The Hole (film 2001)

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The Hole
The Hole (film 2001).png
Una scena del film
Titolo originaleThe Hole
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Regno Unito
Anno2001
Durata98 min
Rapporto2.35:1
Genereorrore, thriller
RegiaNick Hamm
SoggettoGuy Burt
SceneggiaturaBen Court
ProduttoreJeremy Bolt
Produttore esecutivoFrançois Ivernel
Casa di produzionePathé, Nexo Digital, The Walt Disney Studios, Warner Bros. Pictures
Distribuzione in italianoMoviemax
FotografiaDenis Crossan
MontaggioNiven Howie
Effetti specialiGraham Longhurst
MusicheClint Mansell
ScenografiaDavid J. Palmer
CostumiVerity Hawkes
TruccoKate Rhodes James
StoryboardShonagh Reid
Art directorTom Read
Character designEve Stewart
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Hole è un film del 2001 diretto da Nick Hamm.

Thriller/horror psicologico basato sul romanzo After the Hole che il canadese Guy Burt ha scritto all'età di 17 anni, ma si ispira in parte anche al romanzo Il signore delle mosche di William Golding.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una ragazza, stremata e ferita, compare dai boschi e raggiunge un telefono, dove ha solo la forza di gridare disperata per chiedere aiuto. La giovane è Elizabeth Dunn, detta Liz (Thora Birch), scomparsa diversi giorni prima assieme ad altri tre ragazzi: la sua migliore amica Frankie (Keira Knightley), Mike (Desmond Harrington) e Jeff (Laurence Fox), rispettivamente il giovane di cui Liz è innamorata ed il migliore amico di quest'ultimo. Presa in custodia dalla dottoressa e psicologa di polizia Philippa Horwood (Embeth Davidtz), Liz racconta di essere stata rinchiusa assieme agli altri all'interno di un vecchio bunker di guerra: l'idea era stata di Martyn Taylor (Daniel Brocklebank), il migliore amico di Liz che, innamorato di lei da quando erano bambini, aveva finto di volerla aiutare a conquistare Mike ma che in realtà intendeva dimostrarle che lui non fosse un granché, lasciando i giovani rinchiusi. Una volta che avevano capito di essere spiati da microfoni nascosti, i quattro fingono di litigare e rompere i rapporti per "assecondare" il desiderio di Martyn, e così finalmente il bunker si riapre e tornano liberi.
Ma la dottoressa non sembra credere al suo racconto. Nel frattempo, Martyn nega tutto e racconta una storia diversa, con Liz che sarebbe in realtà una spregiudicata e viziata giovane che avrebbe avuto l'idea originale di rinchiudersi nel bunker con gli altri tre, per organizzare un party nel quale provarci con Mike. Il giovane viene intanto rilasciato per assenza di prove, con la psicologa che viene accompagnata a visitare il bunker, dal quale esce sconvolta, con una collega che parla di generici "resti umani" e che spiega che all'interno non vi fosse traccia di microfoni, né di tracce del giovane accusato. Martyn, tornato libero, va a cercare Liz per chiarire il tutto, non capendo perché lei lo avesse incolpato della vicenda. Poco dopo, la psicologa torna da Liz, chiedendole di andare con lei nel bunker, nella speranza che racconti altri dettagli.
La ragazza, messa alle strette, rivela che il weekend nel bunker era davvero stato organizzato da lei stessa, che voleva che Mike si accorgesse finalmente di lei. Per questo lei e Frankie avevano organizzato una festa nel bunker, invitando anche Jeff e Mike. Ma dopo poche ore, Mike aveva provato ad andare via ed è stato così che i ragazzi avevano scoperto di essere bloccati. Liz rivela alla dottoressa di aver chiuso la botola dall'interno e aver nascosto la chiave, per prolungare la loro permanenza nel bunker. I tre, non sapendo che Liz avesse la chiave, si infuriano con lei per l'idea della festa e dopo alcuni tentativi di forzare la porta, attendono i soccorsi. Ma i giorni passano, cibo e acqua finiscono e la situazione precipita: Frankie, affetta da bulimia, muore di arresto cardiaco il decimo giorno; Jeff, che aveva nascosto a insaputa degli altri alcune scorte, viene scoperto e ucciso in un impeto di rabbia da Mike che, a sua volta, muore trafitto da una scala di ferro, afferrata per raggiungere Liz dopo che questa gli aveva confessato di avere la chiave. Tra una morte e l'altra, il rapporto tra Liz e Mike era però sbocciato e la ragazza, comunque soddisfatta, aveva deciso di non rivelare la verità, incolpando Martyn della vicenda.
La psicologa, sconvolta, le dice che dovrà confessare, perché lo stesso Martyn confermerà la sua versione, ma viene interrotta da altri poliziotti che ignari del tutto, giungono sul posto e rivelano che Martyn si è suicidato probabilmente per il senso di colpa, con addosso la chiave della botola. A quel punto, in un flashback, si vede la ragazza che, raggiunta dall'amico incolpato ingiustamente nei pressi di una diga, gli infila la chiave in tasca e lo scaraventa nel fiume. Il caso per la polizia è chiuso, e la giovane viene portata via mentre fissa, con un sorriso beffardo, la dottoressa che pur sapendo la verità non ha più nulla per poterla dimostrare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nick Hamm ha iniziato a ingaggiare gli attori dall'inizio del 1999. Lo stesso regista descrive Keira Knightley come una giovane versione di Julie Christie. Per prepararsi per il ruolo, Thora Birch, ha passato un po' di tempo in una scuola pubblica inglese. Le riprese sono durate sei settimane e sono avvenute nel Regno Unito.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola ha ricevuto critiche alquanto contrastanti. Su Rotten Tomatoes ha il 50% di critiche positive.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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