Differenze tra le versioni di "Filippo Luigi Polidori"

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|LuogoMorte= Firenze
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[[File:Polidori, Filippo Luigi – Statuti senesi scritti in volgare nei secoli 13. e 14., 1863 – BEIC 11414274.jpg|thumb|''Statuti senesi scritti in volgare nei secoli XIII e XIV'', 1863]]
 
== Biografia ==
Nato a Fano il 23 Febbraio 1801 da Giuseppe Gregorio Polidori, notaio e possidente di [[Cagli]], e da Eufrosina Conti, di [[Senigallia]], compì i primi studi presso l'Università "Nolfi" di Fano, condividendo gli studi letterari, filosofici, storici e politici con alcuni compagni, tra cui Fortunato Ceccarini e Giovanni Gaggi. Sempre in giovane età strinse amicizia con le più illustri personalità marchigiane del tempo, come Cristoforo e [[Giovanni Ferri de Saint-Constant|Giovanni Ferri]], [[Francesco Puccinotti]], [[Terenzio Mamiani]] e [[Giulio Perticari]]. Sposatosi all'età di 19 anni, perse la madre un anno dopo. All'età di 24 anni Polidori occupò la cattedra di retorica presso un istituto di Montalboddo (odierna Ostra).<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=3|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Sposatosi all'età di 19 anni, perse la madre un anno dopo. All'età di 24 anni Polidori occupò la cattedra di [[retorica]] presso un istituto di Montalboddo (odierna [[Ostra (Italia)|Ostra]]).<ref name=":0">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=3|ISBN=8873260128}}</ref>
Nel periodo dal 1826 al 1830 fu più volte a Bologna, dove conobbe e frequentò [[Francesco Orioli]], [[Carlo Pepoli]], [[Giovanni Marchetti (poeta)|Giovanni Marchetti]] e [[Paolo Costa (poeta)|Paolo Costa]]. Nel capoluogo felsineo, Polidori intraprese la sua vita letteraria e da Costa fu invitato a partecipare alla fondazione di una rivista (poi abortita) con cui si intendeva contrastare le posizioni romantiche dell'Antologia fiorentina.<ref name=":0" />
 
Nel periodo dal 1826 al 1830 fu più volte a [[Bologna]], dove conobbe e frequentò [[Francesco Orioli]], [[Carlo Pepoli]], [[Giovanni Marchetti (poeta)|Giovanni Marchetti]] e [[Paolo Costa (poeta)|Paolo Costa]]. Nel capoluogo felsineo, Polidori intraprese la sua vita letteraria e da Costa fu invitato a partecipare alla fondazione di una rivista (poi abortita) con cui si intendeva contrastare le posizioni romantiche dell'Antologia fiorentina.<ref name=":0" />
Partecipò ai [[Moti del 1830-1831|moti del 1831]], sedendo prima nel Comitato provvisorio fanese e poi in quello della [[Provincia di Pesaro-Urbino]] del governo rivoluzionario. Si trasferì successivamente a [[Perugia]], dove collaborò all'istituzione di un nuovo giornale, l'Oniologia scientifico-letteraria, che, però, contrastato dal restaurato governo pontificio, poté essere pubblicato solo due anni più tardi.<ref name=":0" />
 
Partecipò ai [[Moti del 1830-1831|moti del 1831]], sedendo prima nel Comitato provvisorio fanese e poi in quello della [[Provincia di Pesaro-Urbino]] del governo rivoluzionario. Si trasferì successivamente a [[Perugia]], dove collaborò all'istituzione di un nuovo giornale, ''l'Oniologia scientifico-letteraria'', che, però, contrastato dal restaurato governo pontificio, poté essere pubblicato solo due anni più tardi.<ref name=":0" />
 
