Storia di chi fugge e di chi resta

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Storia di chi fugge e di chi resta
AutoreElena Ferrante
1ª ed. originale2013
GenereRomanzo
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneNapoli, Milano, Firenze. Anni settanta
ProtagonistiElena Greco
CoprotagonistiRaffaella (Lina/Lila) Cerullo/Carracci
SerieL'amica geniale
Preceduto daStoria del nuovo cognome
Seguito daStoria della bambina perduta

Storia di chi fugge e di chi resta è un romanzo del 2013 scritto da Elena Ferrante e pubblicato in Italia da E/O. È il terzo romanzo della serie L'amica geniale, preceduto da Storia del nuovo cognome del 2012 e seguito da Storia della bambina perduta del 2014.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo prosegue la narrazione là dove si era interrotta con Storia del nuovo cognome e segue la storie delle due protagoniste attraverso gli anni settanta. Prossima alle nozze con Pietro Airota e autrice di un libro di discreto successo, Elena torna a Napoli, dove incontra Enzo e Pasquale che la informano che Lila non sta bene e vuole vederla. Raggiunta l'amica, Lenú deve prometterle che, se Lila starà male, si occuperà lei del figlio Gennaro. Scopre delle terribili condizioni di Lila, sfruttata in fabbrica fino al deperimento fisico. Oltretutto, Lila viene convinta da Pasquale e da Nadia (figlia della professoressa Galiani) a iscriversi al partito comunista per ribellarsi delle tremende condizioni di vita in fabbrica, degli abusi di Bruno Soccavo e del suo salario misero. Oltre a questo, a rendere stancante la sua vita, c'è un malessere taciuto al medico e l'affaticamento: di notte, infatti, seppure stremata, Lila aiuta Enzo a studiare l'informatica e a occuparsi di un corso a dispense di Zurigo a cui lui si è iscritto e cui deve mandare test periodici. In questo periodo, Lila ha un progressivo avvicinamento a Enzo, che diventa il suo fidanzato. Elena scrive un articolo di denuncia per l'Unità, che le porta anche una piccola fama nei circoli giornalistici, ma l'imminente matrimonio la riporta a Firenze da Pietro. Dopo questa breve parentesi napoletana in cui le amiche si erano ritrovate, Lenù e Lila si perdono di nuovo e vanno avanti con le loro vite, Elena con Pietro e Lila con Enzo. Il matrimonio delude in fretta Elena, che intrappolata nella nuova vita perde l'ispirazione, scrive con mediocri risultati e fatica a stare dietro al cocciuto marito e alle figlie che le nascono, Adele soprannominata Dede ed Elsa. Lila ed Enzo cominciano a guadagnare di più lavorando come programmatori per l'IBM, ora possono permettersi uno stile di vita migliore e possono dare un futuro concreto a Gennaro. Ma il rione si fa pericoloso quando Enzo scampa per un soffio un tentativo di pestaggio chiudendo il portone in faccia ai fascisti, e Gennaro, un giorno, dopo la scuola, sparisce misteriosamente ma viene subito ritrovato ai giardinetti. Furiosa per i due avvenimenti, Lila dà la colpa di tutto a Michele Solara; decide quindi di mandare il bambino, che ora ha dieci anni, a passare l'estate a Firenze, da Elena. Quest'ultima, tempo dopo, si stupisce nel vedere Nino Sarratore rientrare nella propria vita, diventando prima amico di Pietro e poi suo amante. I due intraprendono una relazione clandestina che spingerà Elena a lasciare Pietro alla fine del romanzo.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Elena Greco (Lenuccia o Lenù), voce narrante e protagonista. Sposa a venticinque anni Pietro Airota, dal quale ha due figlie: Adele (Dede) ed Elsa. Il matrimonio la delude in fretta, lo sente come una prigione e non riesce a dare alle sue figlie un completo amore materno, preferendo addirittura la relazione con Nino a loro, tanto da lasciarle alla fine del libro. Si intromette nella relazione fra sua sorella minore Elisa e Marcello Solara.
  • Raffaella Cerullo (Lila o Lina), migliore amica di Elena e co-protagonista del romanzo. Dopo alcuni dubbi, si iscrive al partito comunista, convinta dall'amico Pasquale e da Nadia. A una riunione del partito denuncia le terribili condizioni del salumificio nel quale lavora; viene scritto, a sua insaputa, un articolo di giornale su tutto quello che ha detto, facendo infuriare Soccavo. Scopre che sopra Soccavo ci sono i Solara e, stufa di tutto, si licenzia ma comincia ben presto a lavorare all'IBM insieme a Enzo, di cui inizia a ricambiare i sentimenti, diventandone la compagna. Ama moltissimo il figlio e fa di tutto per dargli un futuro migliore.
  • Pietro Airota, marito di Elena. Giovane insegnante all'università, padre di Dede e di Elsa. Non ritiene la moglie capace di pensiero autonomo e non manifesta mai molto entusiasmo all'idea che lei lavori. Alla fine Elena lo lascia insieme alle bambine per seguire Nino, diventato suo amante.
  • Giovanni (Nino) Sarratore, amore di Elena dai tempi del liceo. Ritorna nella sua vita anni dopo, ormai sposato e padre di un bambino, ma non si fa alcuno scrupolo a lasciare moglie e figlio per stare con lei.
  • Enzo Scanno, amico di infanzia di Lila, se ne fa carico dopo che lei lascia il marito. È da sempre innamorato di Lila, la rispetta e le è fedele; lei, ben presto, inizia a contraccambiare i suoi sentimenti. Ha preso un diploma da privatista e la notte, aiutato da Lila, si occupa di un corso a dispense di Zurigo. La sua brillante intelligenza viene premiata: dopo aver fatto un corso, inizia a lavorare per l'IBM e presto fa assumere pure Lila. Non potrà mai sposarla in quanto lei non ha mai divorziato dal marito. Tratta come figlio suo Gennaro, diventando per il bambino quella figura paterna che, a causa dell'assenza di Stefano, gli è sempre mancata.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Come i due romanzi precedenti, anche Storia di chi fugge e chi resta è stato accolto molto positivamente dalla critica nazionale ed estera. Roxana Robinson del New York Times ha osannato il romanzo, definendo la Ferrante una delle grandissime romanziere dei nostri tempi e definendo il terzo capitolo della saga un'ottima aggiunta a 'questi sfrontati, stupendi ed inquieti romanzi' in cui l’autrice traccia 'le connessione tra il politico e il domestico'.[1] Joanna Walsh ha scritto per The Guardian che il romanzo è ricco di raffinate sfumature e ha definito Elena Ferrante maestra di ciò che non può essere detto.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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