Chiesa di San Nicolò (Treviso)

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Tempio di San Nicolò
I-TV-Treviso30.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàTreviso-Stemma.svgTreviso
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Treviso
Stile architettonicoromanico, gotico
Inizio costruzioneXIII secolo
CompletamentoXIV secolo
Sito web[1]

Coordinate: 45°39′47.66″N 12°14′22.73″E / 45.663239°N 12.239648°E45.663239; 12.239648

Il Tempio di San Nicolò è un edificio religioso di Treviso. Per dimensioni, è la più grande costruzione del genere della città, superando anche il Duomo.

La chiesa si trova nella parte sud-occidentale del centro storico, sulla riva sinistra del Sile, in una zona perlopiù di recente costruzione in quanto gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1944. Annesso all'edificio è l'ex convento dei domenicani, oggi seminario vescovile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1221 i frati domenicani si erano stabiliti a Treviso, su invito diretto del Comune, che aveva anche stabilito un contributo pubblico di 500 lire per la costruzione della chiesa e del convento.

I domenicani acquisirono il terreno nella zona sud-occidentale della città, all'interno della cerchia muraria appena eretta, dove pare esistesse già una cappella dedicata a san Nicola.

La nuova chiesa era già sicuramente consacrata nel 1282, come risulta da un documento che la descrive come modello per la costruzione della nuova chiesa di Santa Margherita degli Eremitani. Questa prima chiesa era già di notevoli dimensione: lunga 24 pertiche e larga 7 (circa 49 m x 14 m).

Proprio in tali anni nel convento annesso iniziò la propria formazione religiosa Nicolò Bocassino, il futuro papa Benedetto XI. Questi divenne prima Provinciale dei domenicani della Provincia Lombarda e successivamente, nel 1296, Maestro generale dell'Ordine. Divenuto in seguito anche cardinale e nunzio in Ungheria, proprio di ritorno dalla sua missione e di passaggio a Treviso, lasciò in dono ai suoi confratelli ben 25.000 fiorini per l'ampliamento del complesso monastico. Divenuto papa pochi giorni più tardi, la chiesa rimase sempre nel cuore di Benedetto XI, tanto da lasciare nel testamento, secondo una tradizione che però non ha conferme oggettive, altri 48.000 fiorini per il completamento dei lavori. Si racconta inoltre che Benedetto XI era intenzionato a spostare la sede pontificia a Treviso, per questo finanziò i lavori per la costruzione e l'ampliamento della chiesa.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'interno.
L'Interno verso la controfacciata

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio di S. Nicolò è una costruzione a croce latina, in laterizio, con tre navate e cinque cappelle terminali ed è uno dei capolavori lombardo-gotici realizzati dagli Ordini Mendicanti del Veneto.

In una costruzione così grandiosa ciò che maggiormente colpisce sono gli elementi di tradizione architettonica romana come la compattezza delle murature, le leséne, le cornici ad archetti pensili.

Un’altra particolarità che viene esaltata è lo slancio di linee ascendenti che viene espresso proprio dalle leggere lesene citate, marcato dalle modanature, comunicato dalle cornici in pietra bianca delle alte finestre ed esaltato dall’altissimo campanile – uno slancio che viene peraltro contenuto dalla compattezza dell’enorme corpo della chiesa.

La parte centrale della facciata è caratterizzata da un rosone ornato di terrecotte e da una parte sommitale ad angolo acuto che conferisce anch’esso slancio all’insieme, ancorché le misure relativamente anguste del sagrato ostacolino una corretta e piena lettura della sua vista da davanti.

E se più spazio si ha sul lato settentrionale e sul lato delle absidi, il tempio resta inserito in un contesto urbanistico troppo limitato per accogliere degnamente una così imponente costruzione e consentirne il pieno godimento estetico esterno.

L’interno di S. Nicolò presenta un vasto spazio, che si estende in lunghezza per circa 88 metri ed in altezza per circa 33,35 metri, con una larghezza di m 27,50 per il corpo centrale e m 38,32 alla crociera.

Vi si trova una piacevole atmosfera di luminosità che si riflette in toni caldi e dorati del mattone.

La croce latina dell’edificio è diviso in tre navate tagliate da un transetto sul quale si aprono cinque cappelle absidali parallele.

Le navate minori, grazie alla loro notevole altezza, consentono una percezione fluente ed unitaria dello spazio,dove risaltano le 12 colonne cilindriche (10 in laterizio e le due anteriori in pietra).

Le colonne, che reggono il semplice soffitto ligneo carenato, riportano affreschi di Tommaso da Modena, presenti seconda colonna a sinistra, che raffigurano San Girolamo, Santa Agnese e San Romualdo. Altri affreschi della chiesa sono attribuiti alla sua scuola, anche se non direttamente al maestro. Sono presenti 12 colonne come il numero degli Apostoli, tra cui le prime 2 sono in pietra.

Fenomeno del solstizio d'inverno[modifica | modifica wikitesto]

I committenti del tempo, vollero che i mastri costruissero il tempio con disposizione precisa di finestre, medaglioni e affreschi.

Così la chiesa è stata costruita con un’angolazione di 91 gradi e 4 primi rispetto alla linea del sole, e nel giorno del solstizio d'inverno, a mezzogiorno circa, i raggi vanno a colpire perfettamente i sei medaglioni disposti sul lato Nord della chiesa.

I santi e le sante effigiate sono opera di un artista veneto attivo fra il 1220 e il 1330, ma c’è chi ipotizza possano essere anche , almeno in parte, opera di Tomaso da Modena.

Il grande affresco di San Cristoforo della navata destra

Presbiterio[modifica | modifica wikitesto]

L'abside gotica è particolarmente slanciata, con tante finestre molto alte e strette fra nervature sottili. La pianta, a croce latina, è partita in tre ampie navate.

A ciascuna navata corrisponde un'abside. In quello centrale, il presbiterio, si trova il monumento funebre di Agostino Onigo (XV secolo), pregevole opera scultorea completata da affreschi di difficile attribuzione; per la parte lapidea si sono fatti i nomi di Giovanni Buora o di Pietro, Antonio e Tullio Lombardo, per quella pittorica si è parlato di Lorenzo Lotto, Giovanni Buonconsiglio e Girolamo Pennacchi con la collaborazione di Giovanni Matteo da Treviso. Sempre nell'abside centrale si trova una tavola raffigurante Madonna in trono con angelo musicante e santi, di fra Marco Pensaben detto "Maraveia" e terminata nel 1521 dal Savoldo.

Organi a canne[modifica | modifica wikitesto]

L'organo Callido.

Sulla navata di destra, in posizione sopraelevata, si trova il grande organo di Gaetano Callido del 1778-1779 con le ante dipinte da Giacomo Lauro raffiguranti scene della vita di papa Benedetto XI, con 36 registri su due manuali e pedale.

Nel transetto di sinistra è presente un piccolo organo positivo realizzato nel 2017 da Francesco Zanin.

Il campanile di San Nicolò visto da nord.

Seminario vescovile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Seminario vescovile di Treviso.

Il seminario vescovile ha sede dal 1840 nell'ex convento domenicano. Sono notevoli alcune sale, in particolare quella del capitolo dei Domenicani, dove lungo tutto il perimetro trova posto un vasto affresco di Tomaso da Modena (1352) che raffigura diversi abati; all'interno di questa sala, vi è la prima rappresentazione degli occhiali da vista.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luoghi storici d'Italia - pubblicazione a cura della rivista Storia Illustrata - pag. 1108 - Arnoldo Mondadori Editore (1972)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • L'organo, su organidimarca.it (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).