Turhan Hatice Sultan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Turhan Hatice Sultan
Turhan Sultan.jpg
Valide Sultan
In carica 2 settembre 1651-4 agosto 1683
Predecessore Kösem Sultan
Successore Saliha Dilaşub Sultan
Nascita 1627
Morte Istanbul, 4 agosto 1683
Sepoltura Istanbul
Luogo di sepoltura Yeni Cami
Consorte Ibrahim I
Religione cristiano ortodosso poi islam

Turhan Hatice Sultan (nome completo: Devletlu İsmetlu Turhan Hatice Valide Sultan Aliyyetü'ş-şân Hazretleri) (1627Istanbul, 4 agosto 1683) è stata la consorte del sultano ottomano Ibrahim I.

Turhan è considerata una delle due donne reggenti ufficiali dell'impero ottomano; l'altra fu la suocera, Kösem Sultan. Questa singolare posizione di potere supremo ne fece ha una delle figure di primo piano durante l'era conosciuta come il sultanato delle donne.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Turhan Hatice, il cui nome originale era Nadiya, era di origine slavo-rutena[1][2][3][4][5][6][7][8][9]. Fu catturata durante un'incursione dei tartari e venduta come schiava. Quando aveva circa 12 anni, Turhan venne inviata al Palazzo Topkapı come dono, dal Khan di Crimea, per la madre del sultano Ibrahim I, Kösem Sultan[10][11].

Consorte di Ibrahim I[modifica | modifica wikitesto]

È molto probabile che Kösem la diede a Ibrahim come concubina. Turhan era nota per la sua bellezza e intelligenza. Aveva i capelli biondi e un corpo snello. Il 2 gennaio 1642 Turhan diede alla luce un figlio, il futuro sultano Mehmed IV[12].

Turhan Hatice era una delle otto haseki del sultano e una delle sue principali consorti. Tuttavia, non era la moglie legale.

L'8 agosto 1648, Ibrahim fu detronizzato e alcuni giorni dopo strangolato[13]. A capo dell'impero ottomano gli successe il figlio, Mehmed IV. Con l'ascesa di Mehmed, la posizione del Valide Sultan ( "madre del sultano regnante") avrebbe dovuto andare a Turhan. Tuttavia, Turhan venne messa da parte a causa della sua giovinezza e inesperienza. Fu invece la nonna del sultano e precedente Valide Sultan, Kösem, a essere confermata in questa posizione.

Tuttavia Turhan si rivelò troppo ambiziosa per rinunciare a una posizione così elevata senza combattere. Nella sua lotta per diventare Valide Sultan, Turhan fu sostenuta dal capo eunuco nero nella sua casa e dal gran visir, mentre Kösem aveva dalla sua parte il Corpo giannizzero, con il cui sostegno mirava a detronizzare Mehmed e sostituirlo con un altro giovane nipote. Anche se Kösem, come Valide, era considerata più abile a governare, la popolazione era malcontenta per l'influenza dei giannizzeri.[14]. Così, tre anni dopo essere diventata reggente, Kösem fu uccisa.

Reggente[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte della sua rivale, Turhan divenne la Valide Sultan. Come reggente, Turhan esercitò un grande potere. Accompagnava il figlio agli incontri importanti e in diverse occasioni lo consigliava da dietro le quinte. Era profondamente amata e rispettata da suo figlio, che la considerava come co-reggente dell'impero e le diede un grande potere. Fu l'unica Valide Sultan nella storia a condividere equamente il governo dell'impero con il figlio, superando anche Kösem all'apice del suo potere.

La reggenza di Turhan fu segnata da almeno due eventi: la guerra con i veneziani per l'isola di Creta e la crisi finanziaria causata dalle elevate spese dovute alla guerra stessa.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Leslie Peirce vede il 1656 come un punto di svolta nella vita di Turhan. Dopo aver lasciato tutti i suoi "poteri" al gran visir, Turhan si dedicò alla realizzazione di opere architettoniche.

Il suo primo progetto iniziò nel 1658. Forse in risposta alla minaccia veneziana, Turhan fece costruire due fortezze all'ingresso dei Dardanelli. Le fortezze, una sul lato europeo e l'altra sul lato asiatico, sono ancora visibili oggi.

Proseguì inoltre la costruzione della Yeni Cami. Dopo il suo completamento nel 1665, il complesso comprendeva non solo la moschea, ma anche una scuola, fontane pubbliche, un mercato e un mausoleo[15]. Secondo Peirce la Yeni Cami fu la prima moschea imperiale costruita da una donna[16].

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 4 agosto 1683 e fu sepolta nella Yeni Cami.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Natalia Yakovenko."Essays on History on Ukraine. From the Earliest Times until the End of the 18th Century" Archiviato il 10 gennaio 2005 in Internet Archive.. 1997.
  2. ^ Ruth Barzilai-Lumbroso, Turkish Men, Ottoman Women: Popular Turkish Historians and the Writing of Ottoman Women's History, ProQuest, 2008, ISBN 978-0-549-48355-7.
    «This article also recounted Turhan Sultan's transformation from a 14-year-old Russian captive, presented to Kosem Sultan who had been the Valide Sultan at the time, to a powerful valide herself.».
  3. ^ Marc David Baer, Honored by the Glory of Islam: Conversion and Conquest in Ottoman Europe, Oxford University Press, 1º settembre 2011, ISBN 978-0-19-979783-7.
  4. ^ Peirce, p.252
  5. ^ Miriam Cooke, Erdağ M. Göknar e Grant Richard Parker, Mediterranean passages: readings from Dido to Derrida, University of North Carolina Press, 2008, ISBN 978-0-8078-3183-0.
  6. ^ Halide Edib Adıvar, Mushirul Hasan, Academy of Third World Studies, East faces West: impressions of a Turkish writer in India, Academy of Third World Studies, Jamia Millia Islamia, 2009, ISBN 978-81-89833-51-0.
  7. ^ Narodna biblioteka "Sv. sv. Kiril i Metodiĭ. Orientalski otdel, International Centre for Minority Studies and Intercultural Relations, Research Centre for Islamic History, Art, and Culture, Inventory of Ottoman Turkish documents about Waqf preserved in the Oriental Department at the St. St. Cyril and Methodius National Library: Registers Volume 1 of Inventory of Ottoman Turkish Documents about Waqf Preserved in the Oriental Department at the St. St. Cyril and Methodius National Library, Rumen Kovachev, Narodna biblioteka "Sv. sv. Kiril i Metodiĭ, 2003.
  8. ^ F. L. Carsten, The New Cambridge Modern History: The ascendancy of France, 1648-88, Volume 5publisher=CUP Archive, 1961, ISBN 978-0-521-04544-5.
  9. ^ A History of the Ottoman Empire to 1730, CUP Archive.
  10. ^ Thys-Senocak, p. 17
  11. ^ Honored by the Glory of Islam: Conversion and Conquest in Ottoman Europe, p. 35
  12. ^ Thys-Senocak, p.25
  13. ^ Thys-Senocak, p.26
  14. ^ Peirce, p.250
  15. ^ Peirce, p.206
  16. ^ Peirce,p. 206

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leslie P. Peirce, The Imperial Harem: Women and Sovereignty in the Ottoman Empire (Oxford: Oxford University Press 1993).
  • Lucienne Thys-Senocak, Ottoman Women Builders (Aldershot: Ashgate 2006).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN45470699 · ISNI (EN0000 0000 2309 7942 · LCCN (ENn84156565 · GND (DE132713772 · CERL cnp01096324
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie