Star Wars: L'Impero a pezzi

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Star Wars: L'Impero a pezzi
fumetto
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti
TestiGreg Rucka
DisegniMarco Checchetto
EditoreMarvel Comics
1ª edizione9 settembre 2015 – 21 ottobre 2015
Albi4 (completa)
Editore it.Marvel Comics
1ª edizione it.5 novembre 2015
Albi it.2 (completa)
Genereazione, fantascienza, fantastico

Star Wars: L'Impero a pezzi (Star Wars: Shattered Empire), nota anche come L'Impero a pezzi, è una miniserie a fumetti statunitense in 2 numeri in Italiano ambientata nell'universo fantascientifico di Guerre stellari scritta da Greg Rucka, disegnata da Marco Checchetto e pubblicata dalla Marvel Comics.[1][2][3] Uscito tra il 9 settembre e il 21 ottobre 2015, fa parte del progetto "Viaggio verso Star Wars: Il risveglio della Forza".

Gli eventi del fumetto partono subito dopo gli eventi della battaglia di Endor, visti nel film del 1983 Il ritorno dello Jedi. Il fumetto presenta i genitori del pilota di X-wing della Resistenza Poe Dameron, comparso nel film Star Wars: Il risveglio della Forza, entrambi membri dell'Alleanza Ribelle.[4][5][6][7][8] La madre di Poe è Shara Bey, un pilota A-wing in missione con Leila Organa, mentre suo padre è Kes Dameron, che è parte di una squadra speciale guidata da Ian Solo. La storia vede anche gli altri storici protagonisti della trilogia originale come Luke Skywalker, Chewbecca e Lando Calrissian.[1][2][3][9] Fa parte del nuovo canone di Guerre stellari.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il pilota di A-wing Shara Bey e suo marito Kes Dameron delle forze speciali combattono insieme all'Alleanza Ribelle per distruggere gli ultimi residui dell'Impero galattico dopo la battaglia di Endor.[4][5][6]

Parte 1[modifica | modifica wikitesto]

  • prima pubblicazione USA: 9 settembre 2015
  • prima pubblicazione Italia: 15 novembre 2015

Battaglia di Endor. Mentre Luke Skywalker affronta Dart Fener e l'Imperatore Palpatine, mentre Ian Solo, Leila Organa e Chewbecca cercano di disattivare lo scudo protettivo, nello spazio attorno alla seconda Morte Nera la flotta dell'Alleanza Ribelle combatte. Lo scontro finale ci viene mostrato dal punto di vista di Shara Bey, uno dei piloti di A-wing della Resistenza. Dopo la vittoria finale, Shara partecipa ai festeggiamenti sulla luna boscosa di Endor e ritrova il marito Kes Dameron, membro della squadra d'assalto di Ian Solo. L'indomani però l'intera squadra deve ripartire per una nuova missione: distruggere un avamposto imperiale all'estremità opposta della luna boscosa. Dopo aver conquistato la base, C-3PO scopre nei computer imperiali l'esistenza di numerosi piani per proseguire ad oltranza la guerra.

Parte 2[modifica | modifica wikitesto]

  • prima pubblicazione USA: 7 ottobre 2015
  • prima pubblicazione Italia: 15 novembre 2015

17 giorni dopo la battaglia di Endor. Un messaggero imperiale comunica al Capitano Duvat il progetto segreto chiamato "Operazione Cenere" del defunto Imperatore per continuare ad oltranza la guerra. Tre giorni dopo si riunisce il Comando della Flotta Ribelle: la Leader Mon Mothma decide di inviare Leila Organa in missione diplomatica su Naboo per chiedere sostegno e collaborazione per quando verrà il momento di formare il nuovo Senato. Leila è accompagnata da Shara. Dopo aver ricevuto l'approvazione della Regina Soruna, su Naboo si scatenano misteriose tempeste ed uragani: è l'"Operazione Cenere" scatenata dalla flotta imperiale. Si tratta della vendetta postuma dell'Imperatore Palpatine verso il suo pianeta d'origine.

Parte 3[modifica | modifica wikitesto]

  • prima pubblicazione USA: 14 ottobre 2015
  • prima pubblicazione Italia: 3 dicembre 2015

Tayron, sito segreto USI (Ufficio di Sicurezza Imperiale). La squadra d'assalto di Ian e Kes Dameron riesce a penetrare all'interno e a catturare i soldati imperiali rimasti prima che potessero cancellare tutti i loro archivi. C-3PO riesce così a scoprire nei computer tutte le informazioni sull'"Operazione Cenere" in atto su Naboo. Leila, Shara e la Regina Soruna sono le sole persone rimaste sul pianeta capaci di pilotare pochi esemplari di caccia rimasti protetti in un hangar sin dal periodo delle Guerre dei Cloni: Shara difende le altre compagne dall'attacco dei Caccia TIE, mentre Leila e Soruna distruggono i satelliti che permettono alla flotta imperiale di scatenare le tempeste sul pianeta. In loro soccorso giunge anche il Generale Lando Calrissian che distrugge lo Star Destroyer del capitano Duvat e sconfigge la flotta imperiale.

