Castello di Zumelle

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Castello di Zumelle
Castrum Zumellarum
CastelloZumelle.jpg
Il castello visto da nord-ovest
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
CittàBorgo Valbelluna
Coordinate46°02′10.5″N 12°04′54″E / 46.03625°N 12.081667°E46.03625; 12.081667Coordinate: 46°02′10.5″N 12°04′54″E / 46.03625°N 12.081667°E46.03625; 12.081667
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzione46 d.C.
Condizione attualerestaurato negli anni '60 e '90
Proprietario attualeComune di Mel
Visitabile
Informazioni militari
Comandanti storiciDa Camino
OccupantiGritti, Zorzi
Azioni di guerraTrevisani contro Bellunesi
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Il castello di Zumelle si trova in provincia di Belluno, presso l'abitato di Tiago, nel comune di Borgo Valbelluna, in Provincia di Belluno.

Simbolo del territorio zumellese, è il meglio conservato di tutta la Valbelluna.[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che un primo nucleo di Zumelle fosse stato completato già nel 46-47 d.C., quando i Romani si accingevano a consolidare la loro influenza nella zona della Valbelluna, conquistata nel I secolo a.C.. La costruzione si ergeva in posizione strategica, per controllare i transiti di un'arteria stradale che giungeva dalla pianura attraverso il passo di Praderadego, forse la via Claudia Augusta Altinate o, più probabilmente, una sua variante.

All'epoca delle invasioni barbariche il castello divenne il perno del sistema difensivo locale, che aveva il compito di garantire i collegamenti tra Feltre e Ceneda.

Secondo la leggenda le fortificazioni, ridotte ormai a rovine, furono rifondate da Genserico, uomo fidato di Amalasunta, regina degli Ostrogoti. Fuggito in seguito all'assassinio della sovrana, Genserico prese in moglie l'ancella Eudosia e si stabilì presso la nuova fortezza. Dal suo matrimonio sarebbero nati due gemelli, donde il toponimo Zumelle.[3]

Per tutto l'Alto Medioevo, il castello fu coinvolto in sanguinose lotte feudali. La miccia fu innescata quando nel 737 Liutprando, re dei Longobardi, fece il vescovo cenedese Valentino signore di Zumelle con le corti di Valmarino, Serravalle, Fregona, Reganzuolo, Cordignano, Cavolano e Formica. La cosa scatenò una controversia con Giovanni, vescovo-conte di Belluno, che già controllava queste terre.

Ricostruito nel 1311 da Rizzardo da Camino, signore di Treviso, Belluno e Feltre, il castello fu dato dalla Repubblica di Venezia a Zorzi (Giorgio) assieme al contado, in cambio di Meleda e Curzola, perse nel 1358. Col castello gli furono date anche diciannove ville. Ebbe l’obbligo di pagare due torce all'anno alla Basilica, ciascuna del peso di 10 libbre, di tenere un vicario, di amministrare giustizia e di tenere quattro stipendiati nel castello. Il 29 Gennaio 1596 il Castellano di Zumelle Alvise, figlio di Piero, fece un’arringa nel Consiglio dei X in favore dei Zumellesi in una lite tra Zumelle e Belluno. Vinta la causa, ordinò una gran festa, che durò molti giorni.

L'arrivo delle armi da fuoco e la pace seguita alla conquista della Serenissima avevano reso inutile il castello, che fu abbandonato e cadde in rovina.

Ai giorni nostri il castello di Zumelle è stato ripristinato e il suo riutilizzo fa capire meglio l'importanza che ebbe nella storia del Veneto Nord-Orientale durante l'alto Medioevo.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Al castello è legata una leggendaria vicenda, riportata dallo storico bellunese Giorgio Piloni.

Vista notturna del castello illuminato.

Il valoroso Murcimiro, conte di Zumelle, si innamorò di Atleta, la bellissima figlia del conte Tucherio di Casteldardo, promessa sposa di Azzone, conte di Feltre. Murcimiro, travolto dal desiderio, giurò che l'avrebbe avuta anche a costo di morire. Alla testa dei suoi uomini, tese un agguato al corteo che stava conducendo Atleta a Feltre: durante il terribile scontro, il conte uccise Orleo, fratello della sposa, e rapì quest'ultima, conducendola nel suo castello. Accecato dall'odio per la morte del figlio, Tucherio mosse il suo esercito contro il castello di Zumelle, le cui difese erano state nel frattempo potenziate. Non riuscendo a far uscire Murcimiro, devastò i vicini paesi di Tiago e di Villa, poi tornò a Casteldardo, inseguito dagli uomini del nemico. Qualche tempo dopo, Tucherio tentò un nuovo assedio, ma la fortezza resistette.

