Tolberto III da Camino

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Tolberto III da Camino (12631317) è stato un condottiero e nobile italiano appartenente alla famiglia dei da Camino.

Le diatribe familiari[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Guecellone VI e Beatrice Bonaparte, è alleato del cugino Gherardo III nel 1283, quando quest'ultimo diventa signore di Treviso.

All'epoca i due rami della famiglia, ovvero quello detto superiore, di stanza a Serravalle, e quello detto inferiore, di stanza nella zona di Oderzo, sono in contrasto, perciò Gherardo premia il cugino concedendogli i castelli di Oderzo, Camino e Motta di Livenza.

I contrasti tra i due rami della famiglia ricominciano due anni dopo: Gherardo, tramite il Comune di Treviso, reclama la restituzione dei tre castelli. La questione fu risolta tramite il misterioso "Processo di Oderzo", avvenuto nel 1285, che si risolse favorevolmente per Tolberto, anche se non si conoscono i termini precisi dell'accordo.

L'alleanza con i Veneziani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1286 Tolberto diventa podestà di Belluno; cinque anni dopo, nel 1291, insieme al fratello Biaquino VI e al vescovo di Belluno Adalgerio fallisce una congiura ai danni del cugino Gherardo.

Sentendosi minacciati, i due fratelli acquistano la protezione del Doge Pietro Gradenigo, diventando cittadini di Venezia. In cambio i due sottomettono tutti i propri feudi alla Serenissima Repubblica, continuando però formalmente a mantenerne il controllo. Inoltre cedono al Doge la città di Motta di Livenza (1291), dando inconsapevolmente il via all'espansione in terraferma della Repubblica di Venezia.

Poco tempo dopo occupano alcune terre del Patriarcato di Aquileia nei pressi di Prodolone, ricevendo in cambio la scomunica dal Patriarca. Questa verrà in seguito ritirata dopo un digiuno a pane e acqua e la promessa di non attraversare più il Livenza, linea di confine tra i territori caminesi e il Friuli.

La riappacificazione con i cugini[modifica | modifica wikitesto]

Tolberto decide di seguire la politica di riappacificazione tra i due rami della famiglia sposando Gaia, figlia di Gherardo, che nel 1307 si trasferirà a Portobuffolé. Gherardo successivamente darà al genero incarichi di prestigio a Treviso, tra cui il ruolo di podestà nel 1299, figura quest'ultima che, teoricamente, avrebbe dovuto essere affidata a una personalità super partes, e non certo a un parente prossimo del signore della città.

Nei primi anni del XIV secolo il prestigio di Tolberto aumenta, tanto che nel 1310 viene chiamato dai veneziani a sistemare alcune questioni in seguito alla congiura di Bajamonte Tiepolo.

Dopo la morte del suocero Gherardo e del suo successore alla guida di Treviso, il figlio Rizzardo II, appoggia l'ascesa al trono di Guecellone VII, fratello di Rizzardo (1312), ma pochi mesi dopo partecipa alla congiura che costringerà Guecellone a lasciare Treviso: è la fine della signoria caminese sulla città.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1314 Tolberto, rimasto vedovo di Gaia, sposa la riminese Samaritana Malatesta.

Nel 1317 affianca il Comune di Treviso nelle battaglie contro Cangrande della Scala e il Conte di Gorizia, ma nello stesso anno muore improvvisamente.

Viene sepolto a Treviso, accanto alla prima moglie Gaia, nella chiesa di San Nicolò.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]