wallace Wolley, che si trova lì, sente una voce di donna proveniente dall'albergo pervaso dal fumo e corre a salvarla: la donna è la reincarnazione di Irene.
Wallace porta Irene nella propria casa, ma presto si pente di averlo fatto, perché la donna si rivela essere un vero tormento; Wallace cercherà in ogni modo di allontanarla, ma non vi riesce, essendo lei un fantasma. Irene, in combutta col padre, manda persino a monte il matrimonio di Wallace. Eppure, nonostante tutto, Wallace e Irene s'innamoreranno, si sposeranno e in seguito avranno figli. Il fantasma di Daniele, data la sua invadenza che rischia di incrinare il rapporto fra Irene e Wolley, viene rinchiuso dalla figlia in una bottiglia, che viene collocata in una vetrinetta sulla mensola del camino del salone della loro dimora.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Inizialmente indicato come produttore del film, Preston Sturges ne abbandonò la lavorazione per divergenze artistiche con il regista René Clair che si occupò personalmente della produzione.[2]
Chiamato a interpretare il principale ruolo maschile, Joel McCrea rifiutò perché non voleva tornare a lavorare con Veronica Lake che lo aveva affiancato l'anno precedente nel film I dimenticati, diretto appunto da Preston Sturges. La parte andò così a Fredric March. Per il ruolo della dispettosa Estelle era stata interpellata Patricia Morison, ma la scelta definitiva cadde poi su Susan Hayward, e per il ruolo di Dudley, infine ricoperto da Robert Benchley, era stato preso in considerazione Walter Abel.
Il film è stato girato tra il 15 aprile e il 27 maggio 1942 negli Stati Uniti, negli studi Paramount all'indirizzo di 5555 Melrose Avenue, Hollywood, Los Angeles, California.[3]
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film è stato proiettato nei cinema statunitensi a partire dal 30 ottobre 1942 e in quelli italiani dal 16 maggio 1946.[3] In Italia la pellicola è stata inoltre distribuita in home video da United Artists/Fonit Cetra Video, Nuova ERI, Gruppo Editoriale Bramante.[2]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio di critica (Tomatoemeter) del 95% e di pubblico (Popcornmeter) del 71%.[4]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1943 - Premio Oscar
- Candidatura alla miglior colonna sonora di un film drammatico o commedia a Roy Webb
- 2018 - Premio Hugo
Citazioni e omaggi
[modifica | modifica wikitesto]- Al film è ispirata la serie televisiva statunitense commedia romantica degli anni sessanta Vita da strega, con protagonista Elizabeth Montgomery nei panni di Samantha, da cui a sua volta è stato tratto il film omonimo interpretato da Nicole Kidman del 2005.[2]
- Il film Mia moglie è una strega, del 1980, diretto da Castellano e Pipolo, e interpretato da Eleonora Giorgi e Renato Pozzetto, è un remake non dichiarato di questo film.
- La storia a fumetti Topolino in "Ho sposato una strega", pubblicata sul settimanale Topolino dell'11 febbraio 1990, è una parodia del film. La storia non è stata mai ristampata perché i suoi contenuti sono stati ritenuti troppo controversi per una produzione Disney.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Annotazioni
Fonti
- ^ a b Ho sposato una strega, su Comingsoon.it, Anicaflash S.r.l..
- ^ a b c Ho sposato una strega, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo. URL consultato il 20 novembre 2025.
- ^ a b Ho sposato una strega, su Movieplayer.it, NetAddiction S.r.l. URL consultato il 20 novembre 2025.
- ^ (EN) Ho sposato una strega, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 20 novembre 2025.
- ^ Emanuele Rossi Ragno, La storia d'amore più "scandalosa" mai apparsa su "Topolino", su Fumettologica, Fumettolab S.r.l., 14 febbraio 2022. URL consultato il 10 giugno 2023.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ho sposato una strega
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Ho sposato una strega, su CineDataBase, Rivista del cinematografo.
- Ho sposato una strega, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Ho sposato una strega, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- Ho sposato una strega, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Ho sposato una strega, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- (EN) Ho sposato una strega, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) I Married a Witch, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) I Married a Witch, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) I Married a Witch, su FilmAffinity.
- (EN) Ho sposato una strega, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) I Married a Witch, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) I Married a Witch, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
I Married a Witch, su Moving Image Archive, Internet Archive.
