Teatro dell'Archivolto

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Il Teatro dell'Archivolto nasce nel 1976 come compagnia teatrale di Genova. Rifondato nel 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione ha portato avanti un'attività di produzione di spettacoli per più di 30 anni. Nel 1997 la compagnia del Teatro dell'Archivolto ha restaurato lo storico Teatro Gustavo Modena. Da quel momento in poi ha affiancato all'attività di produzione spettacoli l'organizzazione di stagioni teatrali vere e proprie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del Teatro dell'Archivolto risalgono al 1976, ad opera di un piccolo gruppo di giovani interessati a mettere in scena attività teatrali d'avanguardia, alternative rispetto ai repertori tradizionali. Questo primo gruppo, composto da Oriano Rigato, Eugenio Buonaccorsi e Mario Menini, ottenne in affitto il quattrocentesco refettorio delle monache dello scomparso convento di santa Brigida, in via Famagosta, alle spalle di via Balbi, nel centro storico di Genova. Il locale, che dopo l'allontanamento delle monache nel 1797 aveva avuto per quasi due secoli varie destinazioni d'uso, versava in cattivo stato di manutenzione e venne risistemato e adattato a teatro; prese il nome da un superstite archivolto del complesso monastico attraverso il quale si accedeva al locale.

La prima rappresentazione andata in scena fu Le nozze dei piccolo borghesi di Bertolt Brecht, diretto da Marco Parodi. In quella prima stagione successo ottennero una rivisitazione de Il borghese gentiluomo di Molière, diretto e interpretato da Carlo Cecchi e il monologo Sta per venire la rivoluzione e non ho niente da mettermi di Livia Cerini e Umberto Simonetta. Con la successiva stagione il Teatro dell'Archivolto diveniva una vera e propria compagnia teatrale.[1]

Nel 1985 il nucleo originario del Teatro dell'Archivolto si sciolse ma la compagnia venne rifondata nel 1986 da Pina Rando, che ne assunse la direzione, con Giorgio Gallione come regista; in realtà vennero formate due distinte compagnie: una, costituita dai Broncoviz, quintetto comico specializzato nella satira e nella parodia, formato da giovani attori che si sarebbero in seguito affermati in campo nazionale (Marcello Cesena, Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Carla Signoris); la seconda, impegnata in spettacoli rivolti ai più giovani, era inizialmente formata da Gabriella Picciau e Giorgio Scaramuzzino.[1]

Negli anni '90 il Teatro dell'Archivolto propose il restauro del teatro Gustavo Modena di Sampierdarena, unica sala ottocentesca sopravvissuta a Genova, chiuso da alcuni anni, facendone la propria sede, inaugurata il 31 ottobre 1997 con lo spettacolo Snaporaz Fellini di Giorgio Gallione, omaggio a Federico Fellini. Dal 2001 dispone anche di una sala (Sala Mercato) nell'adiacente edificio che fino a pochi anni prima ospitava il mercato ortofrutticolo del quartiere.[2][3]

Dal 1986 il Teatro dell'Archivolto ha prodotto più di cento spettacoli, oltre all'organizzazione di convegni e rassegne e la partecipazione a festival.

Nel 2018 il Teatro dell'Archivolto si è unito al Teatro Stabile di Genova e insieme hanno dato vita al Teatro di Genova, che ad aprile 2018 ha ricevuto il riconoscimento di Teatro Nazionale di Genova dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Storia del Teatro dell'Archivolto su www.circolovega.it, su circolovega.it. URL consultato il 25 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2015).
  2. ^ Storia del Teatro dell'Archivolto sul sito ufficiale Archiviato il 25 febbraio 2015 in Internet Archive.
  3. ^ In scena col mambo un sognante Amarcord, articolo su Repubblica del 6 dicembre 1997

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]