Storia della bambina perduta

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Storia della bambina perduta
AutoreElena Ferrante
1ª ed. originale2014
GenereRomanzo
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneNapoli, Milano, Firenze. Anni Ottanta, Novanta, Duemila
ProtagonistiElena Greco
CoprotagonistiRaffaella (Lina/Lila) Cerullo/Carracci
SerieL'amica geniale
Preceduto daStoria di chi fugge e di chi resta
Seguito da-

Storia della bambina perduta è un romanzo del 2014 scritto da Elena Ferrante e pubblicato in Italia da E/O. È il quarto e ultimo romanzo della serie L'amica geniale, preceduto da Storia di chi fugge e di chi resta del 2013.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere andata in Francia con Nino, Elena scopre che l'uomo non ha davvero lasciato la moglie come le aveva detto, ma comunque decide di restare con lui e tornare a Napoli per stargli vicino. Qui resta nuovamente incinta, così come Lila resta incinta di Enzo, e le due danno alla luce delle figlie a tre settimane di distanza. Lila chiama la figlia Annunziata (Tina) come sua madre, Elena la chiama Immacolata (Imma), come la madre che poco dopo muore di cancro. Dopo aver scoperto dei continui tradimenti di Nino grazie ad Antonio (che lavora per Lila), Elena torna nel rione e si trasferisce nell'appartamento sopra quello di Lila. In pochi mesi il rapporto fra le due amiche si fa ancora più stretto. In seguito alle minacce di Michele Solara durante il funerale di Alfonso Carracci (ucciso a bastonate perché omosessuale), le due scrivono un articolo di denuncia contro i Solara, che ora gestiscono il traffico dell'eroina nel rione. Fra le tante vittime della droga c'è Rino, il fratello amato di Lila che infatti morirà per overdose e Gennaro, il figlio di Lila, che però verrà tirato fuori in tempo. Il merito dell'articolo viene attribuito quasi completamente a Lenù, che ha appena pubblicato un terzo libro. Il 16 settembre 1984 Tina sparisce misteriosamente, dopo essere andata in giro con le figlie di Elena e Nino,che non si assume alcun tipo di responsabilità in quanto riconosce di averla consegnata ai genitori. Varie voci iniziano a circolare e la più nota è quella che Tina stava inseguendo una palla blu lungo lo stradone, quando è passato un camion sporco di fango che ha portato via, senza alcun rumore o urto, il corpo di Tina, per sempre. Enzo, pazzo di dolore, crede siano stati i Solara, ma Lila, che non ha mai creduto alla storia del camion pirata, si convince che la piccola sia ancora viva e che prima o poi ritornerà. Ma la scomparsa della figlia la porta a un deperimento fisico e morale, tanto da arrivare a lasciare l'amato Enzo - che andrà a vivere a Milano - e ad avere la fissa di volersi cancellare definitivamente, come la sua bambina. Il successo del libro porta Elena via dal rione e da Lila, che reprime il dolore con ricerche minuziose sulla storia di Napoli. Dopo essersi estraniata da Lila, Elena infrange una promessa fattale anni prima e nel 2007 scrive di lei, nel racconto "Un'amicizia": Lila non glielo perdona e tronca i rapporti. Dopo tre anni, nel 2010, Gennaro, il figlio di Lila, contatta Lenù per informarla della sparizione della madre e dopo qualche giorno Elena riceve avvolte in un pacchetto avvolto nella carta di giornale Tina e Nu, le due bambole con cui lei e Lila giocavano da bambine e la cui sparizione attribuivano a Don Achille.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Elena Greco (Lenuccia o Lenù), voce narrante e protagonista. Dopo aver lasciato il marito e le figlie, parte con Nino per andare a una conferenza a Montpelier, in Francia. Si trasferisce con le figlie a Napoli, in via Tasso, in una casa di lusso procurata da Nino che però non ha mai lasciato la moglie. Dopo un viaggio con lui a New York, si scopre incinta. Durante questi mesi, si occupa di sua madre, ormai gravemente malata e prossima a morire, con la quale risana il rapporto burrascoso che c'era sempre stato. Partorisce una femmina e la chiama Immacolata (Imma) come sua madre, che muore pochi giorni dopo. Dopo essersi resa conto che Nino la tradisce continuamente, torna a vivere al rione, nell'appartamento sopra quello di Lila.
