Teatro Nuovo (Verona)
| Teatro Nuovo | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Verona |
| Indirizzo | Piazza Viviani, 10 |
| Dati tecnici | |
| Tipo | Sala all'italiana con platea, quattro balconate, barcacce, un ordine di palchi e due gallerie (Prima galleria e Seconda galleria) |
| Capienza | 834 posti |
| Realizzazione | |
| Costruzione | 1846 |
| Inaugurazione | 12 settembre 1846 |
| Architetto | Enrico Storari |
| Sito ufficiale | |
In pieno centro storico, il Teatro Nuovo è situato a pochi passi da Piazza delle Erbe, via Mazzini e Piazza dei Signori. Adiacente alla Casa di Giulietta, gode di un accesso diretto al cortile che ospita la famosa statua di Giulietta attraverso la sala del Foyer e la Terrazza degli Innamorati. Il Teatro è sede della Fondazione Atlantide - Fondazione Teatro Stabile di Verona, uno dei principali punti di riferimento per il teatro e la cultura nella città di Verona e in Veneto.
Storia
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Inaugurazione
[modifica | modifica wikitesto]Il teatro venne inaugurato il 12 settembre 1846, con un'opera mai rappresentata a Verona (la prima assoluta si era svolta sei mesi prima al Teatro La Fenice di Venezia), Attila di Giuseppe Verdi. Tra gli interpreti uno era particolarmente conosciuto, il soprano Rita Basso Borio. All'opera era abbinato il ballo Le illusioni di un pittore
Per l'inaugurazione del teatro, il veronese Vittorio Merighi compose un sonetto patriottico: scrisse un sonetto dedicato alla prima donna Rita Basso Borio che entusiasmò il pubblico, a cui fu distribuito insieme ad altri volantini, in modo che la polizia non se ne accorgesse. Il componimento infatti diceva:
gravida rota, e tuon freme che intima
ad Austria morte, e Italia a vita appella»
La stagione continuò con Ernani di Verdi e Il bravo di Mercadante.
Alla chiusura della stagione teatrale, fu composta una nuova ode, praticamente un inno all'Italia personificata nell'artista Conti e contro lo Straniero, che codardo e maligno ha perenne sull'Italia il sogghigno. Il giornale di Verona, controllato dalla polizia austriaca, non poté negare l'accaduto, ma non spiegò il vero motivo dell'entusiasmo né il contenuto dell'ode.
Il viceré a teatro
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Nei due anni che seguirono si ebbero al Teatro Nuovo per lo più drammati, ed il 18 marzo giunse a Verona addirittura il viceré del Regno Lombardo-Veneto, ad assistere ad un dramma. La polizia per creare consenso divulgò la voce che era venuto a portare alcuni vantaggi alla città. Lo stesso giorno arrivò la notizia che Vienna stava insorgendo, e che Metternich era fuggito, e l'imperatore Ferdinando I d'Austria aveva dovuto concedere la Costituzione.
L'annuncio si sparse per Verona, e la cittadinanza arrivò al Teatro Nuovo durante lo spettacolo. Le cronache raccontano di un vero delirio, e di una folla festosa ed inneggiante all'Italia e a Pio IX. Il teatro venne per questo chiuso fino alla fine del 1849. Il teatro venne nuovamente chiuso nel 1858 dalle autorità militari.
Fino ai giorni nostri
[modifica | modifica wikitesto]Il 2 gennaio 1862 il teatro venne riaperto con Il trovatore, poi, dal 1872, la Martha di Friedrich von Flotow (che fu un insuccesso). Nel 1893 ci fu Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Nel 1911 il teatro venne chiuso per un restauro, realizzato dall’ingegnere bolognese Lorenzo Coliva. In questa occasione furono eseguiti lavori radicali per migliorarne la sicurezza e fu ampliato con la costruzione di due avancorpi sulla piazza Viviani ai lati del porticato. La vera e propria rivoluzione si ottenne con la soppressione del secondo ordine di palchi per ricavare quella che divenne la prima balconata e la soppressione del terzo ordine per creare la galleria.
Riapri nel 1914 con Tosca di Giacomo Puccini, nel 1915 Il barbiere di Siviglia, nel 1919 un Lohengrin, nel 1930 una Madama Butterfly, nel 1932 Lucia di Lammermoor, nel 1940 una Manon di Massenet e Andrea Chénier. Nel 1943, durante la guerra, vennero rappresentate La traviata e La bohème.

Il teatro alla fine della guerra era in pessime condizioni tant'è che dovette chiudere. Ci furono quindi grandi lavori di ristrutturazioni, conclusisi nel 1949. Il 2 ottobre 1949 il teatro venne finalmente riaperto. Da questo momento in poi però il cartellone del teatro si concentra sulla rappresentazione di spettacoli per lo più in prosa ed nell'ospitare conferenze ed incontri culturali.
Il Teatro Nuovo è divenuto dal 2000 la sede della Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona, fondazione privata che nel 2005 ha ottenuto il riconoscimento ministeriale di Teatro Stabile.
Una delle prime produzioni che ebbe un grande successo, fu portata in scena nell'estate del 2015, con più di 80 repliche, e riguarda uno spettacolo itinerante di Romeo e Giulietta: ambientato nei luoghi originali in cui è stata ambientata la tragedia shakespeariana, lo spettacolo parte dal famoso Cortile di Giulietta coinvolgendo a seguire la Terrazza di Giulietta del Teatro Nuovo, le piazze più belle del centro storico di Verona ed il Teatro Nuovo stesso.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il progetto di Enrico Storari si basa su di un austero e severo stile neoclassico: infatti la facciata principale, su Piazza Viviani, è dominato da un colonnato in pietra bianca e grigia. La Sala è all'italiana con due ordini di palchi (eccetto due piccole porzioni presso il boccascena dove gli ordini sono tre) con colonne in stile ionico, una balconata e una galleria. L'ambiente, dalla sobria verniciatura bianca, è arricchito da decorazioni dorate e dall'orologio posto sopra il boccascena (su esempio del cittadino Teatro Filarmonico). Il teatro ha un piccolo ridotto, chiamato Piccolo Teatro di Giulietta.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Teatro Nuovo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su teatrostabileverona.it.
- Scheda accessibilità disabili Teatro Nuovo di Verona, www.dismappa.it.
- Manifesto dei Teatri accessibili, www.dismappa.it
- Teatro Stabile del Veneto[collegamento interrotto], su teatrostabileveneto.it.
- La storia del Teatro Nuovo, su verona.com.