Il castello visto dal basso

Frattanto, Atleta aveva sposato Murcimiro e gli aveva dato un figlio: Adelardo. Lo zumellese sperava che il lieto evento potesse placare l'animo di Tucherio. In effetti, seguì un periodo di quiete e Murcimiro abbassò le difese, congedando molti dei suoi uomini. Era però una trappola: consigliato da un ex soldato di Zumelle, dopo tre anni Tucherio attaccò il castello e lo devastò senza difficoltà, uccise lui stesso Murcimiro e successivamente incendiò la fortezza. Atleta fu ricondotta a Casteldardo con il figlio, poi fu data in sposa ad Azzone.

Il castello visto da sud

A lungo gli Zumellesi discussero su come risollevare le sorti della contea. Alla fine decisero di nominare conte l'erede diretto di Murcimiro, Adelardo, e di restaurare il castello. Fu dunque inviata un'ambasceria a Tucherio, che accettò le richieste degli Zumellesi e, addirittura, diede loro 25 marche d'argento per finanziare il castello. Riportò quindi il piccolo Adelardo a Zumelle, affidandolo alla tutela di Ermenfredo.

Trascorse un periodo tranquillo, finché, dopo molti anni trascorsi in Francia, giunse a Zumelle Bellerofonte, fratello di Murcimiro. Venuto a conoscenza della vicenda e desideroso di vendetta, istigò Adelardo, che ormai aveva quindici anni, ad attaccare Casteldardo e a uccidere il nonno. Poco tempo dopo, Bellerofonte morì di febbre.

Rovine di una parte del castello

Azzone, che nel frattempo si era stabilito in un antico castello sul monte Garda, presso le rive del Piave, inviò Giovannino, suo figlio di primo letto, ad Adelardo, per chiedergli di restituire Casteldardo e tutto ciò che vi aveva depredato. Di conseguenza, Adelardo distrusse il castello di Azzone; qualche tempo dopo uccise quest'ultimo, sorprendendolo durante la caccia.

La morte di Azzone, personaggio di grande rilievo, provocò lo sdegno dei Feltrini e dei Bellunesi, i quali aiutarono Giovannino a riarmarsi e a muovere guerra contro Adelardo. Quest'ultimo si rivolse allora allo zio Orso, duca di Ceneda, e a suo fratello Pietro, duca del Friuli.

La situazione sarebbe precipitata se non fosse intervenuto re Astolfo, il quale decise di risolvere la disputa con un duello da tenersi a Pavia, capitale del Regno Longobardo. Vi parteciparono Giovannino e un parente di Adelardo, Ziergen Filistin, che vinse. In passato era murata su una torre del castello una lapide con su scritto ZIERGEN PHILISTIN IOANNINUM AZZONIS VICIT LAUDE DEI.[4]

Il castello oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, di proprietà del Comune di Mel, dal luglio 2014 è stato dato in gestione, tramite bando pubblico, all'Associazione toscana “Sestiere Castellare” di Pescia (PT), che si è aggiudicata la gara presentando un progetto dal titolo “Il Castello Rinasce”, per riaprire al pubblico dal 5 aprile 2015 dopo alcuni lavori di manutenzione. Il castello è diventato un parco tematico, nel quale si possono visitare: il villaggio medievale, gli ambienti di rievocazione, la casa torre (al suo interno la bottega dello speziale, la camera da letto medievale, il banchetto e la cucina), lo scriptorium, la Chiesa di San Lorenzo, la zona museale, la rimessa militare e lo shop medievale. Per maggiori informazioni, consultare il sito www.castellodizumelle.it.

Chiesa di San Donato[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi del castello sorge l'antichissima chiesa di San Donato, risalente all'Alto Medioevo. Il culto di san Donato è di origine e tradizione longobarda. La struttura, molto particolare, è a pianta unica con tre absidi. L'interno è spoglio: conserva un unico altare del Settecento; sulle pareti restano lacerti di affreschi gotici. La chiesa è chiusa al pubblico per le precarie condizioni strutturali, compromesse da una continua infiltrazione d'acqua.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Civitas Zumellarum, Associazione di Promozione Sociale "Civitas Zumellarum". URL consultato il 24 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 18 Ottobre 2017).
  2. ^ Dal 2004 il Gruppo di Rievocazione Storica XIII Sec. Civitas Zumellarum (Città di Zumelle) del Castello Di Zumelle, su civitaszumellarum.it. URL consultato il 20 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2013).
  3. ^ Effettivamente il toponimo deriva da gemellus, ma perché era contrapposto al vicino Castelvint; cfr. AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 457.
  4. ^ Giorgio Piloni, Historia di Giorgio Piloni dottor Bellunese, nella quale, oltre le molte cose degne, avvenute in diverse parti del Mondo di tempo in tempo, s'intendono, et leggono d'anno in anno, con minuto raguaglio, tutti i successi della Città di Belluno, Venezia, Giovanni Antonio Rampazzetto, 1607, pp. 56-58.

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