  • Raffaella Cerullo (Lila o Lina), migliore amica di Elena e coprotagonista. Madre di Gennaro (avuto dal suo matrimonio tormentato con Stefano), rimane successivamente incinta di Enzo. Ha una femmina che chiama Nunzia (Tina) come la madre. Durante questi anni vari fatti sconvolgeranno la sua vita: la continua lotta con Michele Solara, che arriverà a un litigio violento; la morte dell'amico Alfonso, il cui corpo viene ritrovato in spiaggia da lei e da Enzo; la scoperta che Gennaro si droga e che a iniziarlo all'eroina è stato proprio lo zio di cui porta il nome, Rino, l'adorato fratello; la morte per overdose di Rino e la scomparsa di Tina. La bambina infatti, a tre anni e mezzo, una domenica mattina (16 settembre 1984) sparisce nel nulla e di lei si perdono tutte le tracce. Da questa ferita Lila non si riprenderà mai più: inizia a litigare con tutti, specialmente con Enzo che non accetta la scomparsa della figlia e la lenta distruzione del loro rapporto solido. Lila inizia a dire di voler sparire nel nulla, disperdere per sempre le sue tracce, cosa che accadrà nel 2010, quando lei ha ormai sessantasei anni. Proprio come la figlia, non tornerà mai più, né viva, né morta e Gennaro, che ormai è un uomo di quarantasei anni, dopo un primo momento di disperazione, fa uscire la madre dalla sua testa definitivamente. Elena invece riceve un ultimo regalo da Lila: le bambole Tina e Nu, avvolte in un foglio di giornale. Dopo questo avvenimento, anche l'amica di sempre si rassegna al fatto che non la rivedrà mai più.
  • Enzo Scanno, compagno di Lila e padre di Tina. È un uomo molto intelligente, prende da privatista il diploma di perito industriale e, dopo anni, apre insieme a Lila un'azienda che chiamano "Basic Sight". Grazie a questa, riescono a fare molti soldi, diventando fra i più ricchi del rione. Ha con Lila un rapporto solidissimo, basato sulla fiducia reciproca e il rispetto. Quando diventa padre di Tina, si mostra con la figlia affettuosissimo e pieno di attenzioni. Anche se Gennaro non è figlio suo, ama il ragazzo come un figlio, preoccupandosi a morte quando scopre che si droga. Adora Lila e per lei è disposto a fare qualsiasi cosa. Ma la sua vita si guasterà del tutto dopo la scomparsa della bambina, arrivando a continui litigi con Lila, fino a lasciarla nella primavera del 1992. Con approvazione di Lila, venderà la loro azienda per qualche milione di lire, pur sostenendo che ne valga un miliardo.
  • Michele Solara, storico nemico di Lila, gestisce lo spaccio nel rione. È violento, prepotente e sadico. È anche la causa delle sofferenze di Alfonso Carracci tanto che durante il suo funerale, Lila lo rimprovera amaramente e lui la minaccia di levarle tutto quello che ha: Enzo, Gennaro e Tina. Morirà insieme al fratello in seguito a una sparatoria. Non si scoprirà mai il colpevole.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Così come i tre romanzi precedenti, Storia della bambina perduta fu accolto con calore dalla critica italiana ed internazionale. Per il New York Times Michiko Kakutani apprezzò lo stile quasi musicale del romanzo e paragonò la Ferrante al premio Nobel Alice Munro nella sua capacità di catturare la stoffa del quotidiano femminile.[1] Alex Clark lodò il cambiamento di tono, ora più sinistro, e la maggiore introspezione psicologica.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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