Tripanosomiasi africana umana

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Il ciclo di vita del Tripanosomiasi brucei

La malattia del sonno o tripanosomiasi africana umana (abbreviata in TAU) è una malattia tropicale diffusa solo nelle regioni equatoriali dell'Africa, nella fascia compresa tra il 15º parallelo nord e il 20º parallelo sud. Rappresenta uno dei maggiori problemi sanitari dell'Africa dopo AIDS, diarrea e malaria. Il nome "malattia del sonno" è dovuto al fatto che l'ultimo stadio della malattia è caratterizzata da apatia, sonnolenza e cachessia. Nell'ultima fase di questo stadio il malato non è più in né grado di alzarsi né di mangiare.

L'agente patogeno della TAU è un protozoo flagellato parassita, il Tripanosoma brucei.

Esistono due varianti di TAU:

  • la TAU occidentale, provocata dalla sottospecie Tripanosoma brucei gambiense, è diffusa nell'Africa Occidentale e Centrale, tra il Senegal a nord, l'Angola a sud e il Lago Vittoria a est. Viene anche detta malattia del sonno cronica, dato che lo sviluppo della malattia può durare anche alcuni anni, ed è trasmessa da una mosca del genere Glossina, specie palpalis.
  • la TAU orientale è provocata dalla sottospecie Tripanosoma brucei rhodesiense ed è diffusa in nell'Africa sud-orientale. Viene anche detta malattia del sonno subacuta, perché l'intero decorso della malattia dura alcune settimane o mesi, ma a volte anche solo 6-7 giorni. ed è trasmessa dalla mosca Glossina morsitans.

Comunemente queste glossine vengono indicate con il nome di mosca tse-tse.

Quando la mosca punge un soggetto già infetto diventa a sua volta infetta, e può trasmettere la malattia ad altri soggetti.

Ogni anno vengono segnalati circa 40.000 nuovi casi ma il numero reale di casi dovrebbe aggirarsi in realtà intorno ai 300.000 annui. Si stima che il numero dei decessi annui si aggiri intorno ai 66.000 casi (dati OMS del 2003).

Lo scarso interesse per questa malattia da parte della comunità internazionale fa sì che i casi vengono ancora oggi trattati con farmaci sviluppati a metà del secolo scorso, come Pentamide, Suramina e Melarsoprol. Questi medicinali presentano importanti effetti collaterali e scarsa efficacia terapeutica.

Sono stati sviluppati più recentemente nuovi farmaci, ancora troppo cari e comunque non abbastanza efficaci, per esempio l'Eflornitina.

Inoltre manca una strategia efficace per il controllo della mosca responsabile della trasmissione. In passato la malattia fu efficacemente controllata, tanto che tra il 1960 ed il 1965 fu considerata "quasi scomparsa". Attualmente è ancora in corso un'epidemia che si considera iniziata al principio degli anni settanta (dato OMS 2003).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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