Tōyō Mitsunobu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Toyo Mitunobu)
Tōyō Mitsunobu
9 ottobre 1897 – 8 giugno 1944
Nato aTakahashi, Giappone
Morto aPianosinatico (Abetone Cutigliano)
Dati militari
Paese servitoGiappone Giappone
Forza armataNaval Ensign of Japan.svg Marina imperiale giapponese
Anni di servizio1920-1944
GradoContrammiraglio
GuerreSeconda guerra sino-giapponese
Seconda guerra mondiale
Altre caricheComandante della Missione navale in Italia
voci di militari presenti su Wikipedia

Tōyō Mitsunobu (光延 東洋 Mitsunobu Tōyō?; Takahashi, 9 ottobre 1897Pianosinatico, 8 giugno 1944) è stato un contrammiraglio della Marina imperiale giapponese, addetto navale e comandante della Missione navale del Giappone in Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Caricatura di Toyo Mitunobu di Sapajou, Shanghai, 1939

Frequentò la scuola secondaria a Osaka e poi l'Accademia della Marina imperiale giapponese che concluse nel 1919. In seguito entrò in servizio attivo nella flotta militare giapponese. Nel 1929 fu trasferito al comando della flotta imperiale.[1]

Nel 1934 faceva parte dello staff di Isoroku Yamamoto durante la preparazione della delegazione giapponese per la conferenza navale di Londra alla quale partecipò come attendente. Fu probabilmente scelto come partecipante perché a conoscenza della mentalità europea con la quale aveva avuto modo a confrontarsi già agli inizi degli anni Trenta quando fu attendente navale presso l'Ambasciata giapponese a Parigi.

In seguito partecipò alla Seconda guerra sino-giapponese come ufficiale imbarcato. Giunse a Roma a cavallo degli anni Trenta e Quaranta per guidare la Missione navale presso l'Ambasciata del Giappone.[2]

Alcuni fonti gli attribuiscono anche il ruolo di vicecomandante del dipartimento informazioni del ministero degli Esteri per il bacino del Mediterraneo.[3]

Fu convinto sostenitore della vittoria giapponese e la sua convinzione non crollò neanche di fronte l'aggravarsi della situazione bellica. Nella primavera del 1943 cominciò gradatamente a spostare la Missione navale da Roma a Merano presso la Villa Burgund sulla sponda sinistra del Passirio. Trasloco che fu completato l'8 settembre 1943. Portò con se a Merano anche la famiglia, la moglie e quattro figli, tra cui Oyo Mitsunobu scopritore della Reazione di Mitsunobu.[4]

Redasse un rapporto dettagliato sul crollo dell'Italia dopo l'8 settembre 1943 non risparmiando critiche sia sulla condotta militare che su quella politica. Si soffermò nelle sue osservazioni anche su alcuni difetti del carattere nazionale degli italiani che secondo lui furono la causa principale del crollo. Nonostante ciò Mussolini apprezzò la sua sincerità e schiettezza.[5][6]

Il giorno 8 giugno 1944 stava rientrando a Merano per una Conferenza navale dell'"Asse" insieme al suo assistente Yamanaka. A Pianosinatico (vicino al passo dell'Abetone), lungo la "Linea Gotica", la sua automobile fu fermata dalla formazione partigiana XI Zona Patrioti, comandata da Manrico Ducceschi ("Pippo"). Fu ucciso durante il suo tentativo di fuga: l'operazione portò al ritrovamento di molti importanti documenti riguardanti la zona di guerra dell'Oceano Pacifico, che permisero, più tardi, importanti azioni per la vittoria finale delle forze armate degli Stati Uniti.

La sua salma fu riportata a Merano e il 15 giugno fu eseguito un solenne saluto presso il cimitero militare della città.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Breve biografia di Tōyō Mitsunobu
  2. ^ Paolo Savegnago, Luca Valente: Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio, giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più enigmatici della guerra nell'Italia occupata dai tedeschi. pp. 65-66
  3. ^ Paolo Savegnago, Luca Valente: Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio, giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più enigmatici della guerra nell’Italia occupata dai tedeschi. p. 123
  4. ^ Paolo Savegnago, Luca Valente: Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio, giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più enigmatici della guerra nell’Italia occupata dai tedeschi. p. 119-121
  5. ^ Marino Viganò: Il Ministero degli affari esteri e le relazioni internazionali della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945) pp. 161-163
  6. ^ Opinione personale sulla ricostruzione dell'Italia del Cap. di Vascello Toyo Mitunubo
  7. ^ Paolo Savegnago, Luca Valente: Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio, giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più enigmatici della guerra nell’Italia occupata dai tedeschi. pp. 66

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Francovich, Relazioni sull'attività militare svolta dalle formazioni patriottiche operanti alle dipendenze del Comando XI Zona dell'Esercito di Liberazione Nazionale, in Il Movimento di Liberazione in Italia - Rassegna Bimestrale di Studi e Documenti, a cura dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, nn. 44-45, Milano 1956-57, pag. 45.
  • Giorgio Petracchi, Al tempo che Berta filava - Alleati e patrioti sulla Linea Gotica (1943-1945), Mursia Editore, Milano 1995, pagg. 108-113.
  • Paolo Savegnago, Luca Valente: Il mistero della Missione giapponese. Valli del Pasubio, giugno 1944: la soluzione di uno degli episodi più enigmatici della guerra nell’Italia occupata dai tedeschi. Cierre, Verona 2005 ISBN 978-88-8314-305-2.
  • Marino Viganò: Il Ministero degli affari esteri e le relazioni internazionali della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945), Jaca Book, Milano 1991 ISBN 978-88-16-95081-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN56577198 · LCCN (ENnr2007009424