Parte 4[modifica | modifica wikitesto]

  • prima pubblicazione USA: 21 ottobre 2015
  • prima pubblicazione Italia: 3 dicembre 2015

Al Comando della flotta ribelle si fa il punto della situazione: nonostante aver sventato l'Operazione Cenere restano ancora numerosi gli atti di rappresaglia delle forze rimaste fedeli all'Impero. La cessazione delle ostilità sembra ancora lontana. Shara, che sperava di ottenere il congedo assieme al marito Kes Dameron, viene reclutata da Luke Skywalker per una missione di recupero. Travestita da Comandante Beck, Shara si finge un ispettore di sicurezza e assieme al giovane Jedi salgono sullo Star Destroyer del Comandante Hurrok per recuperare un manufatto Jedi. Per ordine del defunto Imperatore, Hurrok custodisce senza saperlo due piccoli alberi, tutto ciò che rimane dell'antico albero che si trovava nel tempio Jedi a Coruscant. Il piano dei due ribelli viene smascherato ma Luke, ormai in pieno possesso delle sue capacità Jedi di sfruttare la Forza per far spostare gli oggetti, disarma tutti i soldati e distrugge l'astronave di Hurrok. La missione è compiuta e Shara può finalmente congedarsi dall'esercito per vivere finalmente una vita tranquilla con suo marito Ken ed il loro figlio Poe Dameron.

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di marzo 2015, la Lucasfilm ha annunciato "Viaggio verso Star Wars: Il risveglio della Forza", un'iniziativa editoriale che consiste in almeno 20 romanzi e fumetti che dovrebbero collegare il film Il risveglio della Forza, con i film precedenti e i successivi sequel.[10][11] L'Impero a pezzi è stato annunciato nel mese di agosto 2015, scritto da Rucka e disegnata da Checchetto.[1][2][3] Ambientato subito dopo Il ritorno dello Jedi, il fumetto si concentra sul pilota di A-wing Shara Rey ma ripropone i personaggi classici come Luke, Leila, Ian, Chewbecca, Lando con ruoli secondari.[1][2][3][9] Shara e il marito, Kes Dameron, sono i genitori del pilota della Resistenza Poe Dameron, introdotto nel film del 2015 Il risveglio della Forza.[4][5][6][7][8] Nel creare la storia, Rucka ha collaborato con Rayne Roberts, Kiri Hart, Pablo Hidalgo, e Leland Chee, parte dello story-group della Lucasfilm.[1] La miniserie in quattro parti è stata pubblicata dalla Marvel Comics tra il 9 settembre e il 21 ottobre 2015.[12][13][14][15] In Italia il fumetto è stato pubblicato il 5 novembre 2015.[16]

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Joshua Yehl di IGN ha elogiato il "dialogo schietto e affascinante" di Rucka mentre definì i disegni di Checchetto "piuttosto spettacolari", sottolineando che "L'Impero a pezzi offre una storia più salda e adulta rispetto a qualsiasi altro fumetto di Guerre stellari della Marvel".[17] Sean Keane del New York Daily News ha scritto che Rucka "fa un lavoro incredibile nell'evidenziare i momenti intimi di una grande storia".[18] Ha aggiunto anche che "Checchetto si dimostra abile a rappresentare due grandi battaglie e i momenti più profondi, con uno stile espressivo. I nuovi personaggi, sia umani e non umani, sono ben progettate e visivamente caratteristici."[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Dan Brooks, The New Galaxy of Star Wars: Shattered Empire: An Interview with Greg Rucka, StarWars.com, 7 agosto 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.
  2. ^ a b c d Graeme McMillan, Star Wars: Shattered Empire Writer Teases Grim Aftermath of Return of the Jedi, su The Hollywood Reporter, 7 agosto 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.
  3. ^ a b c d Graeme McMillan, Star Wars: A Guide to The Force Awakens Tie-In Novels, Comics, su The Hollywood Reporter, 22 agosto 2015. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  4. ^ a b c John Saavedra, Star Wars: The Force Awakens Easter Eggs and Reference Guide (Poe Dameron), Den of Geek, 17 dicembre 2015. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  5. ^ a b c Brian Truitt, Oscar Isaac hops in the cockpit for Star Wars, su USA Today, 20 dicembre 2015. URL consultato il 1º gennaio 2016.
  6. ^ a b c Germain Lussier, Here's How The Force Awakens' Resistance Differs From the Rebellion, io9, 7 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  7. ^ a b Graeme McMillan, Star Wars: 5 Ways Marvel's Shattered Empire Ties Into The Force Awakens, su The Hollywood Reporter, 21 ottobre 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.
  8. ^ a b Edward Hardesty, Star Wars: Shattered Empire news: comic book issue reveals The Force Awakens connections, su Christian Today, 14 settembre 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.
  9. ^ a b Brian Truitt, Rucka feels Rebellious for Star Wars comic, su USA Today, 6 ottobre 2015. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  10. ^ Anthony Breznican, Star Wars to release 20 books in journey to The Force Awakens, su Entertainment Weekly, 9 marzo 2015. URL consultato il 10 marzo 2015.
  11. ^ 'Journey To Star Wars: The Force Awakens Publishing Program Coming Fall 2015, StarWars.com, 10 marzo 2015. URL consultato il 12 marzo 2015.
  12. ^ JOURNEY STAR WARS FASE #1 (OF 4), PREVIEWSworld. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  13. ^ JOURNEY STAR WARS FASE #2 (OF 4), PREVIEWSworld. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  14. ^ JOURNEY STAR WARS FASE #3 (OF 4), PREVIEWSworld. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  15. ^ JOURNEY STAR WARS FASE #4 (OF 4), PREVIEWSworld. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  16. ^ Star Wars: L’Impero a Pezzi, su starwarslibricomics.it, 3 novembre 2015. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  17. ^ Joshua Yehl, Star Wars: Shattered Empire #1 Review, IGN, 9 settembre 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.
  18. ^ a b Sean Keane, Marvel’s Star Wars: Shattered Empire shows us love in the triumphant Rebel Alliance, su New York Daily News, 11 settembre 2015. URL consultato il 29 luglio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]