Dopo aver conosciuto attraverso delle lettere [[Niccolò Tommaseo]] nel 1832, Polidori si trasferì a Firenze, dove rimase dieci mesi e fece amicizia con [[Giovan Pietro Vieusseux|Gian Pietro Vieusseux]], [[Gabriele Pepe]], Sebastiano Ciompi, [[Giovanni Battista Niccolini|Giovan Battista Niccolini]] e l'abate [[Giuseppe Manuzzi]], collaborando alla compilazione del Vocabolario della lingua italiana di quest'ultimo.<ref name=":1">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=4|ISBN=8873260128}}</ref>
Tornato a Fano nel 1848 (dove era rientrato per brevi soggiorni nel 1839 e nel 1847), Polidori fu uno degli organizzatori locali delle prime e ultime libere elezioni dello [[Stato Pontificio]], e coprì l'incarico di segretario del comitato elettorale del collegio fanese-fossombronense. Sul finire di quell'anno fu chiamato a Roma da [[Terenzio Mamiani]], ministro dell'interno, per assumere il compito di compilatore della "Gazzetta Ufficiale". Mantenne l'impiego per circa un anno, la soppressione degli incarichi da parte del governo papalino lo indusse a tornare a Firenze.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=5|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Quattro anni dopo, perse l'unico figlio, Durante, ventitreenne, dopo che nel 1824 e nel 1827 si era visto strappare due figlie in tenera età; nel 1857 gli morì invece la moglie. Nonostante brevi soggiorni nella città natale, Polidori rimase a Firenze fino al 1859, anno in cui si risposò e ricevette incarichi dal nuovo governo toscano: inizialmente fu aggregato alla [[Biblioteca "Riccardiana"]] e poi venne nominato direttore dell'[[Archivio di Stato di Siena]]. In questa città intraprese opere come gli "Statuti sienesi dei secoli XIII e XIV in lingua volgare" (4 voll., poi rimasta incompiuta) e l'edizione dell' "Istoria della Tavola Ritonda", completata in seguito da Luciano Banchi.<ref name=":2" />
 
Nel 1862 fu nominato cavaliere dell'[[Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro]] e presidente, per la sezione storico-archeologica, del X Congresso degli Scienziati italiani che si tenne a Siena, mentre nell'anno successivo fu eletto vice-bibliotecario onorario della municipalità di Fano presso la [[Biblioteca Federiciana]] insieme a [[Michelangelo Lanci]], e confermato capo ufficio dell'Archivio di Siena da Vittorio Emanuele II.<ref name=":3">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=6|ISBN=8873260128}}</ref>
 
[[Massoneria in Italia|Massone]], nel 1863 fu deputato della loggia ''Arbia'' di [[Siena]] all'Assemblea costituente del [[Grande Oriente d'Italia]] a Firenze<ref>[[Aldo Alessandro Mola]], '' Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018'', Bompiani-Giunti, Milano-Firenze, 2018, p. 773.</ref>.
 
Nel 1865, tornato a Firenze, vi trovò improvvisamente la morte il 12 ottobre, in seguito a congestione polmonare. Fu sepolto a San Miniato al Monte. Morì lasciando inediti "''Statuti senesi"'' e il "''Commentario della vita e delle opere di Sebastiano Ciampi"'', ma completando, tra l'altro, l'edizione delle "''Poesie"'' di [[Gabriello Chiabrera]] e due volumi delle "''Lettere"'' di [[Paolo Sarpi]], entrambi per l'editore Barbera.<ref name=":3" />
 
== Opere ==
* {{Cita libro|autore=Filippo Luigi Polidori|titolo=Biografia di Mario Pieri Corcirese|anno=1853|editore=Galileiana|città=Firenze|p=|pp=|ISBN=NAP0187150}}
* {{Cita libro|autore=Filippo Luigi Polidori|titolo=Le mie Idee sul contratto da farsi per l'"Archivio Storico"|città=Firenze}}
* {{Cita libro|titolo=Statuti senesi scritti in volgare nei secoli XIII e XIV|volume=1|editore=Gaetano Romagnoli|città=Bologna|anno=1863|lingua=it|url=https://gutenberg.beic.it/webclient/DeliveryManager?pid=11414274}}
* {{Cita libro|autore=Filippo Luigi Polidori|titolo=Sonetti inediti|anno=1897|città=Fano}}
 
== Note ==
 
== Voci correlate ==
* [[Giovan Pietro Vieusseux|Gian Pietro Vieusseux]]
* [[Michelangelo Lanci]]
 

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